Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Storia, storici e biografie varie Trattazioni storiche

MONITA SECRETA

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MONITA SECRETA. - Codice di istruzioni attribuite al p. generale dei Gesuiti, C. Aquaviva, e dirette ai superiori, intorno ai vari metodi da adoperare per potenziare l'influenza e il potere della Compagnia di Gesù.

Mezzi principali: carpire vocazioni di giovani ricchi per impossessarsi delle loro eredità; dirigere le vedove agiate, persuadendole a non risposarsi e lasciare i loro beni all'Ordine; cercare con ogni mezzo la dignità vescovile e le altre dignità ecclesiastiche, discreditare i membri degli altri Ordini, ecc.; tutto, però, senza parere, mostrando le intenzioni più rette e spirituali, e all'occorrenza, facendo anche qualche concessione alle anime deboli e sensibili. L'opera, con il titolo primitivamente di Monita privata Societatis Jesu, fu sparsa prima in copie manoscritte, poi stampata a Cracovia nel 1614 (con la falsa indicazione di Notobrigae 1612); e, considerata o anche voluta considerare come autentica, almeno come espressione della condotta segreta dei Gesuiti, contò subito centinaia di edizioni fino ai nostri giorni, talora con altri titoli più piccanti, e fu sfruttata senza nessuna logica né ritengo.

L'autore è l'ex-gesuita Gir. Zahorowski, licenziato dall'Ordine nel 1613 come perturbatore della pace domestica, poi parroco di Gozdziec, che volle vendicarsi del trattamento subito. L'indole libellistica e velenosa dell'opuscolo lo fece condannare ben presto dall'Indice (decr. 10 maggio 1616, promulgato il 28 dic. 1616); mentre il vescovo di Cracovia, Tylicki già lo aveva condannato con decreto del 20 ag. 1616, e suscitò d'altra parte una serie di apologie, fin dal 1615 con il p. M. Bembus e dal 1616 con il p. J. Gretser, arrivando fino ai nostri tempi. Lo stridente contrasto tra le accuse del libello e le norme e Costituzioni dell'Ordine, la puerilità delle prove arreate fecero sì che molti, anche avversari dei Gesuiti, e pure protestanti, si ricusassero di riconoscerlo autentico e lo ritenessero nulla più che un libello satirico e diffamatorio.

Bibliografia6 opere
BIBL.: C. Van Haaken, La fable des M. s. Histoire et bibliographie, in Précis histor., 30 (1881), p. 264 sgg.; C. Sommervogel, Le véritable auteur des M. s., ibid., 39 (1890), pp. 83-87; P. Tacchi Venturi, L'autenticità dei M. s. e il prof. R. Moriani, in Civ. Catt., 1902, 1, pp. 695-709; J. B. Reiber, M. s. Die geheimen Instruktionen der Jesuiten vergleichen mit den amtlichen Quellen des Ordens, Augusta 1902; A. Brou, Les Jésuites de la légende, I, Parigi 1906, pp. 275-301; B. Duhr, I Gesuiti. Favole e leggende, vers. it., I, Firenze 1908, pp. 75-101.

Celestino Testore

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 1295–1296.

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Testore, Celestino. “Monita Secreta.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 1295–1296. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/monita-secreta.

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Testore, Celestino. “Monita Secreta.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1295–1296. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/monita-secreta.

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