**MADIAN E MADIAN ITI** (ebr. *Midhijān*; Settanta Mādāvax). -
**Maderno, Stefano** - Papa Liberio segna sulla neve la pianta della basilica. Bassorilievo - Roma, basilica di S. Maria Maggiore, Cappella Borghesiana.
**Nome di una regione a sud della Palestina (Ex. 2, 15) e dei suoi abitanti (Ex. 3, 1; 4, 19; 18, 1; Num. 24, 47), talvolta indicati con il patrimonio «Madinati» (Gen. 37, 38; Num. 25, 17).**
Il nome, non riscontrato finora nei documenti assicurati, è stato dato da Tolomeo (Mādājāz: *Geogr.*, VI, 7, 27), da Flavio Giuseppe (Antiq. *Ind.*, II, 11, 1), da Eusebio (Mādāvāḥ: *On.*, 124, 8) e dal *Corano* per indicare una regione e città nell'Arabia lungo le coste orientali del Golfo Elanitico (el-'Aqabah). Secondo le indicazioni dei geografi arabi, Madian corrisponde alle rovine di Hawrah, presso l'oasi di el-Bed' o Mōgā'ir Šu'a'jab, ove si mostra la grotta dove pregava il profeta Šu'a'jab, identificato con Iethro, e la fonte dove Mosè portava ad abbeverare il gregge del suocero.
Dalla regione centrale, originaria o almeno la più importante, Madian si estese nei paesi vicini: nella penisola del Sinai e in Transgirondania. La zona a cavaliere del Golfo Elanitico, dove si rifugiò Mosè fuggito dalla corte egiziana (Ex. 2, 15) e di cui Iethro era capo e sacerdote (ibid. 2, 15; 3, 1), chiamata Madian, è delimitata non lungi dal Sinai, fra Edom e Pharan, lungo la via dall'Egitto verso il nord. Il nomadismo dei Madianiti è infatti attestato chiaramente nella tradizione biblica. Presentati come discendenti da Madian, figlio di Abramo e di Cetura (Gen. 25, 2).
**Madison, Diocesi di.** - Città e diocesi nello Stato di Wisconsin (Stati Uniti di America).
Comprende le contee di Columbia, Dane, Grant, Green, Green Lake, Iowa, Jefferson, Lafayette, Marquette, Roch, Sauk, tutte nello Stato di Wisconsin, per una superfice complessiva di 8070 miglia quadrate. Su una popolazione di 442.182 ab. vi sono 88.626 cattolici.
Conta 131 parrocchie, servite da 140 sacerdoti diocesani e 33 regolari; 3 fra seminari e scolastici religiosi; 6 comunità religiose maschili e 69 femminili; 1 college, *high-schools* diocesane e parrocchiali, 54 scuole parrocchiali; nel 1949 vi furono 672 conversioni.
La diocesi fu creata dal papa Pio XII con la cost. apost. *Ad animarum bonum* del 22 dic. 1945, per smembramento

Maderus, Sittraon - Papa Liberio segna sulla neve la pianta della basilica. Bassorilievo - Roma, basilica di S. Maria Maggiore, Cappella Borghezzina.
pur già interpretandola con estro personale (v. MODERATI).
Nelle immagini di questi pittori prevalse in un primo tempo il soggetto della Madonna con il Bambino (donde il nome di m.), ma poi altresì il Salvatore, i santi e le principali scene del Vecchio e Nuovo Testamento. A queste icone non solo nel mondo ortodosso, ma pure nell'Occidente cattolico si tendeva ad attribuire uno speciale valore religioso e perfino virtù miracolose, forse pensando che esse risalissero ad archetipi d'origine in qualche modo prodigiosa. Viva era soprattutto la tradizione del ritratto che s. Luca avrebbe fatto dal vero alla Madonna ed inviato a Teofilo. Così la leggenda, ma dovette certamente esistere un prototipo con la Vergine in posa rigida e frontale, reggente sul braccio il Bambino che benedice e tiene nella sinistra il rotolo della Legge: è il tipo noto con il nome di h'Οδηγήτρια, dal quale gli altri derivarono con poche varianti (p. es., la Gliofilusa e la Eleusa, in atteggiamento affettuoso, la Galactotrofusa, che allatta il Bambino, ecc., e infine la Madonna della Passione con due mezze figure d'angeli recanti i segni del martirio di Cristo).
Così anche per le altre immagini l'iconografia rimase legata generalmente a modelli tradizionali. Il Cristo veniva per lo più raffigurato come Salvatore benedicente o come Re dei Re, in trono e con la mitra in capo. I santi erano naturalmente quelli più venerati nella Chiesa orientale. Del Vangelo si preferivano gli episodi corrispondenti alle «grandi feste» o quelli che ricorrono nella liturgia domenicale, in conformità all'uso della Chiesa ortodossa di esporre alla venerazione dei fedeli durante i sacri riti l'icona riferentesi al passo evangelico che viene letto o alla festività commemorata. Il valore religioso quindi è l'uso di tali icone, che s'appendevano pure alla chiusura, detta appunto iconostasi, separante il Sancta Sanctorum dal resto della chiesa, favorì enormemente il loro smercio; ed ora esse s'incontrano un po' dappertutto in musei, case private e conventi. Particolarmente, alla Pinacoteca Vaticana, al Museo nazionale di Ravenna, a Firenze, presso la comunità dei Greci ortodossi a Venezia; nei Musei Bizantino, Benacchi e Loverdos di Atene; nei monasteri di Patmos, dell'Athos e del Sinai (ove del resto ne perdura ancora la produzione); nei Musei di Mosca e Leningrado.
