LUDOVICO IL PIO, RE DEI FRANCHI, IMPERATORE

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LUDOVICO IL PIO, RE DEI FRANCHI, IMPERATORE - Tavola genea- logica dei Carolingi che hanno concesso privilegi all'abbazia di S. Gallo, posta in appendice alla Vita di Carlomagno, scritta da Eginardo - Biblioteca Vaticana, cod. Reg. lat. 339 f. 7°.

1643

LUDOVICO IL PIO — LUDOVICO IV DI BAVIERA

Frutaz. VI, nn. 219-90; G. Calmette, L'effondrement d'un Empire et la naissance d'une Europe, Parigi 1941; L. Halphen, Charlemagne et l'Empire carolingien, ivi 1947 (con bibl.); H. Fichtenau, Das Karolingische Imperium. Soziale und geistige Problematik des Grossreiches, Zurigo 1949; L. Halphen, A travers l'histoire du moyen âge, Parigi 1950, pp. 58-74.

Diritto — Sotto Carlomagno vi era stata una competenza di poteri civili e religiosi con prevalenza del potere civile su quello religioso. Sotto L. la situazione si capovolge: è la Chiesa che cerca di avere la supremazia e mettere al suo servizio l'autorità dello Stato. L. coopero a questa azione col promuovere il progresso religioso e morale della cristianità con una riforma generale che doveva reprimere degli abusi che da lungo tempo estivano nella Chiesa. La sua attività legislativa viene conservata in capitolari che comprendono materia religiosa e civile; restano anche alcuni capitolari Misterium e un capitolare per il monastero di S. Croce del Poetto fondato dalla b. Radegonda. Due sono stati trasmessi sotto il nome di Capitula, poiché uno contiene canoni desunti dai vari concili e l'altro frammenti tratti alla legislazione romana. Alcuni di questi capitolari riguardano anche l'Italia. Ne la legislazione di L. si propongono queste principali riforme: l'amministrazione dei beni ecclesiastici d'ora innanzi spetta unicamente alla Chiesa; i vescovi siano eletti liberamente; i monasteri sono autorizzati a scegliersi degli abusi regolari, cessando al meno provvisoriamente il regime della commenda; i abusi sono obbligati solo a quelle prestazioni militari che sono sanzionate nelle leggi. Anche nel campo morale vengono promosse varie riforme, specialmente riguardo alla castità dei vescovi e al rato delle vergini (cf. Cap. I, pp. 275-85). Il medesimo spirito, che si manifesta talvolta anche con le stesse parole, si ha nell'Admonitio ad omnes regni ordines (ibid., pp. 303-307).

Bibl.: A. Seelinger, Die Kapitularien der Karolingier, Mondo naco 1893; A. M. Koeniger, Beiträge zu den fränkischen Kapitularien und Synoden, in Archiv f. kathol. Kirchenrecht, 87 (1907), pp. 393-406; E. Basta, Storia del diritto italiano, I, Milano 1923, pp. 220-47.