MISAEL (cbr. Misa’el « Chi [è] ciò che è Dio?»). — Nome di tre personaggi del Vecchio Testamento.
1. Un levita, figlio di Oziel (Ex. 6, 22; Lev. 10, 4)
2. Daniele (v.) in Babilonia. Anania (v.), Azaria (v.) e Daniele, M. fu scelto fra i giovani ebrei deportati per essere istruito nella lingua babilonese e nella scrittura cuneiforme (Dan. 1, 3 sgg.). A M. venne cambiato il nome in quello quasi omofono di Misach (= « Chi è come il dio Aku? »).
Superato il periodo preparatorio, nel quale si mantenne fedele alla Legge mosaica, M. insieme agli altri fu trovato « dieci volte » più sapiente di qualsiasi saggio o mago di Babilonia (Dan. 1, 20). M. implorò da Dio la rivelazione del sogno di Nabuchodonosor a Daniele (Dan. 2, 17) e ne ebbe quale ricompensa un’alta carica amministrativa della provincia di Babilonia (Dan. 2, 49). Rifiutatosi di adorare la statua eretta dal Re, M. con i suoi compagni venne gettato in una fornace ardente, donde un angelo lo preservò immune dal fuoco. Il Re, impressionato per il miracolo, accrebbe ancora di più la dignità dei tre giovanetti (Dan. 3, 12-97; cbr. vv. 12-30).
3. Un contemporaneo di Esdra (Neh. 8, 4). Angelo Penna