MONTENES

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MONTENES. - Nome con cui veniva designata la piccola comunità donatista di Roma, perché, secondo quanto afferma s. Ottato (*De schimate Donitistarum*, II, 4: PL 11, 950-51) non disponendo in origine di alcun edificio, soleva tenere le proprie adunanze in una grotta fuori le mura. Dell’esistenza di questo gruppo si facevano forti Petiliano e altri scrittori della setta per sostenere l’universalità della loro Chiesa. Perciò Ottato insiste sullo scarso numero degli aderenti, e sulle origini recenti di questo gruppo, composto in prevalenza, se non totalmente, di immigrati.

Essi avevano ricevuto dall’Africa un vescovo, Vittore di Garba, che, secondo lo stesso Ottato, ebbe come successori Bonifazio, Necpolio, Macrobio (vivente al tempo della prima edizione dell’opera di Ottato, e autore della *Passio Maximiani et Isaac*, redatta, secondo P. Monceaux, ca. il 366), quindi Luciano e Claudiano. Anche costoro sarebbero stati ordinati da vescovi donatisti in Africa. S. Agostino (*C. litter. Petil.*, II, 108, 247; *C. Cresc.*, II, 37, 46; III, 34, 33; 63, 70; 65, 73) non sa molto di più sul conto dei M., anzi deriva la maggior parte delle proprie informazioni dallo stesso Ottato, poiché aggiunge solo due dati: l’altro appellativo, di *Curtupitani* (o *Curtupitani*: *Epist. ad cathol.*, 3, 6) e il fatto (ma potrebbe trattarsi soltanto di una sua supposizione, del resto abbastanza naturale) che, qualche ordinazione, anziché in Africa, sarebbe stata compiuta in Roma stessa da vescovi donatisti recitati colà a tale scopo (*De haeres.*, 62, 3, 1). Comunque, la piccola comunità doveva essere già scomparsa, o in via di scomparire, sui primi del sec. V. BIBLICA.: V. DONATISMO. Alberto Pinchele