MONSABRE, Jacques-Marie-Louis Ristrato.
MONSABRE, Jacques-Marie-Louis Ristrato.
ascetici, da cui trasse profitto lo stesso s. Ignazio che ivi vagliò le sue armi spirituali nel 1522. Nel 1499-1500 e 1518-26 il monastero possedette una stamperia celebre. Durante i secc. XVI-XVII M. conobbe un grande splendore culturale. Le principali discipline ivi coltivate furono la S. Scrittura (Lloret, Capellades, Ricci), la teologia (Malvenda, Tàpies, Escaules), l’ascetica e la mistica (ven. Cisneros, ven. Chanon, ven. Alfonso de Burgos, Garriga, ven. Giuseppe di S. Benedetto, chiamato «de les Llànties»), la pittura (G. Andrea Ricci, Barre), la musica, accanto alla direzione della Escolania (che rusale al sec. XII; Marqués, Lopez, Cererols, Viola, Casanovas), le lettere classiche (Brenach, Solà), la storia (Burgos, Montegut, Genc, Guerin, Ribas, Bragado) e scienze fisiche (Ametller, Castell). Soprattutto notevole in questi secoli è la espansione della devozione alla vergine di M. in molti paesi dell’Europa centrale e dell’America meridionale. Sono molte le chiese, anche cattedrali ed abbaziali, a lei dedicate; in Italia soltanto, non ve ne sono meno di 150 fra altari, cappelle e chiese. Sormontate non poche difficoltà, dovute alla convivenza di monaci catalani e castigliani, che si succedevano nel regime abbaziale temporale, si arrivò con splendore all’inizio del sec. XIX. La distruzione quasi totale del monastero nell’incendio causato dalle truppe napoloniche nel 1811, e la conseguente spogliazione, continuata poi dal governo nel 1835, rovinarono l’opera di secoli. Nel 1844 la comunità ritornò al monastero dopo una forzata esclusa trazione di 9 anni. Si deve all’ardore monastico degli ultimi abati, e specialmente a Michele Muntadas (1865-85) e Antonio Marcet (1912-46) se, attualmente sotto l’abate Aurelio Escarré, il monastero ha riacquistato il suo antico splendore religioso e culturale. Nell’ultima guerra civile spagnola (1936-39) il monastero vide 23 dei suoi monaci uccisi dall’odio anarchista. La S. Icone della Madonna (fine del sec. XII, in legno policromo), coronata canonicamente nel 1881, fu solennemente intronizzata dal card. legato Arce nel 1947, sul nuovo trono prezioso, con lampade d’argento e musicai offerti dai devoti catalani di tutto il mondo.
Dal sec. XII in seguito ai primi miracoli, attestati per iscritto, cominciarono i pellegrinaggi, sempre più numerosi nei secoli seguenti. Nel 1225 si istituì la Confraternita della Madonna che ben prestò annoverò vescovi, re e papi tra i suoi iscritti (nuovi regolamenti nel 1445, 1881). Già nel sec. XIV la fantasia, seguendo la pietà popolare, rivestì le origini un po’ oscure con le leggende più belle e poetiche che trovò. I poeti di tutti i tempi hanno cantato i suoi miracoli e bellezze, dal re di Castiglia Alfonso il Saggio, nelle sue Cantigas, a Lope de Vega, Verdaguer e Sagarra; benché non sia vera la relazione con la leggenda del S. Graal, accennata tante volte a proposito del Parsiñal wagneriano. Nei secc. XVII-XIX si vede la Congregazione benedettina di M. estendersi in Austria, Boemia e Brasile, nonché nell’Australia ed Isole Filippine. Oggidì i pellegrini che salgono annualmente al Santuario raggiungono non di rado i 500.000.
La chiesa (basilica dal 1881) è della seconda metà del sec. XVI (decorazione interna fine sec. XIX e XX); dell’antica rimane soltanto la porta con sculture romaniche (sec. XII). Il campanile è una vecchia torre di difesa (sec. XIV-XVI); il chiostro gotico fu fatto al tempo del card. Della Rovere (ca. 1480); il monastero data dal 1755 al 1764. Nelle vicinanze (2 km.) rimane in piedi la chiesa monastica di S. Cecilia consacrata nel 957, con resti di pitture murali coeve. Sparse per la montagna vi sono ancora parecchie cappelle, abitate in altro tempo da eremiti; le più vecchie conservate sono: S. Margherita (visigotica, sec. VIII o IX?), S. Paolo (sec. XI e XII), S. Acisclo (dentro l’attuale monastero, sec. XI e XIII), S. Ma Trinità (resti sec. XV).
Il monastero possiede una biblioteca (ca. 170.000 voll., 1150 manoscritti, 400 incunaboli, 30.000 fascicoli), un archivio musicale (2000 mss.) un archivio (5000 pergamene, ca. 30.000 documenti sui monasteri catalani), una pianoteca (più di 300 dipinti; Perin del Vaga, Sassoferrato, il Francia, il Greco, van Dyck, Ricci, Morales, Bermejo, Berruguete, tavole catalane del sec. XV, moderni), un museo egittologico e biblico e una stamperia che pubblica l

le seguenti collezioni : la Bibbia de M., versione catalana e commento (in 20 voll. di testo e 10 illustrazioni, Ubach, Obiols, Augé, Junqué, Riera, Bellet; in c
e seguenti collezioni: la Bibbia de M., versione catalana e commento (in 20 voll. di testo e 10 illustrazioni, Ubach, Obiols, Auge, Junque, Riera, Bellet; in corso di pubblicazione), Analecta Montserratensia e Catalonia Monastica (collezioni storiche; 7 e 2 voll. rispett.), Mestres de l’Escolania de Mont. (5 voll., Pujol), Místicas de Mont., Biblioteca Mondística, Biblioteca Litúrgica, ecc.