Nero, imperatore Romano - tratto - Roma, Museo Capitolino
clamato imperatore nell'ott. del 54, nei primi cinque anni di governo si mostrò piuttosto mite, clemente e munifico; ma poi si lasciò dominare dalle passioni e, pur professandosi amante della poesia e delle arti ellenistiche, non mise freno alla mania per gli spettacoli, al fasto, alla crudeltà. Per semplici sospetti, fece uccidere la madre, due mogli, i precettori, amici. Odiato da tutti, sfuggì ad una prima congiura nel 65 soffocandola nel sangue, ma nel 68 i soldati di stanza nella Spagna, ribellatisi, acclamarono imperatore Galba, che fu riconosciuto dal senatore e dai pretoriani. N. costretto a fuggire si rifugiò nella villa di un suo liberto, ove si uccise.
Pretesto per inferire contro i cristiani fu l'incendio di Roma nel luglio del 64. Il fuoco, scoppiato presso il Circo Massimo ed alimentato dal vento, investì tutta la città; delle 14 regioni in cui era divisa, 3 furono completamente distrutte, 7 più o meno devastate. All'inizio dell'incendio N. si trovava ad Anzio; si affrettò a tornare a Roma e per ammirare il popolo tumultuante fece venire frumento dalle città vicine, costruì rifugi, indisse pubbliche suppliche agli dèi. Nonostante ciò l'odio popolare lo accusò come autore dell'incendio: non mancavano infatti indizi in proposito. Per sviare da sé l'accusa, N. ne indicò gli autori nei cristiani (Tacito, Annales, XV, 3843), che furono puniti.
N. ordinò spettacoli pubblici nei suoi giardini prosti. Il Vaticano, nei quali i cristiani furono crocifissi, avvolti in pelli di animali ed esposti ai morsi dei cani, sottoposti a crudeli e vergognosi tormenti, cosparsi di materie incendiabili e poi bruciati vivi quali fiaccole per l'illuminazione notturna dei giuochi. L'imperatore sul suo cocchio girava per i giardini a godersi lo spettacolo mescolandosi tra la folla, ma il popolo mormorava contro di lui perché sapeva che tanto scempio e tanto sagge si spargeva senza alcuna utilità pubblica, ma per la crudeltà di uno solo (Annales, XV, 44). Della persecuzione di N. si tratterà nella V. PERSECUZIONI.
1930; E. Holl, s. V. in Pauly-Wissowa, Suppl. III, coll. 349-94; A. Weigall, Nero, Kaiser von Rom, Lipsia 1936; M. A. Levi, N. e i suoi tempi, Milano 1949.