MAROCCO. -
I. GEOGRAFIA
Il M. abbraccia l'estremità nord-occidentale del continente africano, tra il Mediterraneo, l'Atlantico ed il Sahara, ed è l'unico, tra i paesi dell'Africa minore (Magrib) che goda il beneficio di una doppia fronte marina, sebbene, mentre quella atlantica è quasi tutta controllata dalla Francia, quella mediterranea sia tutta compresa entro i confini del M. spagnolo.il riordinamento di Diocleziano, la Mau - retania Tingitana passò verso il 297 alle dipendenze della Betica spagnola. L'escarpamento del cristianesimo fu lenta, per le difficoltà frapposte dalle popolazioni indigene e le mutevoli vicende storiche. Conquistata la Mauretania nel 429 da Genserico, re dei Vandali, costui v'introdusse l'arianesimo.
La dominazione dei Vandali durò quasi un secolo finché nel 533 Belisario non sottomise la Mauretania all'Impero bizantino. Dopo meno di cento anni l'odierno M. Cambiò di nuovo padrone. I Visigoti di Spagna, approfittando delle lotte di Bisanzio con i Persiani, occuparono la Mauretania e vi rimasero fino all'invasione araba. I musulmani vi si stabilirono fermamente verso la fine del sese. Vi e attraversato lo stretto di Gibilterra, mossero alla conquista della Spagna. La reconquista dei re cattolici, compiuta nel 1492 con la presa di Granata e la cacciata degli infedeli dalla penisola iberica, mirò ad assicurarsi anche degli avamposti oltre lo stretto, che garantissero la Spagna ed il Portogallo da un immediato ritorno offensivo degli Arabi. Conseguenza ne fu l'occupazione di Ceuta e Melilla, piazzeforti stabilmente mentre contro i molteplici assedi dei musulmani. La Spagna con vari trattati, conclusi nel sese. XVIII, si fece riconoscere dall'Impero sceriffano il possesso delle sue piazzeforti ed ottenne vantaggi commerciali. Nello stesso secolo particolari diritti commerciali conseguì pure la Francia, mentre l'Inghilterra, occupata Gibilterra nel 1704, considerava con attenzione particolare le vicende del M., rafforzando le relazioni commerciali con l'Impero sceriffano, e vigilando su possibili tentativi altrui di affermare la propria sovranità su leimi del territorio marocchino. Il M. divenne così lentamente oggetto di particolare attenzione delle cancellerie europee, ed assunse, soprattutto dopo la conquista francese dell'Algeria, importanza internazionale. Di fronte alla Francia che voleva proseguire anche in M. l'espansione iniziata in Algeria, sussistevano gli interessi della Spagna, dell'Inghilterra, della Germania e di altre potenze. Con gli accordi bilaterali anglo-francési e franco-spagnoli del 1904 furono delimitate le zone d'influenza di Parigi e di Madrid nel M. La Conferenza internazionale di Algesiras (1906), ferma restando la sovranità e l'indipendenza del Sultano, l'integrità dell'Impero sceriffano e la libertà economica, riconobbe a tutte le potenze firmatarie il godimento di eguali diritti economici e commerciali in M., senza compromettere gli interessi ed i diritti dei singoli Stati, quali risultavano dai trattati ed accordi conclusi. Il 30 marzo 1912 la Francia, firmando una convenzione con il Sultano, affermò il proprio protettorato sul M. Un successivo accordo franco-spagnolo del 27 nov. dello stesso anno delimitò la zona d'influenza di Madrid. Oggi il M. trovasi suddiviso politicamente in quattro parti: 1) zona di protettorato amministrata dalla Francia; 2) zona di protettorato amministrata dalla Spagna; 3) zona neutralizzata ed internazionale di Tangeri; 4) diretti possedimenti spagnoli: i cosiddetti Presidi (Melilla, Isole Alhucemas, Velez de la Gomera, Ceuta, Isole Chafarinas) ed Infi.

le potenze firmatarie il godimento di eguali diritti economici e commerciali in M., senza compromettere gli interessi ed i diritti dei singoli Stati, quali risultavano dai trattati ed accordi conclusi. Il 30 marzo 1912 la Francia, firmando una convenzione con il Sultano, affermò il proprio protettorato sul M. Un successivo accordo franco-spagnolo del 27 nov. dello stesso anno delimitò la zona d'influenza di Madrid. Oggi il M. trovasi suddiviso politicamente in quattro parti: 1) zona di protettorato amministrata dalla Francia; 2) zona di protettorato amministrata dalla Spagna; 3) zona neutralizzata ed internazionale di Tangeri; 4) diretti possedimenti spagnoli: i cosiddetti Presidi (Melilla, Isole Alhucemas, Velez de la Gomera, Ceuta, Isole Chafarinas) ed Infi.
III. EVANGELIZZAZIONE
Al tempo dell'Impero romano e bizantino, in tutta l'Africa settentrionale, e così pure nel M., esistevano fiorenti cristianità con numerose sedi vescovili; gli Arabi riuscirono a distruggere completamente il cristianesimo in quelle regioni. Dal sese. IX non si parla più di diocesi nel M. Nel 1137 si fa menzione di un vescovo Miguel, figlio di 'Abd al-'Aziz, con i cristiani mozarabi esiliati nel sese. XII da Granada e stabilitisi presso Fez e Mequinez. È da supporsi che man mano furono sterminati. Però nel 1225 un domenicano, fra' Domenico, fu consacrato vescovo di Baeza (nella Spagna ancora islamica) con destinazione per il M., e per ordine di Roma, presumibilmente nel 1226 o 1227, un francescano Agnello fu ordinato per M. o Fez. S. Francesco d'Assisi vi mandò nel 1219 i primi missionari per predicare il Vangelo ai Saraceni. Subirono il martirio il 16 genn. 1220 a Marrakech e furono i protomartiri dell'Ordine francescano: Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto.Nel 1225 il Papa mandò in M. Domenicani e Francescani e così s'iniziò ufficialmente la riorganizzazione della Chiesa marocchina. La loro attività si limitò ai cristiani: soldati al servizio del Sultano, com
mercianti, schiavi. La evangelizzazione immediata dei maomettani era impossibile; chi ebbe il coraggio di intraprenderla pagò l'ardore con la vita, come i sette francescani a Ceuta nel 1227. La sede di Fez o M. fu fissata nel 1237 a Marrakech. Nei secoli seguenti Francescani e Domenicani si susseguirono come vescovi; ma spessissimo non presero residenza nel paese e rimasero in Spagna. Fino al principio del sec. XIV i Francescani esercitarono con relativa libertà il loro mistero fra i cristiani. Per l'epoca seguente mancano i documenti provanti la continuità del lavoro francescano e domenicano. È da presumere che le guerre degli Spagnoli e Portoghesi con il M. e le guerre intestine tra le varie distinte abbiano reso impossibile l'opera dei missionari. Per i secc. XIV e XV si hanno notizie sul riscatto degli schiavi ad opera dei Trinitari e Mercenari, di cui alcuni subirono il martirio. Dopo l'espugnazione di Ceuta nel 1415 e di Tangeri nel 1471 ambedue le città furono elevate a sede episcopale; nel 1570 le due diocesi furono unite. Tutto questo però non influì sulla missione nel Regno marocchino. Sporadicamente vi si trovano missionari: Francescani, dei quali Andrea di Spoleto fu martirizzato nel 1532; Gesuiti dal 1548 al 1553 e di nuovo nel 1576 in Tetuan; Cappuccini dal 1624 al 1635 e altri sacerdoti prigionieri esercitarono il ministero tra i compagni.
Con la nomina a prefetto apostolico del francescano Juan de Prado nel 1630, la missione francescana fu ristabilita. Sebbene egli fosse stato martirizzato nel 1631, i Francescani poterono fondare in seguito un convento permanente a Meknes e ospizi a Fez, Sale, Marrakech e Tetuan fino alla nuova espulsione nel 1790. Nella sola Tangeri alcuni missionari poterono rimanere alla fine solo un francescano. Nel 1859 il prefetto apostolico Sabaté rinnovo la missione. È merito speciale del p. José Lerchundi, prefetto apostolico dal 1877 al 1896, l'aver organizzato la missione fondando stazioni, scuole, ospizi, chiamando suore per l'educazione della gioventù femminile. Anche in quest'epoca l'attività dei Francescani dovette restringersi ai cristiani del sultanato di M. Nel 1909 fu eretto il vicariato apostolico di M. Stabilità la zona internazionale di Tangeri e proclamati i protettori spagnolo e francese nel 1912, i Francescani francesi sanitarie si sono la cura delle anime nel protettorato francese, il quale fu distaccato nel 1923 come vicariato apostolico di Rabat.