LIBERIA

LIBERIA. -

I. GEOGRAFIA

È il più piccolo (da 95 a 120 mila kmq.) dei tre Stati indipendenti dell'Africa. Venne fondato nel 1822 da Blantropi americani che vi insediarono alcune famiglie di schiavi negri liberati (donde il nome).

Comprende la cosiddetta Costa del Pepe (Guinea) fra la Sierra Leone e la Costa d'Avorio, ed il retroterra fino al massiccio

del Nimba. L'interno è poco noto, e della stessa regione litoranea, orfata di paludi, solo brevi zone attorno alla capitale ed ai piccoli centri costieri sono a coltura: noci ed olio di palma, piassava, caffè, riso, granturco, patata, manioca. Si estrae un po' d'oro dalle sabbie dei fiumi; ancora quasi intatta la cospicua riserva forestale.

La popolazione (da 1,5 a 2,5 milioni di ab.) è costituita da negri, di cui appena 60 mila civilizzati. Economia ed amministrazione sono di fatto in mano degli Stati Uniti, che hanno dato notevole impulso al miglioramento del paese. La L. è una Repubblica democratica con rappresentanza bicamerale. La capitale è Monrovia (10-15 mila ab.).

BIBL.: J. L. Sibley-D. Westermann, L. old and new, Londra 1928; C. M. Wilson, L., Nuova York 1947. Giuseppe Caraci

II. EVANGELIZZAZIONE

Sul territorio della L. vivevano pochi cattolici, che erano spiritualmente abbandonati. Di loro si preoccupò il II Concilio di Baltimora del 1833. Dieci anni dopo tre sacerdoti si offrirono per recarsi in L., cioè mons. Barron, il p. Kelly e il laico catechista Pindar; ma fallito questo primo tentativo, la L. rimase di nuovo abbandonata per quaranta anni, finché nel 1884 vi furono inviati i Padri della Congregazione dello Spirito Santo. L'opposizione massonica e protestante li costrinse a chiudere chiesa e scuola.

Nel 1903, allorché la missione fu eretta in prefettura apostolica, si ebbe un altro tentativo, pure fallito, dei Montfortiani; per ultimo ne furono incaricati i Padri delle missioni africane di Lione (1906) che vi lavorano tuttora. Ne fu prima prefetto apostolico il p. Kyne: la missione si sviluppò sotto il prefetto e poi vicario apostolico mons. Ogé. L'apostolato, nonostante la preponderanza protestante, non è infecendo: le popolazioni più rispondenti sono le tribù Kru (al 1912 risale la stazione di Sasstown, al 1916 quella di Grand Cess); altre stazioni furono fondate negli ultimi tempi: Monrovia nel 1921, Rassa nel 1929 e Capo Palmas nel 1930; più nell'interno: Saniquelle nel 1932 e Gbangba nel 1933. La missione ebbe traversie non poche e non lievi: la guerra 1914-18 minacciò di soffocarla: l'epidemia del 1918 disperse i cristiani, soccorsi tempestivamente dai missionari: poi fu la volta dell'aperta ostilità protestante, che chiedeva l'allontanamento dei missionari cattolici. Nonostante tutto la missione progredì. Nel 1934 la prefettura veniva elevata a vicariato apostolico. Il 5 febbr. 1950 il vicariato fu diviso in prefettura apostolica di Capo Palmas,

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(da U. A. Bernatzki, Il continente nero (Orbis terrarum), Berlino 1908, tov. 6) LIBERIA - Chiesa a Pandemii, costruita da un missionario indigeno.
che comprende la parte sud-orientale della L., e in vicariato apostolico di Monrovia. Giovanni B. Traccella

III. CONDIZIONE GIURIDICA DELLA CHIESA

La Chiesa cattolica gode in L. libertà di movimento e di azione, in modo che possono nutrirsi fondate speranze di progressi del cattolicesimo nel paese; finora, infatti, il numero dei cattolici è esiguo: 9363 su una popolazione di ca. 2.500.000 anime.

Da parte del Governo non si pongono ostacoli alla importante attività educativa della Chiesa. Parimenti sviluppata è l'assistenza medica. A ca. 30.000 assommando le consultazioni annue nei 6 dispensari delle missioni. Il governo della Repubblica ha sempre mantenuto cordiali rapporti con la S. Sede. Nel 1927 si stabilirono regolari relazioni diplomatiche; il presidente della L. accreditò presso il Sommo Pontefice un ministro plenipotenziario, e Sua Santità nominò un suo incaricato d'affari permanente, unico esempio tra le rappresentanze pontifice con carattere diplomatico. Fin dall'inizio tale missione è affidata al vicario apostolico di Monrovia.

Una prova recente della stima e della deferenza che il Governo nutre verso la Chiesa cattolica ed i cattolici si è avuta in occasione della conferenza internazionale dell'UNESCO a Firenze nel sett. 1950; per la prima volta furono scelti dei cattolici, e tra essi l'unico sacerdote indigeno, a rappresentare la Repubblica in quell'assemblea internazionale, e ciò malgrado la posizione di predominio dei protestanti in L. Ippolito Rotoli

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“LIBERIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 760. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/liberia.