MARIA dell'INCARNAZIONE, venerabile. - Al secolo Maria Guyart, mistica e missionaria orsolina, n. a Tours il 28 ott. 1599, m. a Québec il 30 apr. 1672. Benché portata alla contemplazione fin da bambina (la sua prima visione risale al 1607), piegandosi al volere del padre sposò nel 1617 il fabbricante di sete Claude Joseph Martin, da cui ebbe un figlio Claude Martin. Rimasta vedova nell'ott. 1619, poté dedicarsi più intensamente alla preghiera, pur rimanendo per 11 anni ancora in mezzo alla vita attiva occupandosi di affari. Dopo varie estasi, in cui ebbe la conoscenza mistica dei misteri della Trinità e dell'Incarnazione, dopo sofferenze e trasporti d'amore, giunta alla calma di una perfetta unione con Dio (1628), il 25 genn. 1631 entrò nel convento delle Orsoline di Tours, lasciando dopo dolorose esitazioni il figlio undicenne.
Nell'ottava di Natale del 1634 ebbe un sogno che infiammò il suo spirito per le missioni. Comincia allora a sentir parlare della Nouvelle France (Canada), entra in corrispondenza con i missionari già sul posto, con alcuni gesuiti che stavano per partire e con M.me de la Peltrie, e, dopo varie vicende, imbarcatasi a Dieppe il 4 maggio 1639, giunge a Québec il 1 ag. Quivi comincia, tra disagi e privazioni, la sua maggiore attività esteriore di natura mistica: diviene la consigliera e la guida degli indigeni, dei governanti e dei commercianti. Per le piccole irochesi fonda, con M. me de la Peltrie, il « Séminaire » di S. Giuseppe; per sé e per le sue suore fonda un monastero, lo ricostruisce dopo un incendio (1650), per 18 anni ne è superiore e animatrice. Guerre, terremoti, ribellioni, amarezze ed umiliazioni, tutto sopportò con coraggio.
La causa della sua beatificazione fu introdotta nel 1877; il decreto dell'eroicità delle virtù è del 10 luglio 1911.
Gli scritti di M. dell'I. (l'autobiografia, le lettere e gli scritti mistici) furono ritoccati e pubblicati dal figlio Claude Martin (Parigi 1677-84), e con annunziati critiche e una nuova biografia da A. Jamet (4 voll., ivi 1929-1939). La dottrina di M. dell'I. fu oggetto PURISMO (v.) tra Fenelon e Bossuet.