MAGEDDO

MAGEDDO. - Già potente città della Palestina (ebr. Mëghiddō[n]; Settanta Μαγεδώ o Μαγεδδών; egiz. M'ktj; el-'Amärnah Makiddu; assiro Magidü), identificata con Tell el-Mutesellim, sul

contrafforte della catena orientale del Carmelo, a 30 km. a sud di Caifa, dominante la via carovaniera che dall'Egitto, per il passo di M., immetteva in Mesopotamia.

Sotto le sue mura Thutmosis III batté la coalizione dei re della Siria e Palestina e la città, come appare dalle lettere di el-'Amärnah, restò in seguito fedele alla sovranità faraonica. Giosuè ne uccise il re (Ios. 12, 21), ma M., quantunque assegnata ai Manassiti (Ios. 17, 11; I Par. 7, 29), restò cananea fino alla battaglia di Sisara « nelle acque [Cison] di M. » (Iudc. 5, 19). Fortificata da Salomone (I Reg. 9, 15), divenne sede amministrativa di prefettura (ibid. 4, 12). Due re di Giuda, Ochozia e Iosia, vi trovarono la morte (II Reg. 9, 27; 23, 30).

Incorporata nella provincia assiriaca, M. andò sempre declinando; non aveva più importanza storica al tempo ellenistico. I Romani stabilirono il campo della legio VI ferrata ai piedi del colle dove sorse nel sec. IV un villaggio con il nome di Legeon o Legio, oggi Leggün. Il nome M. rientra nella formazione di

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MAGEDDO - Zona di scavi; edificio 338 visto dal nord; al secondo piano le mura della città.
Armagedon, campo di battaglia dei re della terra contro l'Onnipotente (Apoc. 16, 16).
(da R. S. Laman - G. Shipton, Magiddo I, Chicago 1928, p. 31, Re. 61)
Il tell, di forma ovale irregolare (385 m. su 230), con una superficie di più di 5 ettari, parzialmente esplorato da una società tedesca negli anni 1903-1905, fu con metodo tecnico scoperto in numerose campagne dal 1925 al 1939 dall'Istituto orientale dell'Università di Chicago. Attraverso i piani di 20 strati archeologici, è stata rintracciata, con più o meno certezza, l'evoluzione storica della città dalla fondazione (fine del v millennio) sino alla estinzione (350 a. C.), nelle varie fasi d'occupazione della civiltà cananea, hyksos, egiziana, filistea e israelita. Oltre alle prime abitazioni trogloditiche ed al primo villaggio arcaico, rappresentato da resti di pavimenti con curiosi disegni di animali e di caccia e da un piccolo tempio (strato XIX), è di sommo interesse l'architettura delle massicce mura in pietra costruite nel III millennio e la cinta della città con porte del II millennio.

In una zona, detta sacra, al primitivo tempio successero altri tre uguali nelle dimensioni e nel piano, vicino ad un grande altare circolare di pietra con gradinata. Nel Palazzo del governatore furono pure riconosciuti cinque diversi periodi e sotto al quinto fu scoperta la ricca collezione di oggetti preziosi con più di 200 avori con incisioni e disegni. In uno di questi è rappresentato un principe, forse il re di M., che celebra la sua vittoria su un carro transato da cavalli e scortato da prigionieri nudi.

La città israelitica, con le sue mura massicce e la porta a tenaglia con tre rientranti, con un perfetto sistema idraulico per rifornirsi d'acqua alla fonte fuori le mura, interessa molto per la scoperta di un complesso di scuderie, capaci di contenere ca. 400 cavalli. Vi è un corridoio centrale, affiancato da stalle con pilastri all'entrata al doppio scopo di reggere il soffitto e di legarvi i cavalli, mangiatole di pietra fra i pilastri e nel pavimento un condotto di scarico per le immondizie. Nel Palazzo del governatore fu notato un graffito con il cosiddetto nodo o stella di David. Un frammento di stele ricorda il passaggio del faraone Sesac, che nella sua iscrizione nel tempio di Karnak si gloria della presa della città di M. Il ricco e abbondante materiale, raccolto specialmente nella necropoli, permette una conoscenza assai precisa dell'industria del metallo nelle varie epoche di Canaan, una classificazione della ceramica e lo studio degli scarabei raggruppati per strati.

BIBL.: Per gli scavi tedeschi: G. Schumacher, Tell el-Mutesellim, I, Bericht über die Ausgrabungen, Lipsia 1908; C. Watzinger, Tell el-Mutesellim, II, Die Funde, ivi 1929. Per gli scavi americani: R. M. Engberg-G. M. Shipton, Notes on the calcolithic and early bronze age pottery of Megiddo, Chicago 1934; H. C. May, Materials remains of the Megiddo cult, ivi 1935; R. S. Lamon, The Megiddo water system, ivi 1935; R. S. Lamon-G. M. Shipton, The Megiddo I, season of 1925-34, ivi 1939, da completarsi con gli studi di P. O. L. Guy e R. M. Engberg, Megiddo Tombs, ivi 1938; G. Land, The Megiddo II, seasons of 1935-39, ivi 1948. Per il riassunto: G. M. Shipton, Guide to Megiddo, Gerusalemme 1944, edita dal Dipartimento delle antichità di
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“MAGEDDO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1080. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/mageddo.