MAGNASCO, ALESSANDRO, DETTO IL LISSANDRINO - Martirio di s. Erasmo. Milano, collezione Viganò.
mente vivace, come nelle due tele con Visioni zingaresche della collezione Lecchi in Calvisano presso Brescia, o nelle Scene dell'Inquisizione dei Musei di Budapest e di Vienna. Un approfondimento del suo dolorante senso umano si nota nel Carro matto della collezione Bianchi di S. Remo, nei Frati penitenti o nella Predica ai quacqueri della raccolta Brass a Venezia. Ma in seguito la sua tavolozza si rischiara alquanto, la pasta cromatica acquista maggiore successità, il suo tocco diventa più vivido e scattante: e crea i quattro capolavori, eseguiti probabilmente per il conte Colloredo, governatore austriaco della Lombardia, ora nel convento di Seitenstetten in Austria: Il catechismo, La sinagoga, I monaci in biblioteca, I monaci nel refettorio. Ad un periodo più avanzato, in cui affiorano squisite tonalità di grigi cineri, appartengono le sue ultime creazioni, quali La sinagoga del Museo di Cleveland (U.S.A.), il Banchetto degli zingari al Louvre. I Trattenimento in un giardino d'Albaro al Palazzo Bianco di Genova, la Cena di Emaus nel convento di S. Francesco d'Albaro in Genova. I temi prediletti dal M., eccetto ritratti della gioventù e pochi soggetti sacri, furono ispirati dalla vita del suo tempo, negli aspetti talora più umili e miseri: scene zingaresche, segrete riunioni di streghe, frati tentati, mari burrascosi, carri di matti, assalti alla diligenza, ladri sacrileghi; insomma un mondo vivo, lontano da ogni accademismo e da ogni retorica. Dipinse anche in affresco, cioè le «macchiette» in paesaggi dipinti da altro artista, che si conservano nella Villa di Brigano di Gera d'Adda. Spesso, nel suo periodo giovane specialmente, il M. dipinse in collaborazione con pittori di paesaggio, come Clemente Spera, Carlo Antonio Tavella, il Perugini, Marco Ricci.
La figura del M. è ritornata alla luce della critica d'arte soltanto da pochi decenni, quando nelle sue visioni s'è ritrovato un singolare precompimento alla pittura «espressionista» contemporanea.