MARCH, Ausfàs. - È il poeta più rappresen-
tativo del rinascimento catalano, n. a Valenza nel
1397 ca., m. ivi nel 1459.
Le sue 128 poesie divise in Cants de amor, de la mort
e morals, più che a un petrarchista fanno pensare a un
trovatore in ritardo, così evidente è l'influsso dei poeti
di Provenza. Cantò l'amore, ma con angoscia e rimorso
e solo si rasserenò con la morte della donna amata. Il
vertice della sua ascensione religiosa è segnata dal Cantico
espiritual: ansiosa brama di morte e invocazione a Dio
perché il poeta possa credere e salvarsi. Lo stile, preva-
lentemente severo, talora assume movenze di chiara ele-
ganza, mentre, tra sottigliezze di pensiero e complessità
metriche, sviluppa un'assidua e spietata esplorazione inte-
riore, frutto della famigliarità di M. con la scolastica.
Notevole la sua devozione alla Vergine. Dei poeti cata-
lani, dopo Verdaguer (v.) nessuno
ha raggiunto la sua fama e la sua grandezza.
Sergio Zanotti-