MAGONZA SUL RENO, DIOCESI DI

MAGONZA SUL RENO, DIOCESI di. - Diocesi e città capitale del Land di Renania-Palatinato, di fronte alle foci del Meno. Su di una superficie di 792 kmq., conta 1.794.600 ab., dei quali 631.100

cattolici, distribuiti in 284 parrocchie, servite da 437 sacerdoti diocesani e 79 religiosi. Conta pure 14 comunità religiose maschili e 199 femminili; 7 istituti di educazione, 100 opere di carità e beneficenza (Ann. Pont., 1951, p. 260).

Furono certamente mercanti e soldati della XXII Legio primigenia, di stanza a Lione prima, poi a M., portare la religione cristiana a M. Gli onori di protopopolo e martire della Chiesa magentina spettano, secondo la tradizione dei leggendari medievali, a Crescenzio, discepolo degli Apostoli. La sua festa è al 27 giugno. Successivi martiri della prima età cristiana sono Ferruitos, Albano, Aureo e Giustina. Fuori delle mura romane della città si trovarono resti di ricchi monumenti sepolcrali cristiani dei secc. IV, V, VI e VII (ora conservati nel Museo civico di antichità). Alla metà del secc. VI il vescovo Sidonio restaurò la chiesa e il battistero della città. M. deve la sua gloria maggiore a S. Bonifacio (m. nel 754), missionario proveniente dagli Anglosassoni, passato nella storia come l'« Apostolo della Germania». Per quanto di rango arcivescovile egli era soltanto vescovo di M. il suo successore come vescovo di M., s. Lullo, benedetto come Bonifacio, venne assunto all'arcivescovo nel 780-782. Alla sede magentina era congiunta fin dal 695 la carica di cancelliere reale per la Germania. Dal 1257 il metropolita di M. ebbe la presidenza del collegio dei principi elettori. Conseguentemente gli arcivescovi di M., in vista della loro posizione influente per l'elezione reale, furono vitalmente interessati alla lotta fra la Chiesa e l'Impero. Famosi arcivescovi furono Rabano Mauro, che ha l'appellativo onorifico di magister Germaniae (m. nel 1856), s. Willigis (m. nel 1911), costruttore del Duomo magentino, e s. Bardo (m. nel 1951); a Bingen la grande mistica s. Ildegarda (1089-1179). L'arcivescovo Dieter di Isenburg fondò nel 1477 l'Università di M. L'Arcivescovo Albrecht di Brandeburgo (1514-1545), in seguito alla predicazione dell'indulgenza fatta dal domenicano Terz del durante la sua reggenza, diede motivo all'affissione delle tesi di Lutero nel 1518.

M., nelle battaglie medievali della nobiltà e della borghesia contro gli arcivescovi, rimase sempre una città vescovile. Nell'alto medioevo M. aveva 14 vescovati suffragane. Di tempo in tempo la Chiesa provinciale di M. raggiunse il Mare del Nord con il territorio delle odierne province olandesi e belghe, a mezzogiorno si estese fino a Chur (Svizzera), a oriente fino a Praga e a Olmütz, a settentrione sopra l'Elba fino al Brandeburgo e all'Helvberg, ivi comprese Hildesheim e Paderborn.

Sotto gli arcivescovi Federico Carlo Giuseppe di Erthal (1774-1802) e Carlo Teodoro di Dolberg (1802-1817) l'arcidiocesi e la città curtense decadere in seguito agli avvenimenti spirituali e militari della Rivoluzione Francese. Dal 1797 al 1814 M. fu francese, e sotto Napoleone, nel 1802, divenne vescovato e suffragante di Mecheln. Il nuovo vescovato comprendeva, alla fine, soltanto i territori alla sinistra del Reno. Nel 1821 la Curia romana provvise a una nuova circoscrizione della diocesi di M., i cui confini si vennero così a identificare con quelli della regione, come era allora, di Hessen-Darmstadt. Conformemente a questa nuova divisione la diocesi comprese le tre provincie dell'Hessen: Rheinhessen, Starkenburg e Oberhessen. Sede vescovile rimase M.

Famosi vescovi della nuova diocesi furono: Giuseppe Ludovico Colmar di Strasburgo (1802-1818), fondatore in M. del Seminario per sacerdoti e restauratore del Duomo, che fece rifiorire lo spirito cristiano nella diocesi raccogliendo intorno a sé uomini rappresentativi nel cosiddetto «Primo circolo di M.». Ketteler (v.), studioso di problemi sociali (1850-1877), fondò con Lenning, Heinrich e Moufang il «Secondo circolo di M.». La prima giornata cattolica tedesca fu a M. nel 1848. Ebbe profonda importanza ed esercitò grande influsso il «Circolo magentino» su tutta la Germania con affermazione della vita religiosa in contrapposito Stato. Organo degli uomini cattolici di M. fu il Katholik fondato a M. nel 1821 da A. Rass e N. Weiss, che si acquistò i più grandi meriti; esso giunse fino al 1918.

Il vescovo Alberto Stohr, dottore in teologia e in diritto «honoris causa», governò fino al 1936. Suo fu il rapporto giovanile alla conferenza vescovile di Fulda, e inoltre il rapporto della commissione liturgica. Questo vescovo ebbe grande parte nella creazione e nella restituzione del rituale tedesco.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale (1945) il Reno divenne linea di confine delle forze di occupazione, così che la diocesi di M. appartiene per il territorio alla sinistra del Reno alla zona francese, per quello a destra a quella americana. In seguito al nuovo ordinamento dei Länder tedeschi il Rheinhessen appartiene fin dalla fine del 1946 al Land di Renania-Palatinato, mentre le antiche provincie di Starkenburg e di Oberhessen appartengono al Land di nuova formazione Gross-Hessen. I confini esterni della diocesi rimasero invariati.

MONUMENTI. — Nella città vescovile di M. il Duomo, dedicato a S. Martino, costruito negli an. 975-1009, 1137, 1238, a cinque navate, doppio coro, sostanzialmente romanico, illustra con i suoi monumenti sepolcrali l'arcidiocesi di M. La fioritura dell'arte in M. fu soprattutto nei secc. X, XIII, XV, XVIII. In essa nacque l'inventore della stampa, Gutenberg (v.). Nella città sono significative chiese gotiche e barocche. Molte opere d'arte andarono rovinate o distrutte dai bombardamenti aerei (1939-45). Le seguenti chiese della diocesi di M. hanno il rango di «Basilica Minor» papale: il duomo di Worms, la collegiata, un tempo gotica, di Bingen, la Basilica Carolingia dei ss. Marcellino e Pietro in Scligenstadt sul Meno.

L'Università Giovanni Gutenberg, aperta di nuovo nel 1947, ha una Facoltà teologica cattolica.

Per lo studio della storia della diocesi si pubblica a M. il Jahrbuch für das Bistum Mainz, edito da A. Schubert (del 1946), l'Archiv für mittelrheinische Kirchengeschichte. Beiträge zur Mainzer Bistumsgeschichte (Speyer, del 1949).

BIBL.: Eubel, I. pp. 321-22; II. pp. 184; III. p. 232; IV. p. 245; Beiträge zur Geschichte der Stadt Mainz, 10 voll., Magazin 1914-33; P. Kautzsch, Der Mainzer Dom und seine Denkmaler, 2 voll., 1912; P. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. P. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A. A.