MASSIMIANO di Cartagine. - Autore donatismo (v.), in cui era diacono, a Cartagine.
In dissenso con il suo vescovo Primiano, e da lui condannato, gli suscitò contro altri, i quali, convenuti a Cartagine in numero di 43, lo condannarono: sentenza confermata in altro Concilio, di più di 100 vescovi, a Cebrussis. Deposto Primiano, M. si fece ordinare in sua vece, ma un Concilio di 310 vescovi a Bagai (apr. 1944) assolse Primiano, condannando invece M. e i 12 che lo avevano ordinato, dando agli altri un termine per ritornare all'unità della setta. Quindi i primianisti risorse alle autorità per farsi consegnare le chiese dai massimianisti (allo stesso M. fu tolta una casa in Cartagine), forti soprattutto nella Bizacene e nella Tri- politania.
Alcuni resistettero, e furono perseguitati, come Sal- vio di Membresca. Due, Feliciano di Musti e Pretestato di Assuras, dovettero cedere alla violenza di Ottato di Thamugadi, ma vennero reintegrati, nonostante che al posto del secondo fosse già stato ordinato un Rogato (divenuto poi cattolico e mutilato della lingua e di una mano). Dell'origine di questo scisma, del fatto che i primianisti non esitarono a rivolgersi alle autorità, e che non contestarono la validità del Battesimo conferito dai «massimianisti» si valse con grande abilità. Ago- stino, cui si devono queste notizie, per rinfacciare ai donatisti la contraddizione tra quanto essi rimprove- ravano ai cattolici e la loro propria condotta verso questi altri dissidenti.