COSTA, LORENZO. - Pittore, n. a Ferrara intorno al 1460, m. a Mantova il 3 maggio 1535. Fu allievo in patria di Cosme Tura, come dimostrerebbe il S. Sebastiano di Dresda, se opera sua e non di Cosme. Probabilmente nel 1483 era a Bologna a di

pingere nel palazzo Bentivoglio, poi distrutto; tra il 1483 e il 1490 sempre a Bologna decorava la cappella dei Bentivoglio in S. Giacomo Maggiore, seguendo la maniera di Ercole Roberti. Nel 1492 e nel 1497 dipingeva le pale di S. Petronio e di S. Giovanni al Monte, nelle quali appare la sua seconda maniera formata sullo stesso Ercole Roberti, che aveva trasformato la propria, e si palesa altresì l'influsso di Antonello e di Giambellino. Nel 1499 era a Ferrara, a lavorare nel Duomo, tornato a Bologna, vi lavorò sino al 1506, seguendo nelle pitture dell'oratorio di S. Cecilia il Perugino e il Francia. Alla fine di quell'anno si recò a Mantova, chiamato dai Gonzaga a sostituire il Mantegna.
Il S. Sebastiano della galleria di Dresda, secondo il Berenson opera del Tura e firmata dal C., ha elementi

Costa, Lorenzo - Adorazione dei Magi - Milano, pinacoteca di Brera.
COSTA LORENZO - COSTA D'ORO
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esteriori tratti dal Tura, ma non ne possiede la forza; deve quindi ammettersi, almeno, che il C. abbia terminato l'opera di Cosmé.
La pala d'altare della cappella Bentivoglio in S. Giacomo Maggiore a Bologna (1488) mostra anch'essa ricordi del Tura: nella stessa cappella sono il Trionfo della fama e il Trionfo della morte. La Madonna in trono tra i ss. Sebastiano, Giacomo, Girolamo e Giorgio nel S. Petronio di Bologna, del 1492, segna un grande progresso sulle inespressive pitture della cappella Bentivoglio; forse il C. si era recato a Venezia, come mostrano somiglianze con le pale venete. Questa tavola nobilmente espressiva può ritenersi il capolavoro del maestro. Nel quadro in S. Giovanni in Monte, sempre a Bologna, rappresentante La Madonna con quattro Santi e due Angeli, è invece visibile l'influsso del Francia; le figure prendono forme sinuose come nel Perugino, di cui si ritrova qualche elemento nello sfondo di pilastri degradati prospetticamente ai lati del trono. La Coronazione della Vergine, pure in S. Giovanni in Monte (1501), ha ugualmente figure ispirate a modelli umbri. Vanno ricordati ancora in Bologna nell'oratorio di S. Cecilia gli affreschi rappresentanti la Conversione di S. Seriano e S. Cecilia che distribuisce elemosine (1504-1506).

Il C. restò sostanzialmente un eclettico, esitante tra il Tura, Ercole Roberti, i Veneziani, il Perugino e il Francia.