NAHUM (ebr. Nahûm «consolatore»). - Settimo dei profeti minori nel canone della Volgata.
Era di 'Elqōš (Nah. 1, 1), che s. Girolamo (PL 25, 1232) pone in Galilea (Driver, Cornely, Crampon); ma s. Epifanio (PG 43, 409), s. Cirillo Alessandrino (ibid. 71, 780) e tutti i moderni in Giudea, come suggerisce l'esame interno dello stesso libro (Bîr el-Qaws presso Bejt Gibrîn).
N. annunzia a Giuda la rovina del suo più terribile nemico: Assur.
Nel cap. 1 celebra la potenza di Jahweh, giusto e vindice, che salva il suo popolo e colpisce i nemici. È messa in particolare risalto la giustizia divina. Nel capp. 2-3 descrive la caduta di Ninive, imminente, e come tipo ricorda l'avvenuta rovina di Tebe (Nō'-Amôn: Nah. 3, 8 sgg.; cf. Ez. 30, 14 sgg.; erroneamente s. Girolamo [PL 25, 1260] traduce Alexandria popularum). Queste due indicazioni permettono di datare la profezia di N.: dopo il 663 (distruzione di Tebe per opera di Assurbanipal) e prima del 612 a. C. (caduta di Ninive); più vicino però (Nah. 3, 18) a quest'ultima (625-615).
N. è contemporaneo di Sofonia e di Geremia. Tra i critici moderni prevale la tendenza a distinguere in N. un salmo (cap. 1) e la profezia; questa è autentica; mentre il primo per parecchi (anche A. van Hoonacker [V. BIBLICA.], p. 420 sg.) sarebbe di un autore posteriore. Gli argomenti addotti non appaiono decisivi. Il carattere alfabetico del salmo ne documenterebbe l'epoca posteriore (ma cf. le Lamentazioni, e Prov. 31, 10-31); né tale carattere qui è certo: vien solo ipoteticamente dedotto dai vv. 1-8. La sua indole teorica astratta, di fronte alla profezia viva e concreta, si spiega sufficientemente con le caratteristiche del tema svolto.
Si è voluto opporre N. agli altri profeti: mancherebbe in N. ogni pensiero alla morale; ma com'è possibile simile giudizio quando di N. si ha soltanto questo brevissimo oracolo? (J. Touzard [V. BIBLICA.], p. 59). «La poesia di N. è squisita; di tutti i profeti è quello che per nobiltà e vigore più si avvicina a Isaia. Le sue descrizioni sono pittoresche e vivide; il suo pensiero è espresso in modo scultorio» (S. R. Driver).
Francesco Spadafora
