MORIN, LÉO-POLD-GERMAIN

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MORIN, Léo-POLD-GERMAIN. - Benedettino, n. a Caen (Normandia) il 16 nov. 1861, m. a Orselina «al Sasso» (Locarno) il 12 febbr. 1946. Entrò nel 1881 nell'abbazia di Maredsous (Belgio), nella quale seppe formarsi quell'ardore di ricerca e quell'acute senso critico che gli permisero di affrontare con mano sicura le più ardue questioni e le più discusse tesi riguardanti la vita e la storia monastica, la patrologia, la liturgia antica e la letteratura sacra dell'alto medioevo; se tutte non poté risolvere, se su alcune anzi corresse poi se stesso (e non sempre a ragione), su tutte certamente seppe portare nuova luce e metterne a punto problemi.

Lo assisteva particolarmente quel felicissimo intuito che gli era proprio nel servirsi di quel pericoloso mezzo d'indagine che è la critica interna e che lo guidò nelle sue migliori identificazioni di testi. Viaggiando incessantemente visitò le più importanti biblioteche europee, scoprendo nuovi testi, correggendo anche attribuzioni e rivendicando ad autori opere ad altri assegnate o adesposti, portando così un notevole contributo agli alti studi. Nel 1907, ponendo la sua abituale residenza nell'abbazia di S. Bonifacio a Monaco, fu in grado di approfondire le sue ricerche nelle biblioteche bavaresi e germaniche. La guerra del 1914 lo costrinse a riparare a Friburgo in Svizzera; ritornato nel 1918 a Monaco, la seconda guerra mondiale lo fece ritornare nel 1930 a Friburgo. Ebbe lauree honoris causa nelle più celebri università d'Europa e fu membro dei più illustri istituti scientifici.

Ebbe larga parte nella fondazione della *Revue bénédictine* (1884) e ad essa consacrò costantemente articoli e note. Particolare importanza hanno le sue ricerche sul *De Sacramentis* attribuito a S. Ambrogio, sul misterioso *Ambrosiaster*, sul *Capitulare Evangeliorum* del codice di Würzburg (*Revue bénédictine*, 27 [1910], pp. 41-74); sul *Micrologus*, sul *simbolo Atanasiano*, le edizioni critiche di alcuni opuscoli inediti dell'eretico Gottescalo e di Arnobio il giovane. Rivendicò l'opera letteraria di Gregorio d'Elvira, di Paciano di Barcellona, di Niceta di Remesiana, cui rivendica il *De Deum*. Negli *Anecdota Maredsodana* (3 voll., Maredsous 1893-1903) pubblicò criticamente il *Liber comicus* mozarabico, *Sancti Clementis Romani ad Corinthios epistolae versio latina antiquissima*, *Sancti Hieronymi Commentarioli in Psalmos*; id., *Tractatus in Psalmos... in Esaiam tractatus etc.*, oltre altri testi. Ricerche minori di mole, ma non d'improntanza, comprese in: *Etudes, Textes, Découvertes. Contributions à la littérature et à l'histoire des douze premiers siècles* (1913). Grande plauso incontrarono: *Sancti Augustini Sermones post Maurinos reperti* pubblicati nel vol. I della *Miscellanea Agostiniana* (Roma 1930); fra questi, 51 furono ritrovati da lui stesso, grazie alla speciale conoscenza dell'opera del Santo; e *S. Caesarii Arelatensis episcopi opera omnia nunc primum in unum collecta* (Maredsous 1937-42, in 2 voll., dei quali il secondo, andato distrutto per la guerra, fu poi ristampato per munificenza di Pio XII). Fu questa l'opera cui il M. attese per quasi 60 anni, attraverso infinite traversie e tutta la sua carriera di studioso, per scovare quello che di apocrifo correva sotto il nome del grande vescovo gallico e rivendicare a lui quello che correva sotto il nome d'altri o che si riteneva come opera sua incerta; fra esse le regole monastiche ed il testamento.

Egli trovava tempo nel 1905 di indicare: *De la besogne pour les jeunes* (*Rev. d'hist. eccl.*, 2 [1905], p. 327 sg.). Ciò era argomenti di ricerca critica. Più tardi pubblicava: *L'idéal monastique et la vie chrétienne des premiers jours*, Parigi 1921, tradotto anche in italiano (Sorrento 1927) ed in tedesco (Sect. Ottilien 1949).

BIBL.: F. Madoz, *La carrera científica de Dom. G. Morin*, in *Estudios ecclesiásticos*, 20 (1946), pp. 487-507; P. Borella, *Dom Germano M. (1861-1946)*, in *Ephem. Liturg., 61* (1947), pp. 55-76 (con elenco sistematico delle opere). Pio Paschini