MENSA, BENEDIZIONE della. - È una preghiera aggiunta al Breviario che si usa nelle case religiose prima e dopo il pranzo e la cena. S'inizia con il saluto del superiore: «Benedicite!» cui risponde la comunità: «Benedicite!»; segue con il Gloria, il verso «Oculi omnium» (Ps. 144, 15) al pranzo, «Edent pauperes» (ibid. 21, 27) alla cena, talvolta, in alcune principali feste, cambiato; poi il Kyrie, Pater noster, e una breve preghiera che si chiude con la benedizione dei cibi. Per ringraziare, si recita con il Gloria il verso «Confiteantur» (Ps. 144, 10) dopo pranzo, «Memoriam» (ibid. 110, 4. 5a) dopo cena; ad una breve preghiera di ringraziamento segue il salmo «Miserere» (50) o «Laudate» (116), poi il Kyrie, Pater noster, i versetti da litania «Dispersit» (Ps. 11, 9).

Sull'esempio del Signore (Mt. 14, 19), e degli Apostoli (Act. 27, 35; I Tim. 4, 3-5), al « benedictine » - così era chiamata la preghiera prima del pasto secondo la parola iniziale - come uso cristiano assai antico e generale accennano Clemente Alessandrino (Paedag., II, 4) e Tertulliano (De cor. militis, 3; Apol., 39, 16, 19; De orat., 25). I testi antichissimi sono le preghiere di ringraziamento della Didaché (cap. 9, 10) in relazione alle preghiere giudiche di sabato sera, ma il loro contenuto è cristiano. Preghiere usate dalle vergini nei conventi si trovano in Pseudo Atanasio, De virginitate, 12-14 (PG 28, 265, 268), Costit. Ap., VII, 49; anche s. G. Crisostomo vi accenna nella Hom. 55 in Mt. (PG 58, 545). Per il rito latino, la più antica forma del « Benedictine » è contenuta nel cod. S. Gall. 349, f. 104 sg. (ed. Silva-Tarouca, pp. 213-14); già vi occorrono le formole d'oggi « Oculi » del pranzo e « Edent pauperes » della cena. A ciascun piatto o cibo, il superiore pronuncia una benedizione; prima, al segno del superiore, il lettore interrompe la lettura e tutti dicono « Deo gratias ». Alla sua benedizione tutti rispondono « Amen », il lettore continua. Formole di questa preghiera e delle benedizioni si trovano nei Sacramentari (Gelasiano, Gregoriano, nel Sacramentario Fuldense, sec. x, 2812, 2828 e gallicani, p. es., Bobbio, ed. Lowe 1920, nn. 561-62). Le Consuetudines monasticae di Cluny (PL 149, 711-12) e di Hirau (PL 150, 995-96) contengono le formole oggidi usitate.
I, 1, Roma 1923, p. 213; J. Baudot, Bénédiction de la table ou des aliments, in DACL, II, 1, coll. 713-16. Pietro Siffran