NEVERS, DIOCESI DI

NEVERS, DIOCESI di. - Città capoluogo del dipartimento della Nièvre alla confuenza del fiume omonimo con la Loira. Il territorio della diocesi coincide con quello del dipartimento e si estende per 68.165 kmq. con una popolazione di 248.559 ab. (1946) dei quali 240.000 cattolici. Conta 4 arciprete e 25 decanati con 309 parrocchie, servite da 235 sacerdoti diocesani e 7 regolari, due seminari: maggiore e minore; ha 2 comunità religiose maschili e 34 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 287). La diocesi è suffragante di Sens. Patroni della diocesi i ss. Ciro e Giulitta. È la «Noviodonum» conquistata da Giulio Cesare (De bello Gallico, VII, 55, 1 e 5). Nel sec. IV d. C. fece parte del reame di Borgogna e si chiamò «Neviranum»; divenne poi contea nel sec. IX; Pietro de Courtenay sposò nel 1181 Agnese di N. e concesse alla città franchigie ed estese la contea che, nel 1272, per le nozze di Iolanda di N. con Roberto di Dampierre, divenne feudo, prima della casa di Fiandra e poi di quella di Borgogna. Nel 1538 fu successivamente ducato di Clèves, dei Gonzaga e dei Mazzarino fino al 1789. Fu riunita alla Francia nel 1789. La città soffrì molto dolore durante la guerra dei Cent'anni e le lotte religiose. Il catalogo dei vescovi è tramandato da due libri liturgici di N.; da un Sacramentario del sec. XI (Parigi, Biblioteca nazionale, ms. lat. n. 17333, p. 149) fatto comporre dal vescovo Ugo il Grande (1013-63), che va fino a Gerrardo suo predecessore, e da un evangeliano del sec. IX nel quale in seguito fu aggiunta una lista che comprende anche il vescovo Ugo (British Museum, ms. Harleianus 2790, fol. 19'). Roberto di St-Marien (Codice di Auxerre 132, p. 91) ha un catalogo fino a Tibaldo (1177-89) in cui i primi dieci vescovi sono indicati come aventi per sede la chiesa dei SS. Gervasio e Protasio, mentre gli altri sono indicati in S. Ciriaco; il cambiamento di nome della Cattedrale avvenne sotto Carlomagno. Il primo vescovo elencato è Tauriciano, presente al Concilio di Epoca del 517; poi una serie di vescovi intervenuti ai vari concili di Francia, cioè Rustico o Rusticio a Orléans nel 538 e 541; come Aridio ivi nel 549 e a Parigi nel 552; Eoladio a Lione nel 570, Agricola pure a Lione nel 581 e a Màcon nel 581 e 585; Rauraco a Parigi nel 614, a Clichy nel 627, a Chalon-sur-Saône nel 650. Girolamo ottenne da Carlomagno la restituzione dei beni della sua chiesa; Giona fu al Concilio di Parigi dell'829; Erimanno fu favorito da Carlo il Calvo; Abbo fu a Soissons nel Concilio dell'866; Eumeno è ricordato in un diploma di Carlo il Grosso dell'886 e fu al Concilio di Mehan-sur-Loire dell'891; Franco è ricordato in documenti del re Oddone degli aa. 894, 897 e 903. In epoca più tarda si ricordano i cardd. P. Bertrandi (1320-22); P. di Borbone-Vendôme (1540-46); poi E. de Cherry (1635); G. d'Augnes (1740); J. A. Tinzeau (1752); P. de Seguiran (1782). La diocesi fu soppressa il 15 luglio 1801 e annessa alla nuova diocesi di Autun; venne ristabilita precisamente nel Concordato dell'11 giugno 1817, ma di fatto solo nel 1823. La Cattedrale, dedicata ai ss. Ciro e Giulitta, è stata molto danneggiata dai bombardamenti del 1944. Sugli anziani dell'edificio primitivo furono costruiti in stile romano il transetto e l'abside che contiene un affresco della Maiesta Domini (sec. XII); una seconda abside si trova verso l'ingresso; la navata è del sec. XIII; il coro è della prima metà del sec. XIV, cioè quando fu consacrata, nel 1331; la torre campanaria del sec. XVI ma senza facciata.

57. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - VIII.
monastero benedettino della fine del sec. IX, venne unito nel 1709 al Seminario. S. Vittore, priorato benedettino fondato nel 1053, poi trasformato nel monastero di S. Maria della carità. Elementi spagnoli e fiamminghi si riscontrano nella facciata della chiesa di S. Maria (prima metà del sec. XVII). Il Collegio dei Gesuiti «à la Flèche» fu costruito dal gesuita E. Martellange. Nell'antico parco dei duchi di N. si trova la cappella del monastero di St-Gildard, antico priorato, oggi casa madre delle Suore della carità di N.: vi si conserva il corpo di s. Maria Bernarda Soubirous (v. 1860-79) canonizzata nel 1933. Presso la Cattedrale era l'episcopio (sec. XVIII) ora adibito a Museo municipale Frédéric Blandin, contenente la collezione delle ceramiche di N., città in cui fu importata questa industria nel sec. XVI. Il Palazzo ducale, eretto nei secc. XV e XVI, serve oggi per Palazzo di giustizia. Nel Museo archeologico si conservano notevoli capitelli decorati, come quelli di Garchizy con la storia di s. Martino, di S. Salvatore con mostri e con un asino musicante, e del distrutto S. Pietro (E. Mâle, *L'art religieux en France au XIIe siècle*, Parigi 1925, passim e fig. 244). Vi si conserva poi la Bibbia di Souvigny.

Nella chiesa di St-Arigle fu trovato un sarcofago merovingico contenente le reliquie del Santo (m. nel 594) e avente all'esterno una decorazione di sette croci, Namur (v.), e ad uno trovato in un gruppo di tombe a St-Parize-le-Châtel nel 1809, e a due dello stesso genere oggi nel Museo di N., provenienti l'uno dagli scavi nella chiesa di St-Genest, l'altro da quelli dell'antica abbazia di St-Martin. Nel 1858 il sarcofago venne estratto e sembra perduto (J. Massilon-Rouvet, *Le sarcophage de St-Parize-le-Châtel* [Nièvre], in *Bull. archéol. du Comité*, 1809, pp. 350-55). A 73 km. a nord-est di N. è situata Clamecy, già Pantéon, che venne creata diocesi da Innocenzo IV nel 1245, con giurisdizione limitata all'ospedale fondato da Guglielmo IV di N. e alla chiesa di S. Martino e con il titolo di vescovo di Betlemme. Primo vescovo fu Goffredo (1245-51); l'ultimo Fr. Ch. Durant de Lironcourt (1777-1801). Fu soppressa nel 1801 e il titolo è passato all'abbazia nullius di St-Maurice in Svizzera.

Scavi recenti (1947 e 1949-50) hanno messo in luce il Battistero antico che risale al sec. VI. È una sala ottagona con otto absidie alternate rettangolari e semicircolari, sul tipo del battistero di S. Giovanni in fonte a Milano, detto *octachorum* (CIL, V, p. 617, n. 2). Otto colonne, delle quali sussistono due, una in marmo verde, l'altra in marmo bianco, sostenendo la cupola rivestita interamente di musaici a fondo oro; vi è il canale di scolo delle acque, ma nessuna traccia di quello di adduzione. L'edificio, sul tipo dei battisteri di Albenga e di Fréjus, accusa restauri tra la fine del sec. VIII e l'inizio del IX (vescovo Girolamo: 795-815) e rimaneggiamenti dopo gli incendi del 993 e 1028 (R. Louis, *Le baptistère de la cathédrale de N. du VIe au XIIe siècle*, in *Bulletin monumental*, 108 [1950], pp. 153-80). Nel Tesoro una placchetta ebunnea del sec. V presenta a sinistra la scena del Bambino Gesù al Presepe con il bue e l'asino e a destra l'Epifania con i tre Magi (*Bulletin monumental*, 42 [1884], p. 711). Nel 1724 lord Harley acquistò il Sacramentario della chiesa di N. (oggi fondo Harley, mss. 2991-92 del British Museum a Londra). Il manoscritto del sec. X sembra copia di quello del monastero di S. Colomba di Sens, con alcune modifiche per la chiesa di N. Un altro Sacramentario è quello ora nella Biblioteca nazionale di Parigi (ms. 17333), scritto per il vescovo Ugo (1011 oppure 1013-65) con belle miniature. Un evangelario donato dal vescovo Ermanno (840-60) alla cattedrale di N. è pure oggi il British Museum (fondo Harley ms. 2790). La chiesa abbaziale di S. Stefano, eretta tra il 1066-97, anno in cui fu consacrata, si ricollega alla scuola romanica dell'Alvernia, con influssi borgognoni; è a tre navate con transetto, coro e deambulatorio e galleria superiore con finestre geminate (H. Du Ranquet, *Influences auvergneuses dans l'église St Etienne de N.*, in *Revue d'Avengne*, 1909, pp. 102-22). Oggi è chiesa parrocchiale. S. Martino, monastero del sec. VIII, fu restaurato ca. il 1130 all'epoca del vescovo Fromondo (L. Seiry, *L'abbaye de St Martin de N.*, Nevers 1902). S. Salvatore,