Rimasto orfano di madre, fu piamente educato dal padre e ancora giovannetto trovava le sue delizie nella lettura dei libri sacri. Mortogli anche il padre, si assicrise al Terz'ordine di S. Francesco; diede tutto il suo povertà e si ridusse a vita eremitica, affliggendo il suo corpo con aspre penitenze. Visse molti anni in contemplazione, in fama di gran santità. Il suo culto fu approvato da Pio IX il 4 dic. 1855 e Leone XIII ne approvò la Messa e l'Ufficio il 9 dic. 1882.
BIBL.: Leone da Chery, L'aureola serafica, IV, Quaracchi 1900, p. 430-31; C. Ortolani (Ciro da Pesaro), Santità francescana-picena. Dizionario biografico, Pesaro 1932, p. 203 sq.; I. Beschin-G. Palazzolo, Martyrologium Franciscanum, Vicenza 1939, p. 476.