MONROVIA, VICARIATO APOSTOLICO di. - È il nome assunto Liberia (v.), dopo la divisione (2 febbr. 1950) del suo territorio per erigere la prefettura apostolica di Cape Palmas.
Il confine è segnato dal fiume Negben o Cestos. I dati approssimativamente più sicuri dell'attuale vicariato apostolico così diminuito sono i seguenti: superficie 53.240 kmq.; ab. 1.750.000, cattolici 3826, di cui 92 esteri; sacerdoti indigeni 1, esteri 11; seminari 2 maggiori e 2 minori; maestri 43; scuole 13, con 2711 alunni.


Dal 1857 al 1865 tenne le 40 conferenze d'Introduction au dogme catholique, le quali, raccolte in quattro volumi, sono anche oggi uno dei più completi ed efficaci corsi di propedeutica e di apologetica della verità rivelata. In quello stesso periodo di tempo, il M. predicò con grande successo a Bruxelles e a Londra. Nell'Avvento del 1869 salì per la prima volta il pulpito di Notre-Dame di Parigi per trattare un tema di grande attualità: Le Concile et le Jubilé. Chiamato da mons. Darboy, arcivescovo di Parigi, nel 1870, a succedere al p. Félix nella predicazione quaresimale, ne fu impedito dalla guerra franco-prussiana fino al 1872. Nel primo quaresimale a Notre-Dame svolse il tema: Radicalisme contre radicalisme, trattando dei doveri dei cristiani verso la famiglia e la società. Le 108 conferenze dell'Exposition du dogme catholique furono pronunciate dal 1873 al 1890; ad esse tennero dietro regolarmente, dal 1872 al 1890, i Retraites pascales, predicati durante la Settimana Santa, in preparazione alla Pasqua. Scrisse inoltre: Discours et panégyriques (6 voll.); Petits coréines (2 voll.); La prédication Avant-Pendant-Après; La prière (2 voll.); Philosophie et théologie de la prière; La prière divine ou le Pater; Petites méditations pour la récitation du St-Rosaire; Gouttes de vérité (piccolo dizionario filosofico e religioso); Or et alliage dans la vie dévote (operetta ascetica, che insegna a discernere la devozione ragionevole dalle sue facili contraffazioni).
Il talento e le opere oratorie del M. riscossero la più concorde ammirazione dei suoi contemporanei, in Francia e fuori; egli rimane anche oggi un oratore modello: signore della parola, domina tutto il campo del sapere divino e umano mostrandosi sempre conoscitore profondo della S. Scrittura, dei SS. Padri, della teologia, della storia e delle scienze profane. La sua oratoria è meno brillante e geniale di quella del Lacordaire, ma più sostanziosa e persuasiva; il suo dire è sempre chiaro.
Le opere del M. furono quasi tutte tradotte in italiano: l'Introduction e l'Exposition per opera di mons. G. Bonomelli (nuova ed., Torino 1947-51, con note e appendici).