NAIM. - Villaggio di Galilea (in Lc. 7, 11, Naïv), dove Gesù risuscitò il figlio della vedova. Sebbene la distanza indicata dall'Onomasticon (141, 5) di 12 miglia dal Thabor sia troppo grande, e quella raccorciata da s. Girolamo di 2 sia troppo piccola, pure è indubitato che si vuole indicare lo stesso villaggio, nominato Nejm fino ai giorni attuali, situato Endor (v.).
Dal medioevo viene segnalata una chiesa la quale, ridotta ormai in rovina, fu riscattata e rialzata dai Francescani nel 1880. È posta a est del villaggio. A nord, ossia all'entrata venendo da Nazareth, si trova la fontana scavata nella roccia e presso tre sarcofagi usati come vasche. A nord-est vi sono tombe scavate nella roccia. Dal 1948 il villaggio è stato incluso nello Stato d'Israele, restando pressoché disabitato. I Francescani vi compiono un duplice pellegrinaggio annuale: il giovedì della 4ª domenica di Quaresima e la domenica 15 dopo Pentecoste.
RESURREZIONE DEL FIGLIO DELLA VEDOVA DI N. - G. Wilpert identificò due rappresentazioni del miracolo di N. in due affreschi cimiteriali nei quali il Signore tocca con la virga Dei una mummia al suolo e non nell'edicola come nelle scene di Lazzaro, poiché secondo il testo evangelico (Lc. 7, 11-15) la resurrezione avvenne presso la città di N. quando il giovane defunto era portato al sepolcro. Il Wilpert segnala inoltre 17 sarcofagi, nove dei quali sono delle Gallie; il defunto è già pronto per la sepoltura, cioè fasciato con le bende, come una mummia o semplicemente a terra o disposto in un sarcofago. In sette sculture è rappresentata la madre del defunto in gesto supplice (Wilpert, Sarcofagi, tavv. 8, 4; 26, 23; 225, 2; 227, 1 e 5; fig. 93, p. 160). Tipico è il sarcofago del Museo Lateranense n. 175 in cui si trovano tanto la resurrezione di Lazzaro che quella del figlio della vedova (id., Sarcofagi, tav. 228, 1). Nel cimitero detto del SS. Marco e Marcellano, G. Wilpert riconobbe la scena del miracolo graffita sulla lastra d'una defunta di nome Firmana (id., ibid., p. 305, fig. 191).