MOLDAVIA. -
I. GEOGRAFIA
Una delle 16 Repubbliche federate dell'U.R.S.S. (A.M.S.S.R.), che sopra una superficie di 33.700 km. conta oggi 2,4 milioni di ab., dei quali il 70% Moldavi (il resto Ucraini, Russi, Ebrei, Bulgari, Tartari, Turchi, ecc.).In seguito all'Ultimatum del 27 giugno 1940, la U.R.S.S., che non aveva mai voluto riconoscere l'avvenuta (1918) annessione della Bessarabia (cioè del territorio fra Dniester e Prut) alla Romania, impose a quest'ultima la cessione non solo di tale regione (44.482 kmq. con 3,1 milioni di ab.), ma anche quella della Bucovina settentrionale (5242 kmq. con 520 mila ab.), nonché del distretto di Horta, che era sempre appartenuto alla M., cioè al territorio romeno al quale più propriamente si applica tal nome. L'U.R.S.S., che aveva creato nell'ott.
insorse contro il sovrano ungherese e si stabilì in quelle parti sotto la guida del voievoda Bogdan. I suoi successori estesero sempre le frontiere del nuovo Stato che, sotto Stefano il Grande (1457-1504), arrivò al suo massimo sviluppo territoriale: dai Carpazi orientali al fiume Nistro, e dalla Valacchia, il Danubio e il Mar Nero alla Polonia meridionale, nella Poczuzia, con una superficie di 94.301 kmq. di cui 10.441 nella futura Bucovina e 44.442 nella futura Bessarabia (regioni strappate alla M. rispettivamente nel 1775 dagli Austriaci e nel 1812 dai Russi). Nel 1859 la M., o ciò che ne rimaneva, si univa alla Valacchia, formando insieme la nuova Romania.
La M. ha dovuto opporre una accanita e sovente vittoriosa resistenza ai Turchi; Stefano il Grande era in corrispondenza con Sisto IV che in una lettera lo chiamava, per le sue brillanti vittorie, «atleta di Cristo».
Per ciò che riguarda gli affari ecclesiastici, i primi principi della M., paese separato dall'ubbidienza alla Sede Romana, dipendevano dal metropolita di Halicz, città che fece anche parte, tra il 1387-1404, del nuovo Stato. Nel 1401 la M. ottenne, dopo molte difficoltà e laboriose trattative con il patriarca di Costantinopoli, il riconoscimento di un metropolita romeno, Josif, con residenza a Suceava, la capitale del principato; questa metropolia venne trasferita nel 1564, insieme alla capitale, a Jasi. Furono poi fondati altri vescovati.
Per ciò che riguarda il cattolicesimo, un primo vescovato fu fondato nel 1227 da Gregorio IX a Milcov - ubicazione incerta - per i Cumani recentemente convertiti, ed ebbe come titolare il domenicano Teodorico; l'invasione mongola del 1241 distrusse ogni traccia di questa città, ma il titolo - onorifico - di vescovo di Milcov rimase ancora per tre secoli fra gli ecclesiastici ungheresi.
Un secondo vescovato cattolico fu eretto da Urbano V nel 1370 a Siret, dietro richiesta del principe regnante Lațcu, passato al cattolicesimo (conversione personale che non ebbe seguito); il titolare, un francescano Andrea da Cracovia, sembra che non sia mai venuto in M. Egli ebbe altri 4-5 successori titolari e dopo il 1434 di questo vescovato non si parla più. Alessandro il Buono (1400-132) autorizzò, nel 1413, un vescovato cattolico a Baia, fece anzi costruire a proprie spese per il nuovo vescovo, il domenicano Giovanni de Ryza, una bella chiesa di pietra, ma anche questo vescovato durò appena un po' più di un secolo. Nel 1607 venne fondato un vescovato a Bacau, che funzionò fino verso la fine del sec. XVIII. Il suo primo titolare fu Gir. Arsengo. Finalmente, il 27 apr. 1883, Leone XIII fondò il vescovato di Jasi, tuttora esistente.
M. è la culla culturale del romenismo: qui, nei monasteri, sono state scritte le prime cronache romene; i cronisti moldavi Ureche e Miron Costin sono i primi a svelare al popolo la sua origine latina; il principe Demetrio Cantemir (1684-1723) e lo «spataro» MILZIADE (v.) furono eruditi di fama mondiale; il romanticismo letterario si afferma con Cogălniceanu e Alecsandri; moldavo il poeta nazionale dei romeni, Mihail Eminescu, come pure il grande storico Nicolae Iorga.
Per l'arte, V. ROMANIA.
