MENSCEVISMO. - Per m. la teoria sovietica intende a volte la II Internazionale, revisionista e riformista, ma in senso stretto intende la frazione del Partito socialdemocratico russo dei lavoratori diretta da Plechanov, Martov e altri e oppositrice della frazione bolscevica. Già all'arte della fondazione del Partito, nel II Congresso tenuto a Londra nel 1903, si addivenne alla separazione tra alla menscevica e alla bolscevica; alla separazione dette occasione lo statuto dell'organizzazione (v. LENIN).
I dieci anni seguenti furono occupati da discussioni vertenti soprattutto su problemi tattici: contro la tesi di Lenin dell'alleanza fra lavoratori e contadini, i menscevichi preferivano l'alleanza con la borghesia, poiché erano del parere che, prima di poter passare, in Russia, al socialismo, fosse necessaria un'evoluzione capitalistica; quando, dopo la fallita rivoluzione del 1905-1906, fu convocata la Duma (parlamento), vaste cerchie mensceviche tennero per la liquidazione delle organizzazioni illegali (o liquidatorismo). Si addivenne alla separazione definitiva fra le due frazioni nella Conferenza del Partito, tenuta a Praga nel 1912; da allora esse andarono ciascuna per la
propria strada in qualità di partiti separati fino a che, dopo la vittoria della Rivoluzione di ottobre, con lo scioglimento di tutti gli altri partiti, anche il Partito menscevico fu sciolto. Una parte dei suoi aderenti emigrò: l'organo «Socialističeskij Vestnik» (U.S.A.) costituisce un centro spirituale del m.
Gustavo A. Wetter