MAGELLANO, FERDINANDO

MAGELLANO, FERDINANDO. - In portoghese Fernão de Magalhães, navigatore portoghese, n. nel 1480 a Villa de Sabrosa nella provincia di Trazos-Montes da nobile famiglia, m. nell'isola di Matan il 27 apr. 1521.

Adolescente fu alla corte del re Manuel come paggio e fu probabilmente istruito nelle matematiche, nella geografia, nelle scienze nautiche; a 25 anni, per desiderio di farsi un nome, si arruolò volontario nella grande spedizione alle Indie, guidata da Francisco de Almeida (1505), nella quale, pur senza una posizione di rilievo, si segnalò in molti fatti d'arme, tra i quali la battaglia di Diu dove rimase ferito. Nel 1509 fu con la piccola squadra di Diego Lopez de Sequeira ad esplorare la penisola di Malacca, partecipò alla presa di questa città, rimase poi a Malacca sotto il governo dell'Albuquerque, e, divenuto ormai familiare con gli alti comandanti (Antonio de Abreu, Francisco Serrão, ecc.), acquistò larghe conoscenze sui paesi dell'Asia di sud-est, sull'Indonesia, sulle Isole delle Spezie. Certo pochi erano meglio informati di lui, quando, nel 1513, tornò a Lisbona, ma non per riposarsi, perché l'anno dopo si trovava nel Marocco alla presa di Azamor dove fu ancora ferito. Fatto oggetto di accuse, risultate poi infondate, si alienò tuttavia la corte dalla quale ritenne, forse con ragione, di essere stato trattato con poco riguardo, e si ritirò a vita privata, dedicandosi a studi di cosmografia sotto la guida dell'astronomo Ruy Faleiro. Ma le informazioni ricevute dal Serrão sulle prodigiose ricchezze delle Isole delle Spezie - le Molucche - accesero di nuovo il suo spirito, tanto più che, essendo la posizione di queste isole tuttora mal certa, non si sapeva con esattezza se esse ricadessero

nell'emisfero di pertinenza portoghese o in quello di pertinenza spagnola (secondo la demarcazione del Trattato di Tordesillas, 1494); anzi i calcoli del Faleiro propendevano piuttosto per la pertinenza alla Spagna. M. e Faleiro lasciarono allora il Portogallo (1517) e presentarono al governo spagnolo il progetto di raggiungere le Molucche per la via dell'Atlantico, progetto che era già stato del resto da altri formulato. Tale progetto fu dapprima scartato dalla Casa de Contratación di Siviglia, che aveva la suprema direzione di tutte le imprese marinare, ma fu visto di buon occhio dal giovane re Carlo I; le relative capitolazioni furono stipulate il 22 marzo 1518; la massima parte delle spese furono assunte da M., Faleiro e dal mercante Christobal de Haro; ma il Faleiro non partecipò alla spedizione. Furono armate 5 navi tutte di piccolo tonnellaggio, con 265 uomini, in gran parte

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MAGEDDO - Avorio raffigurante una scena di omaggio a un principe cananeo in trono.
(da G. Land, Megiddo Ivorics, Chicago 1880, tav. 4, fig. 8a)
spagnoli; vi erano tuttavia almeno 25 italiani VICEDOMINO (v.), principale narratore della grande impresa.

La spedizione partì da S. Lucar il 20 sett. 1519, traversò l'Atlantico, seguì verso sud le coste dell'attuale America meridionale, alla ricerca di un passaggio al Mare del Sud (è inconsistente la notizia che M. ne conoscesse già l'ubicazione), giunse il 31 marzo a S. Giuliano in Patagonia, dove furono trascorsi 5 mesi dell'inverno australe; durante questo periodo una nave si perdette, un'altra più tardi disertò, tornando in Spagna. Le tre navi superstiti, che avevano ripreso il viaggio a fine ag. 1520, arrivarono solo il 21 ott. alla bocca del sospirato stretto e ne uscirono il 28 nov.: allo stretto, denominato de Todos los Santos, rimase poi ben a ragione il nome dello scopritore, M.

Il M., che ben sapeva di essere disceso troppo a sud, risaltò prima lungo le coste sudamericane fino a ca. 37° latitudine sud, poi di qui, il 15 dic., volse a nord-ovest ed ebbe a traversare l'intero Oceano Pacifico, del quale nessuno poteva sospettare l'enorme estensione, seguendo una lunghissima diagonale e senza incontrare alcuna terra, salvo due isolette prive di risorse. Gli stenti e le sofferenze dell'imprevista traversata furono atroci; l'equipaggio stremato raggiunse solo il 6 marzo 1521 l'Isola di Guam nelle Marianne, e indi passò all'arcipelago di S. Lazzaro (Filippine) prendendone possesso in nome del re di Spagna; ma qui, imprevistamente, il M. cadde in un conflitto con gli indigeni nell'Isola di Matan, dopo essersi strenuamente battuto. Le due navi rimaste (una era stata bruciata per mancanza di equipaggio) raggiunsero dopo molte peripezie l'Isola di Tidor nelle Moluccine e vi caricarono spezie, ma una di esse, guasta da avarie, fu catturata dai Portoghesi, in conclusione la sola nave ammiraglia, la «Victoria», al comando dello spagnolo Sebastiano del Cano poté, attraversando l'Oceano Indiano e poi girando a sud del Capo di Buona Speranza, far ritorno in Spagna a S. Lucar, il 6 sett. 1522 con soli 18 superstiti.

Questa prima circumnavigazione del globo ebbe importanza soprattutto dal punto di vista scientifico; la carta del mondo ne risultò addirittura rivoluzionata. Fonti dirette principali sono la relazione di Antonio Pigafetta, il Roteiro del pilota Albo e un altro diario attribuito a Leone Parcaldo di Savona. Il M. fu a torto giudicato un traditore per essere passato al servizio della Spagna; questi trasferimenti erano allora un fatto ordinario. Egli fu uomo di alta competenza nautica, di grande coraggio, energico fino alla crudeltà, uso a chiedere agli altri quello che esigeva da se stesso; dei discussi e discutibili suoi errori lo lavò la morte veramente eroica.

BIBL.: O. Koelliker, Die erste Umsiegelung der Erde durch F. de Magellan, Monaco-Lipsia 1908; J. Denucé, Magellan. La question des Molucques et la première circumnavigation du globe, Anversa 1911; G. Toribio de Medina, El descubrimiento del Oceano Pacifico. F. de Magellan, Santiago del Cile 1920; P. Pastells, El descubrimiento del Estrecho de Magellan, Madrid 1920; G. Manfroid, Relazione del primo viaggio intorno al mondo di Antonio Pigafetta, Milano 1928; A. Magnaghi, Il planifiero del 1523 della Biblioteca nazionale di Torino, Firenze 1929; R. Baumgardt, Fernando Magellan. Die Geschichte der ersten Weltumsegelung, Berlino 1938 (trad. franc., Parigi 1943).

Roberto Almagia

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“MAGELLANO, FERDINANDO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1081. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/magellano-ferdinando.