MEDIATOR DEI. - Parole con cui comincia l'enciclica di Pio XII, data il 20 nov. 1947 (AAS, 39 [1947], pp. 521-95), sulla sacra liturgia. Può ritenersi un complemento dell'encicl. Mystici corporis (v.), poiché il Sommo Pontefice risponde alle ulteriori istanze (segnalate da mons. Gröber fin dal 1943, v. bibl.) del moderno movimento liturgico, intimamente connesso con la rinascita degli studi ecclesiologici. La risposta è data indirettamente, con incisi attenti, concepiti come parti dell'ampio sviluppo dottrinale, che è condotto con logica serrata e sostenuto da una larga e chiara informazione.
L'enciclica esordisce dal concetto di liturgia come culto pubblico della Chiesa, di cui descrive l'origine e lo sviluppo omogeneo, costantemente diretto dall'autorità gerarchica (parte 1ª); considera poi come centro della liturgia la s. Messa, di cui illustra l'essenza (immolazione sacramentale), la partecipazione dei fedeli, l'integrazione nel banchetto eucaristico e nel culto di adorazione (parte 2ª); studia in seguito il prolungamento del culto eucaristico nella laus perennis del Divino Ufficio, di cui spiega l'intimo significato nella luce dei cicli concentrici di Cristo, della Vergine, dei santi (parte 3ª). Il cospicuo documento si chiude con una esortazione sulla pietà individuale (complemento del culto pubblico) e sullo spirito e l'apostolato liturgico (parte 4ª).
La grande enciclica (è la più ampia di tutte quelle emanate finora) è costellata di gravi affermazioni dogmatico-liturgiche, p. es., sulla natura della liturgia, sull'essenza della Messa, sulla partecipazione dei fedeli al Sacrificio eucaristico, sull'armonia dell'opus operatum (pietà oggettiva) e l'opus operantis (pietà soggettiva), sulla pietà individuale, sull'essenziale distinzione tra sacerdozio gerarchico dei preti e sacerdozio mistico dei fedeli (regale sacerdotium), sulla infondata distinzione tra il Cristo storico e il Cristo pneumatico, sulle esagerazioni di alcuni centri liturgici, sul progressivo sviluppo delle forme liturgiche, sui rapporti tra la Croce e l'Altare, sulla presenza di Gesù Cristo nell'anima giusta.
Risposta diretta al memorandum di mons. Gröber, l'enciclica è una solenne presa di posizione della Sede Apostolica nell'ormai secolare movimento liturgico, di cui non arresta il corso benefico, ma corregge le deviazioni e disciplina le tendenze. È una continuazione dell'insegnamento pontificio, iniziato con l'encicl. Mystici corporis: l'uno e l'altra formano due vistosi pannelli di uno stesso dittico.
Bibliografia12 opere
604; A. Michel, Sur la présence de l'humanité du Christ glorieux dans les justifiés, in L'ami du clergé, 60 (1950), pp. 91-93; B. Cappelle, Autour de l'encycl. M. D., in Les questions liturgiques et paroissiales, 31 (1950), pp. 12-17 (esame critico dei commenti alla M. D.); id., La Communion pendant la Messe d'après l'encycl. M. D., ibid., 31 (1950), pp. 166-70; vari autori, Commento alla M. D., in Revista Ecclesiastica Brasileira, 11 (1951), pp. 1-224 (tutto consacrato all'argomento).