MAROCCO

MAROCCO. -

I. GEOGRAFIA

Il M. abbraccia l'estremità nord-occidentale del continente africano, tra il Mediterraneo, l'Atlantico ed il Sahara, ed è l'unico, tra i paesi dell'Africa minore (Magrib) che goda il beneficio di una doppia fronte marina, sebbene, mentre quella atlantica è quasi tutta controllata balla Francia, quella mediterranea sia tutta compresa entro i confini del M. spagnolo.

La parte senza confronto maggiore del M. (398,6 mila kmq. con 9 milioni di ab.) è rappresentata dal Sultanato del M., dal 1912 protettorato francese e dal 1947 compreso quale Stato associato nell'Unione francese. Capitale Fez (201.000 ab.). Oltre ad una notevole e varia produzione agricola (orzo, frumento, mais e, di recente, frutta, primizie, uva e olive), ed un ricco patrimonio zootecnico, il Sultanato allinea promettenti realizzazioni nel settore minerario (fosfati, manganesi, cobalto, piombo, zinco, antimonio, molibdeno), mentre alla deficienza di materie prime per forza motrice (carbone, petrolio) si cerca di supplire con le possibilità idroelettriche dell'Atlante.

Anche il M. spagnolo è un protettorato, sotto il controllo di un alto commissario. Il territorio s'identifica in sostanza con la regione rifena (22 mila kmq.), abitata da laboriose popolazioni agricole (1,1 milioni di anime), e notevole, dal punto di vista economico, per la presenza di ricchi giacimenti di minerali ferriferi, nonché di antimonio, piombo e zinco, tutti concentrati nel retroterra di Melilla. Accanto al capoluogo, Tetuan, che conta 73 mila ab., conservano importanza i due porti di Melilla (62 mila ab.) e di Ceuta (50 mila ab.), i quali insieme con le Isole Alhucemas, Chafarinas ed il Peñon de Velez de la Gomera sono distaccati dal protettorato vero e proprio, costituendo i cosiddetti Presidios. Per la cartina geografica V. AFRICA (I, coll. 707-708).

BIBL.: I. G. Sanchez, Nuestro protectorado, Madrid 1930; A. Bernard, Le Maroc, Parigi 1931; J. Célérier, Le Maroc, ivi 1931; E. Guernier, Le Maroc, ivi 1940; T. Thomasset, Le Maroc, ivi 1940; P. Ricard, Le Maroc, ivi 1948. Giuseppe Caraci

II. STORIA CIVILE

L'odierno M., delimitato ad oriente dal fiume Muluya, costituiva all'età imperiale romana la provincia della Mauretania Tingitana, costituita verso il 45 d. C. dall'imperatore Claudio. Precedentemente esistevano in questo territorio vari regni berberi, di incerta ampiezza e costituzione, i quali, venuti a contatto con Roma in seguito alla distruzione di Cartagine, conservarono in genere con la Repubblica romana rapporti di buon vicinato. Con

Article illustration
MARMO - Esempio di sepolcro in m. policromi. Tomba di M. C. Vicentini (1725) - Roma, chiesa di S. Marcello.
(fot. Alinari)
il riordinamento di Diocleziano, la Mauretania Tingitana passò verso il 297 alle dipendenze della Betica spagnola. L'espansione del cristianesimo fu lenta, per le difficoltà frapposte dalle popolazioni indigene e le mutevoli vicende storiche. Conquistata la Mauretania nel 429 da Genserico, re dei Vandali, costui v'introdusse l'arianesimo.

La dominazione dei Vandali durò quasi un secolo finché nel 533 Belisario non sottomise la Mauretania all'Impero bizantino. Dopo meno di cento anni l'odierno M. cambiò di nuovo padrone. I Visigoti di Spagna, approfittando delle lotte di Bisanzio con i Persiani, occuparono la Mauretania e vi rimasero fino all'invasione araba. I musulmani vi si stabilirono fermamente verso la fine del sec. VII e attraversato lo stretto di Gibilterra, mossero alla conquista della Spagna. La reconquista dei re cattolici, compiuta nel 1492 con la presa di Granata e la cacciata degli infedeli dalla penisola iberica, mirò ad assicurarsi anche degli avamposti oltre lo stretto, che garantissero la Spagna ed il Portogallo da un immediato ritorno offensivo degli Arabi. Conseguenza ne fu l'occupazione di Ceuta e Melilla, piazzeforti stabilmente mantenute contro i molteplici assedi dei musulmani. La Spagna con vari trattati, conclusi nel sec. XVIII, si fece riconoscere dall'Impero sceriffano il possesso delle sue piazzeforti ed ottenne vantaggi commerciali. Nello stesso secolo particolari diritti commerciali conseguì pure la Francia, mentre l'Inghilterra, occupata Gibilterra nel 1704, considerava con attenzione particolare le vicende del M., rafforzando le relazioni commerciali con l'Impero sceriffano, e vigilando su possibili tentativi altrui di affermare la propria sovranità su lembi del territorio marocchino. Il M. divenne così lentamente oggetto di particolare attenzione delle cancellerie europee, ed assunse, soprattutto dopo la conquista francese dell'Algeria, importanza internazionale. Di fronte alla Francia che voleva proseguire anche in M. l'espansione iniziata in Algeria, sussistevano gli interessi della Spagna, dell'Inghilterra, della Germania e di altre potenze. Con gli accordi bilaterali anglo-francesi e franco-spagnoli del 1904 furono delimitate le zone d'influenza di Parigi e di Madrid nel M. La Conferenza internazionale di Algesiras (1906), ferma restando la sovranità e l'indipendenza del Sultano, l'integrità dell'Impero sceriffano e la libertà economica, riconobbe a tutte

Article illustration
MAROCCO - Nuova chiesa della città di Marrakech (vicariato apostolico di Rabat) dedicata ai santi protomartiri dell'Ordine francescano, benedetta il 13 nov. 1931.
le potenze firmatarie il godimento di eguali diritti economici e commerciali in M., senza compromettere gli interessi ed i diritti dei singoli Stati, quali risultavano dai trattati ed accordi conclusi. Il 30 marzo 1912 la Francia, firmando una convenzione con il Sultano, affermò il proprio protettorato sul M. Un successivo accordo franco-spagnolo del 27 nov. dello stesso anno delimitò la zona d'influenza di Madrid. Oggi il M. trovasi suddiviso politicamente in quattro parti: 1) zona di protettorato amministrata dalla Francia; 2) zona di protettorato amministrata dalla Spagna; 3) zona neutralizzata ed internazionalizzata di Tangeri; 4) diretti possedimenti spagnoli: i cosiddetti Presidi (Melilla, Isole Alhucemas, Velez de la Gomera, Ceuta, Isole Chafarinas) ed Ifni.

BIBL.: Coissac de Chavrebière, Histoire du Maroc, Parigi 1931; E. Ghersi, La questione marocchina nella politica europea (1830-1912), Firenze 1939; S. Nava, La spartizione del M. Sue vicende politico-diplomatiche, 2 voll., Firenze 1940; H. Terrasse, Histoire du Maroc des origines à l'établissement du Protettorat français, I. Casablanca 1949 (l'opera complessiva conterrà vari volumi). Sul cristianesimo in M. cf. K. Hofmann, Marokko, in L'ThK. VI, coll. 965-67, e la bibl. ivi citata. Silvio Furlani

III. EVANGELIZZAZIONE

Al tempo dell'Impero romano e bizantino, in tutta l'Africa settentrionale, e così pure nel M., esistevano fiorenti cristianità con numerose sedi vescovili; gli Arabi riuscirono a distruggere completamente il cristianesimo in quelle regioni. Dal sec. IX non si parla più di diocesi nel M. Nel 1137 si fa menzione di un vescovo Miguel, figlio di 'Abd al-'Aziz, con i cristiani mozarabi esiliati nel sec. XII da Granada e stabilitisi presso Fez e Mequinez. È da supporsi che man mano furono sterminati. Però nel 1225 un domenicano, fra' Domenico, fu consacrato vescovo di Baeza (nella Spagna ancora islamica) con destinazione per il M., e per ordine di Roma, presumibilmente nel 1226 o 1227, un francescano Agnello fu ordinato per M. o Fez. S. Francesco d'Assisi vi mandò nel 1219 i primi missionari per predicare il Vangelo ai Saraceni. Subirono il martirio il 16 genn. 1220 a Marrakech e furono i protomartiri dell'Ordine francescano: Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto.

Nel 1225 il Papa mandò in M. Domenicani e Francescani e così s'iniziò ufficialmente la riorganizzazione della Chiesa marocchina. La loro attività si limitò ai cristiani: soldati al servizio del Sultano, com-

Article illustration
(da E. Küber, L'Afrique du Nord, Berlino 1925, tur. 153) MAROCCO - La città vecchia di Tetuan.
mercianti, schiavi. La evangelizzazione immediata dei maomettani era impossibile; chi ebbe il coraggio di intraprenderla pagò l'ardore con la vita, come i sette francescani a Ceuta nel 1227. La sede di Fez o M. fu fissata nel 1237 a Marrakech. Nei secoli seguenti Francescani e Domenicani si susseguirono come vescovi; ma spessissimo non presero residenza nel paese e rimasero in Spagna. Fino al principio del sec. XIV i Francescani esercitarono con relativa libertà il loro ministero fra i cristiani. Per l'epoca seguente mancano i documenti provanti la continuità del lavoro francescano e domenicano. È da presumere che le guerre degli Spagnoli e Portoghesi con il M. e le guerre intestine tra le varie dinastie abbiano reso impossibile l'opera dei missionari. Per i secc. XIV e XV si hanno notizie sul riscatto degli schiavi ad opera dei Trinitari e Mercedari, di cui alcuni subirono il martirio. Dopo l'espugnazione di Ceuta nel 1415 e di Tangeri nel 1471 ambedue le città furono elevate a sede episcopale; nel 1570 le due diocesi furono unite. Tutto questo però non influì sulla missione nel Regno marocchino. Sporadicamente vi si trovano missionari: Francescani, dei quali Andrea di Spoleto fu martirizzato nel 1532; Gesuiti dal 1548 al 1553 e di nuovo nel 1576 in Tetuan; Cappuccini dal 1624 al 1635 e altri sacerdoti prigionieri esercitarono il ministero tra i compagni.

Con la nomina a prefetto apostolico del francescano Juan de Prado nel 1630, la missione francescana fu ristabilita. Sebbene egli fosse stato martirizzato nel 1631, i Francescani poterono fondare in seguito un convento permanente a Meknes e ospizi a Fez, Sale, Marrakech e Tetuan fino alla nuova espulsione nel 1790. Nella sola Tangeri alcuni missionari poterono rimanere e alla fine solo un francescano. Nel 1859 il prefetto apostolico Sabaté rinnovò la missione. È merito speciale del p. José Lerchundi, prefetto apostolico dal 1877 al 1896, l'aver organizzato la missione fondando stazioni, scuole, ospizi, chiamando suore per l'educazione della gioventù femminile. Anche in quest'epoca l'attività dei Francescani dovette restringersi ai cristiani del sultanato di M. Nel 1909 fu eretto il vicariato apostolico di M. Stabilita la zona internazionale di Tangeri e proclamati i protettorati spagnolo e francese nel 1912, i Francescani francesi assunsero la cura delle anime nel protettorato francese, il quale fu distaccato nel 1923 come vicariato apostolico di Rabat.

BIBL.: A. Lopez, El vicariato español de Marruecos, Madrid 1921; id., Obispos en el Africa Septentrional, Tangeri 1941; H. Köhler, L'Eglise chrétienne du Maroc et la Mission franciscaine 1221-1790, Parigi 1934. Giovanni Rommerskirchen

IV. IL VICARIATO APOSTOLICO DEL M

Le statistiche del vicariato apostolico del M. spagnolo sono le seguenti: superficie kmq. 28.373, popolazione ca. 950.000 ab., cattolici 113.164, protestanti 2500, ebrei 60.000, musulmani 700.000. Missionari 72, di cui 50 francescani, fratelli 64, suore 221. Vicariati foranei 3, quasi parrocchie 15, stazioni primarie 6, secondarie 35, chiese 23, cappelle 25. Scuole elementari 19; medie 18; superiori 6; professionali 6. Molto fiorenti sono le associazioni di carità e di Azione Cattolica.
BIBL.: Arch. di Prop. Fide, Prospectus status missionis, pos. prot. n. 5056/50. Saverio Paventi
Cite this article

“MAROCCO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 130. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/marocco.