MIGNOT, EUDOXE-IRÉNÉE. - Arcivescovo, n. a Brancourt (Aisne) il 20 sett. 1842, m. ad Albi il 18 marzo 1918. Ordinato sacerdote nel 1864, divenne vescovo di Fréjus nel 1890, poi arcivescovo di Albi nel 1899.
Fu in Francia uno dei più attivi ed efficaci patro-
cinatori dell'aggiornamento degli studi ecclesiastici alle idee dei tempi. Nel 1897 pubblicava sul Correspondant: L'évolutionnisme religieux, in confutazione del Sabatier nell'opera Esquisse d'une philosophie de la religion, riconoscendo che «ciò che gli mancava era di essere cristiano».
Nel 1900 indirizzava al suo clero di Albi una notevole serie di Lettres sur les études ecclésiastiques cui tenne dietro il 13 nov. 1901 un discorso su La méthode de la théologie che ebbe larga risonanza. La sua cultura specifica aveva per oggetto gli studi biblici e per invito del Vigouroux aveva scritta la prefazione al Dictionnaire de la Bible (1893) ed alla Bible polyglotte (1899). La comunanza di studi e di tendenze critiche lo portò a patrocinare l'attività letteraria di Alfredo Loisy; tanto che si disse essere stato lui uno dei due angeli custodi che vigilavano sulla sua carriera. L'altro era il barone Federico von Hügel, al quale il M. fu legato da amicizia e da corrispondenza epistolare. Apprezzando la cultura del Loisy il M. sperava di mantenerlo sulla retta via e si adoperò negli ultimi anni di Leone XIII per stornare da lui una condanna che già si annunciava, quand'egli nel nov. 1902 e nell'ott. 1903 pubblicava i due volumetti di battaglia L'Evangile et l'Eglise e Autour d'un petit livre; insieme con il von Hügel il M. pensava ancora al cattolicesimo del Loisy ed assicurava sul Correspondant il 10 genn. 1904 che il Loisy avrebbe accettato la sentenza dell'autorità ecclesiastica e si adoperava presso Pio X per impedire una sentenza rigorosa contro di lui; per cui fu preso di mira insieme con il p. Lagrange da teologi antimodernisti (1903-1904). Sopravvenuta la condanna del modernismo, il M. con due studi consecutivi: Lettres sur les études ecclésiastiques (Parigi 1908) e L'Eglise et la critique (ivi 1910) si propose di far vedere come quella condanna dava un nuovo motivo per attendere allo studio scientifico.