MADRID (Madridius), CRISTÓBAL. - Gesuita spagnolo, scrittore ascetico, n. a Daimiel (diocesi di Toledo) ca. il 1503, m. a Roma il 13 ag. 1573. Fu accettato nella Compagnia di Gesù nel 1550 dallo stesso fondatore s. Ignazio. Per molti anni superiore, governò la casa professa di Roma e fu assistente d'Italia (1555).
L'operetta che lo rese celebre fu un trattatello sull'uso frequente dell'Eucaristia, De frequenti usu sanctissimi Eucharistiac sacramenti libellus (Napoli 1556, Roma 1557). Fu il primo lavoro intorno alla frequenza della Comunione, stampato da un gesuita (un'operetta simile già era stata preparata dal p. N. Bobadilla, dietro esortazione di s. Ignazio, nel 1551, ma rimase inedita fino al 1933). Il M. si servì del materiale preparato dal p. A. Salmerone, ripulendo lo stile e ordinando la materia per la prima edizione di Napoli; rivedendolo meglio e correggendolo per l'edizione di Roma; esso ebbe ripetute edizioni e traduzioni in Italia, Belgio e Francia, al primo diffondersi dell'eresia calvinista.