MONROE, JAMES

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MONROE, JAMES. - Politico americano, n. a Westmoreland County (Virginia) il 28 apr. 1758, m. a Nuova York il 4 luglio 1831. Combatté nella guerra d'indipendenza, fu membro della legislatura della Virginia, poi del Congresso della nuova Confederazione, inviato in Francia come ministro plenipotenzario dal 1794 al 1796.

Tornato in Francia nel 1803 concluse con Napoleone l'acquisto della Luistiana per conto del suo governo. Nel 1811 fu nominato segretario di Stato, finché, nel 1816, venne eletto presidente della Confederazione e riletto nel 1820. Durante gli otto anni della sua amministrazione acquistò dalla Spagna le Floride; risolse pacificamente con il Missouri compromise il primo conflitto intorno alla questione della schiavitù; proclamò, in un messaggio al Congresso del 2 dic. 1823, la famosa "dottrina" nota con il suo nome, con cui fissava le direttive della politica estera statunitense. In contrapposto all'imperialismo europeo (le potenze continentali pareva volessero riconquistare l'America latina) intese difendere la democrazia americana da quelli che erano ritenuti pericolosi contatti con l'assolutismo europeo; tale dottrina mirava a impedire nuovi tentativi di colonizzazione europea nelle Americhe e qualsiasi ingerenza degli Stati d'Europa, ribadendo nel contempo la rinuncia degli Stati Uniti a intervenire nelle questioni europee. Riconfermata nel messaggio del 1824, essa valse a scoraggiare nuove avventure coloniali europee al di là dell'Atlantico e costituì la premessa dell'espansionismo statunitense.

Bibl.: G. Morgan, The life of J. M., Boston 1921; D. Y. Thomas, One hundred years of the M. doctrine, Nuova York 1923; A. Alvarez, The M. Doctrine, ivi 1924; D. Perkins, The M. doctrine 1823-26, Cambridge 1927; id., The M. doctrine 1826-1857, Baltimore 1933; P. Cresson, J. M., Chapel Hill 1946. Gabriele Musatti