LUIGI XIV DI BORBONE, RE DI FRANCIA

LUIGI XIV di Borbone, re di FRANCIA. - N. a St-Germain-en-Laye il 5 sett. 1638 da re Luigi XIII e Anna d'Austria, figlia di Filippo III re di Spagna, m. a Versailles il 1º sett. 1715; sposato con Maria Teresa, figlia di Filippo IV re di Spagna, in seconde nozze si sposò segretamente con Mme de Maintenon (1683); suo unico figlio legittimo fu il Gran Delfino, premortogli nel 1711. Triste fu la sua infanzia presso genitori poco concordi; re di nome il 14 maggio 1643, proclamato maggiorenne a 14 anni in mezzo alle fughe e ai tumulti della Fronda, non esercitò la sua autorità che alla morte del Mazzarino (9 marzo 1661), la cui scomparsa gli permise di iniziare in pace l'organizzazione di quella monarchia assoluta che, modificata da circostanze e dal carattere dei successori, durò nelle sue linee maggiori fino al 1789. Nel giudicare l'opera di L. XIV non è giusto dimenticare la responsabilità della nazione che, favorita nel suo orgoglio, applaudi al suo re in disegni che poi si dimostrarono deplorevoli; ad es., nei rapporti ecclesiastici. L. XIV talora moderò tuttavia eccessive proposte dei Parlamenti.

Appena prese le redini del governo, fra lo stupore incredulo della Corte, L. XIV fece conoscere che d'ora innanzi nulla doveva farsi nel regno senza suo ordine; l'era dei primi ministri era chiusa. Di fatto egli esercitò personalmente il potere; tre ministri formarono il Consiglio di Stato o Conseil d'en haut, e furono dapprima il cancelliere Michel Le Tellier, H. de Lionne segretario agli Esteri, e N. Fouquet soprintendente alle Finanze. Quest'ultimo fu poco dopo sostituito dal Colbert, e nel 1666 al cancelliere successe il figlio marchese de Louvois, ministro della Guerra. Con questi tre uomini di origine borghese il re prese nei primi decenni le maggiori decisioni di politica estera ed interna.

L'aspetto più noto e censurato della politica di L. XIV fu certo quello diretto a creare un primato della Francia in Europa (come già con Enrico IV, Richelieu e Mazzarino) ma con mezzi più larghi, disegni ed uomini più preparati nelle armi e nella diplomazia e di fronte ad una Europa da principio assai debole, ma che lentamente organizzò la resistenza contro questa crescente ambizione, che sarà infine contenuta ed umiliata. Del resto già il matrimonio spa-

gnolo di L. XIV era nella finalità, e persino nelle formole del contratto, in funzione di una probabile successione; la prima possibilità fu offerta dalle Fiandre (che tanto si addentravano nel regno) con il pretesto del diritto privato di devoluzione, usato localmente. Alla morte di Filippo IV, nel 1667, L. XIV occupò dodici città (fra cui Lilla) che nella pace di Aquisgrana (apr. 1668), imposta dall'alleanza anglo-olandese-svedese, poté conservare, restituendo la Franca Contea (Besançon) facilmente conquistata. Lo sdegno di L. XIV e della Francia si rivolse allora contro l'Olanda, autrice della lega; isolata diplomaticamente da Inghilterra e Svezia, fu nel 1672 invasa col famoso passaggio del Reno (12 giugno) a Toll-Huys, esaltato da poeti e pittori. La reazione europea fu vasta e, più che contro l'Olanda, L. XIV dovette lottare contro l'Impero e una forte coalizione europea; Messina, ribellatasi alla Spagna nel 1674, fu occupata e poi abbandonata alle vendette spagnole nella pace di Nimega (ag. sett. 1678 con Olanda e Spagna), nella quale L. XIV conservò la Franca Contea e città delle Fiandre (Cambrai, Valenciennes ecc.); conquiste di terre francesi, ma che suscitarono il profondo rancore degli Olan-

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“LUIGI XIV DI BORBONE, RE DI FRANCIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 997. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/luigi-xiv-di-borbone-re-di-francia.