MOLDAVIA. -
I. GEOGRAFIA
Una delle 16 Repubbliche federate dell'U.R.S.S. (A.M.S.S.R.), che sopra una superficie di 33.700 km. conta oggi 2,4 milioni di ab., dei quali il 70% Moldavi (il resto Ucraini, Russi, Ebrei, Bulgari, Tartari, Turchi, ecc.).In seguito all'Ultimatum del 27 giugno 1940, la U.R.S.S., che non aveva mai voluto riconoscere l'avvenuta (1918) annessione della Bessarabia (cioè del territorio fra Dniester e Prut) alla Romania, impose a quest'ultima la cessione non solo di tale regione (44.482 kmq. con 3,1 milioni di ab.), ma anche quella della Bucovina settentrionale (5242 kmq. con 520 mila ab.), nonché del distretto di Horta, che era sempre appartenuto alla M., cioè al territorio romeno al quale più propriamente si applica tal nome. L'U.R.S.S., che aveva creato nell'ott.

MOLDAVIA - Salita al calvario. Episodio del Cireneo. Sotto: s. Teodoro Tirone e s. Teodoro Stratelita. Affresco del sec. XVI. Dobrovat, Monastero.
1924 sul basso Dniester una fittizia Repubblica autonoma moldava (8419 kmq., con 616 mila ab.), le aggregava, dopo il 1940, ca. la metà dei 50.254 kmq. strappati alla Romania, costituendo così la nuova Repubblica federata. Questa, però, è ben lontana dall'abbracciare l'intera Bessarabia, perché una parte di tale regione, insieme con la Bucovina, è passata alla Repubblica ucraina.
L'A.M.S.S.R. è paese collinare, dal clima temperato e dal suolo fertile, di vocazione essenzialmente agricolo-pastorale, ma fornito anche di buone risorse minerarie (lignite, fosforiti, gesso e petrolio). I prodotti principali sono il granturco, il frumento, il tabacco e la barbabietola da zucchero. Durante il dominio russo (durato fino al 1918) la regione era nota per la sua copiosa produzione di vini e di frutta.
L'unico centro abitato di qualche importanza è il capoluogo Kišinev (113 mila ab., dei quali 2/5 Ebrei). Con la Repubblica sovietica non va confusa la M. vera e propria (38.058 kmq. con 2,8 milioni di ab.), che è la finitima regione romena compresa fra il Prut ed il crinale dei Carpazi.
II. STORIA
Storicamente si designa col nome di M. il secondo dei due principati romeni sorti a vita politica nel sec. XIV sui fianchi della Transilvania.La data tradizionale della sua fondazione è l'anno 1359, quando una parte della piccola nobiltà romena del Maramureș nord-ovest di Transilvania, dopo aver partecipato alle conquiste di Ludovico I d'Ungheria sulle terre controllate dai Mongoli al di là dei Carpazi orientali,
insorse contro il sovrano ungherese e si stabilì in quelle parti sotto la guida del voievoda Bogdan. I suoi successori estesero sempre le frontiere del nuovo Stato che, sotto Stefano il Grande (1457-1504), arrivò al suo massimo sviluppo territoriale: dai Carpazi orientali al fiume Nistro, e dalla Valacchia, il Danubio e il Mar Nero alla Polonia meridionale, nella Pocuzia, con una superficie di 94.301 kmq. di cui 10.441 nella futura Bucovina e 44.442 nella futura Bessarabia (regioni strappate alla M. rispettivamente nel 1775 dagli Austriaci e nel 1812 dai Russi). Nel 1859 la M., o ciò che ne rimaneva, si univa alla Valacchia, formando insieme la nuova Romania.
La M. ha dovuto opporre una accanita e sovente vittoriosa resistenza ai Turchi; Stefano il Grande era in corrispondenza con Sisto IV che in una lettera lo chiamava, per le sue brillanti vittorie, « atleta di Cristo ».
Per ciò che riguarda gli affari ecclesiastici, i primi principi della M., paese separato dall'ubbidienza alla Sede Romana, dipendevano dal metropolita di Halicz, città che fece anche parte, tra il 1387-1404, del nuovo Stato. Nel 1401 la M. ottenne, dopo molte difficoltà e laboriose trattative con il patriarca di Costantinopoli, il riconoscimento di un metropolita romeno, Josif, con residenza a Suceava, la capitale del principato; questa metropolita venne trasferita nel 1564, insieme alla capitale, a Jasi. Furono poi fondati altri vescovati.
Per ciò che riguarda il cattolicesimo, un primo vescovato fu fondato nel 1227 da Gregorio IX a Milcov - ubicazione incerta - per i Cumani recentemente convertiti, ed ebbe come titolare il domenicano Teodorico; l'invasione mongola del 1241 distrusse ogni traccia di questa città, ma il titolo - onorifico - di vescovo di Milcov rimase ancora per tre secoli fra gli ecclesiastici ungheresi.
Un secondo vescovato cattolico fu eretto da Urbano V nel 1370 a Siret, dietro richiesta del principe regnante Lațcu, passato al cattolicesimo (conversione personale che non ebbe seguito); il titolare, un francescano Andrea da Cracovia, sembra che non sia mai venuto in M. Egli ebbe altri 4-5 successori titolari e dopo il 1434 di questo vescovato non si parla più. Alessandro il Buono (1400-32) autorizzò, nel 1413, un vescovato cattolico a Baia, fece anzi costruire a proprie spese per il nuovo vescovo, il domenicano Giovanni de Ryza, una bella chiesa di pietra, ma anche questo vescovato durò appena un po' più di un secolo. Nel 1607 venne fondato un vescovato a Bacau, che funzionò fino verso la fine del sec. XVIII. Il suo primo titolare fu Gir. Arsengo. Finalmente, il 27 apr. 1883, Leone XIII fondò il vescovato di Jasi, tuttora esistente.
M. è la culla culturale del romanismo: qui, nei monasteri, sono state scritte le prime cronache romene; i cronisti moldavi Ureche e Miron Costin sono i primi a svelare al popolo la sua origine latina; il principe Demetrio Cantemir (1684-1723) e lo « spataro » Milescu (v.) furono eruditi di fama mondiale; il romanticismo letterario si afferma con Cogălniceanu e Alessandri; moldavo è il poeta nazionale dei romeni, Mihail Eminescu, come pure il grande storico Nicolae Iorga.
Per Parte, V. ROMANIA.