MONREALE

ARTE. — La cattedrale di M. costituisce il più splendido esempio di architettura dell' età normanna in Sicilia.

All'esterno la parte più conservata è quella assidua, caratteristica per i tre ordini di arcate cieche intrecciate che alleggeriscono la mole e spiccano per vivo contr

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(fot. Goh. fot. naz.)
Monreale. architocesi di - Guglielmo II offre la Basilica alla Vergine, Capitello del chiostro benedettino (seconda metà del sec. xit) - Monreale, Cattedrale.

asto cromatico di calcare e di lava. Nell'interno la chiara struttura basiliale non è stata manomessa dall'aggiunta delle cappelle barocche, che sono organismi indipendenti. Gli elementi architettonici musulmani (sesto acuto degli archi) e bizantini (pulvini sui capitelli, e alcuni particolari iconografici, come la protesi e il diaconico e le tre absidi terminali) sono elaborati e fusi con lo stesso perfetto equilibrio ch'è raggiunto nella decorazione. Questa riveste con orientale splendore tutto l'interno: caratteri d'arte musulmana ha il pavimento; bizantini sono i musai, ai quali concorsero probabilmente anche maestranze locali; sono i più vasti della Sicilia, e ricoprono tutte le pareti, con episodi della Genesi e del Nuovo Testamento, scene della vita dei ss. Pietro e Paolo, immagini di santi e profeti, e, nell'abside, la dominante immagine del Redentore, simile nell'iconografia a quella del duomo di Cefalù. Ma questi musai, già quasi compiuti nel 182, appartengono a quella tarda corrente bizantina che tende a un patetismo convenzionale.

Allo stesso tempo della decorazione risalgono i battenti bronze dei due portali: quelli della porta maggiore scolpiti nel 1856 con facile vivacità pittorica da Bonanno Pisano; e quelli della porta laterale, in cui Barisano da Trani ricerca invece la morbidezza e l'eleganza degli avori.

Fra le tarde aggiunte la più notevole è la cappella del Crocifisso, iniziata nel 1692 con disegno di fra' Giovanni da Monreale, in cui la fastosissima decorazione di sculture e intarsi marmorei è tipica del barocco siciliano. Nel '700, demolito l'antico protito, fu costruito il portichetto della facciata fra le due grandi torri normanne, ora mozzè.

A destra della chiesa è il chiostro dell'antico monastero, perfettamente conservato, il più vasto e suggestivo fra quelli del sec. XII. L'impronta araba domina nell'architettura, nei vivaci ornati musivi delle colonne, in particolare nella fontana a stelo posta in un angolo, recinta da arcate. I capitelli, con svariatissime decorazioni

figurate (in uno è rappresentato Guglielmo II che, come in un museico della chiesa, è in atto di offrire il tempio alla Vergine), mostrano i più diversi caratteri dell'arte romana, non solo delle scuole dell'Italia meridionale, ma anche dell'Italia del nord e d'altre, testimoniano quale ricco centro di cultura fosse il monastero.

Bibl.: P. Toscana, Storia dell'arte italiana, I, Torino 1927, passim; E. Mauceri, M. (coll. II Fiore), Milano s. d.; E. Lavagnino, L'arte medioevale, Torino 1936, passim. Mario Zocca