MARTINI, Antonio. - Arcivescovo di Firenze, traduttore e commentatore della Bibbia, n. a Prato il 20 apr. 1720, m. a Firenze il 31 dic. 1809.
Compì gli studi medi nel patrio Liceo Cignognini; si laureò in lettere a Pisa nel 1748. Nominato nel 1751, dal re Carlo Emanuele III, preside della Congregazione dei sacerdoti addetti alla basilica di Superga, diresse l'odoremente quell'Istituto di alta cultura ecclesiastica fino al 1765, anno in cui ottenne dal Re'lesonero con il titolo di consigliere di Stato e una pensione sull'abbazia di S. Giacomo in Bessa, per poter attendere con maggior agio alla versione ed al commento della Bibbia. Aderendo all'invito del card. Vittorio Amedeo delle Lanze intendeva così attuare il desiderio di Benedetto XIV, espresso anche con il breve del 13 giugno 1757, che permetteva le versioni della Bibbia in volgare, purché munite di note desunte dai ss. Padri e dai dotti autori cattolici.
Per le vicende della sua versione, apparsa tra il 1769 e il 1778 contraffatta dai giansenisti, V. BIBBIA. L'edizione definitiva, pubblicata a Firenze tra il 1702 e il 1792, viene riprodotta fino ad oggi e sopravvive pure nella versione commentata ed aggiornata da M. Sales e G. Girotti (finora 10 voll., Torino 1918-42).
Dopo essere stato proposto da Vittorio Amedeo III all'episcopato di Bobbio, venne nominato da Pio VI all'arcivescovo di Firenze, che tenne dal 25 apr. 1781 fino alla morte.
Oltre alla *S. Bibbia* (Napoli 1771-81 e molte altre edizioni), approvata con breve di Pio VI del 17 marzo 1778,
il M. scrisse tra l'altro: *Istoria e concordia evangelica spiegata al popolo* (Firenze 1812; in latino, Milano 1829); *Istruzione sopra il Simbolo degli Apostoli* (Milano 1814); *Responsio atque declaratio contra libri. ab episc. Collensi circa quaestionem de decisivo voto praecl. (1787)*, in cui nega ai parroci il voto decisivo. Edizione generale: *Opera omnia* (10 voll., Milano 1830; 32 voll., Venezia 1833-35).
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**Pietro De Ambroggi**