MONICO, JACOPO

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MONICO, Jacopo. - N. a Riese, diocesi di Treviso, il 26 giugno 1778, m. a Venezia il 25 apr. 1851. Ordinato sacerdote nel 1800, fu chiamato a reggere la parrocchia di S. Vito di Asolo e nel 1822 Pio VII lo elesse vescovo di Ceneda; cinque anni più tardi Leone XII lo promosse patriarca di Venezia e nel 1833 Gregorio XVI lo creò cardinale.

Negli avvenimenti del 1848 diede prova di moderazione e di prudenza, nonostante la tenace avversione per la sua opera da parte di Daniele Manin e dei membri del governo provvisorio. Di particolare gravità fu l'invasione del Palazzo patriarcale avvenuta, per opera di facinorosi, il 3 ag. 1849: il M. dovette trovare scampo presso gli Armeni nell'isola di S. Lazzaro. Finissimo letterato, il M. fu autore di numerosi scritti che vennero raccolti e pubblicati in otto volumi dal titolo: Opere sacre e letterarie (Venezia 1864-70).

BIBL.: U. Bassi, Di certe massime del patriarca di Venezia, Venezia 1848; F. M. Zinelli, Lodi di J. M., Treviso 1851; N. Mocenigo, Della letteratura veneziana del sec. XIX, Venezia 1901, pp. 309-11 e seg., 369; A. Marchesan, Papa Pio X nella sua vita e nella sua parola, Einsiedeln 1905, pp. 50-58; N. Tommaseo-G. Capponi, Carteggio inedito, II, Bologna 1914, pp. 589-91, 628; N. Tommaseo, Venezia negli anni 1848 e 1849, I, a cura di G. Gambarin, P. Prunas, Firenze 1931, passim; II, a cura di G. Gambarin, Mário de Campos.