NAHMANIDE

NAHMANIDE. - Rabbino talmudista e cabbalista (R. Mosè ben Nahmân, RMBN, in spagnolo Bonastrug de Portu, dal nome di città di dimora detto Gerondi), n. ca. il 1195, m. nel 1270 ad Acco (Palestina).

In seguito ad un ordine ricevuto dal re Giacomo I d'Aragona sostenne nel 1263 una discussione religiosa con l'ebreo convertito Fra Pablo Christiani e ne pubblicò il rendiconto. Su richiesta di papa Clemente IV, N. fu espulso dall'Aragona. All'età di 70 anni si recò in Palestina, da dove pare abbia mandato una copia dello Zohar in Spagna.

In Giuda Levita (v.), N. basa la verità religiosa sulla tradizione storica. Maimonide (v.) il quale tende a minimizzare il prodigioso nelle narrazioni della Bibbia e afferma essere le possibilità di Dio infinitamente superiori alle umane. N. ammette la determinazione astrale, la quale pur tuttavia resta sotto il controllo del volere di Dio. Le leggi di Dio hanno per scopo principale la perfezione morale dell'uomo.

Bibl.: G. Vajda, *Introduction à la pensée juive du moyen âge*, Parigi 1947, p. 152 sq. (con bibl. a p. 232 sq.).

Eugenio Zolli