MORETTO, Alessandro Bonvicino detto il. Pittore, n. a Brescia nel 1498, m. ivi il 22 dic. 1554.
Dipinse con il Ferramola, fra il 1515 e il 1518 , le ante d'organe per il Duomo Vecchio di Brescia, ore a Levere; ma nella parte dovuta a lui (i due Santi cavalieri nell'interno degli sportelli) mostra di aver di gran lunga superato i modi ritardatari di quel mediocre pittore bresciano, e di
accostarsi invece al più anziano conterraneo Romanino con cui collabora poco dopo (1521-23) nelle pitture della cappella del S.mo in S. Giovanni Evangelista. L'influenza del Romanino, quella del Savoldo, che gli suggerisce più vigorosi contrasti d'ombra e luce (palese, p. es., nella pala con l'Assunta del Duomo Vecchio, del 1526, e nella pala con la Vergine e santi della Fabbriceria di Manerbio) quella del Lotto, da cui derivano le intenzioni romantiche di alcuni ritratti (Ritratto di gentiluomo nella National Gallery di Londra, del 1526), non incidono mai profondeamente sull'arte del M., che chiarifica queste esperienze nella sua placida natura provinciale. La maturità dell'artista dà alcuni capolavori: la pala con S. Margherita e due santi in S. Francesco di Brescia (1530), la famosa Madonna del santuario di Piatone (1533), la S. Giustina della Pinacoteca di Vienna, la pala con S. Nicola che presenta tre fanciulli alla Vergine, nella Pinacoteca di Brescia (1539), di più diretta ispirazione tizianesca, le ante d'organo della chiesa del S. Corpo di Cristo della stessa città, così singolarmente precorritrici degli sviluppi della pittura del'600. Sono palesi in quest'opera gli elementi formali desunti da Raffaello e da Giulio Romanino, i quali in alcune opere, come la Caduta della manna e la Strage degli innocenti in S. Giovanni Evangelista, le spingono a freddezzze neoclassiche; ma in altre, come il Presepio della Pinacoteca di Brescia, il M. è sapientemente equilibrato e riassorbito nei modi lombardi, e dà alla scena una stretta unità compositiva. La composizione è ancor più serrata e raccolta e coerente nella Cena in casa del fariseo in S. Maria in Calchera. Ancora che veneziano e di manierismo romano nella più tarda maturità (l'ultima opera datata è la Deposizione del Metropolitan Museum di Nuova York, del 1554), ma senza portare mutamenti d'indirizzo nell'arte del M., che si mantiene sempre coerente al suo chiuso gusto provinciale.