NECCHI, LUDOVICO (VICO)

NECCHI, Ludovico (Vico). - Medico, n. a Milano il 19 nov. 1876, m. ivi l'11 genn. 1930.

Nel nov. 1889, prese a frequentare la seconda ginnasiale nel Ginnasio Parini, ambiente religiosamente pericoloso; ma gli fu accanto il gesuita G. Mattiussi, che gli rimase per oltre trent'anni consigliere e padre spirituale.

Al « Parini » incontrò come condiscepolo Edoardo Gemelli, che, convertito dall'ateismo e fatto francescano, lo volle sempre accanto come consigliere. Laureato in medicina e chirurgia a Pavia nel 1902, frequentò nel genn.-ag.

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1044 l'Università di Berlino, quindi, rifiutato l'incarico di un'istituenda cattedra di anatomia a Friburgo, dedicò la maggior parte del suo tempo alla cucina degli infermi, in modo particolare nel campo della neuropsichiatria da lui scelta per consiglio e incitamento dell'amico p. A. Gemelli, sia nelle consultazioni private che presso l'ambulatorio dell'Istituto di S. Vincenzo in Milano per l'educazione dei fanciulli anormali psichici. Oltre i mezzi strettamente medici, con squisita carità, delicatezza e prudenza egli appaiava ai suoi malati di nervi un vero trattamento soprannaturale, risvegliando in essi il senso della più piena fiducia nella Provvidenza di Dio. Così, spesso la guarigione fu frutto della conversione o questa seguì il riacquisto della salute fisica.

Nell'apostolato sociale, inserì la sua opera in quel settore di attività che si stende e fa da ponte d'unione tra la gerarchia ecclesiastica e la società laica, spesso ostile e chiusa all'opera del sacerdote. Vivendo nel mondo, ne divenne apostolo con l'azione e la parola, valendosi della sua profonda preparazione filosofica, religiosa, medico-scientifica. Ancora studente liceale, dette vita a un'associazione cattolica; all'Università, fu presidente del circolo cattolico S. Severino Boezio. In seguito, partecipò alla vita amministrativa del paese e all'azione religiosa-sociale della Chiesa, dai tempi del Fascio democratico cristiano a quelli dell'Unione popolare e infine dell'Azione Cattolica; fu consigliere comunale a Milano nel 1908, distinguendosi per la intelligente e strenua difesa dall'attacco socialista contro l'insegnamento religioso nelle scuole; nel 1923 fu consigliere provinciale del V Mandamento di Milano.

Ebbe la gioia di vedere sorgere l'Università Cattolica del S. Cuore di cui fu professore e di cui può ben considerarsi «confondatore», per la continua preziosa opera di consigliere svolta in ogni circostanza negli anni della preparazione.

Il 7 genn. 1951 fu introdotta la causa di beatificazione.

Bibl.: F. Olgiati, Un maestro di fede e di vita, V. N., Milano 1930; G. La Pira, L'anima di un apostolo, ivi 1932; P. Bondioli, V. N., ivi 1934; M. Lepore, Medici santi nel nostro tempo: V. N., in Pensiero medico, ott. 1942, pp. 1-2; A. Gemelli, Il servo di Dio, V. N., come medico, in Orizzonte medico, genn. 1950, p. 1.

Gaetano M. Apolloni