NICCOLÒ I, PAPA, santo. - Figlio di Teodoro regionale, diacono di Leone IV, alla morte di Benedetto III (17 apr. 858) fu eletto e consacrato papa (24 apr.), presente l'imperatore Lodovico II. Fu uno dei più eminenti pontefici che tennero il governo della Chiesa; illustre per gli importanti problemi che si trovò a dover risolvere, superando gravi ostacoli sia politici sia ecclesiastici.
Particolare importanza davanti la pubblica opinione ebbe il divorzio di Lotario II, re di Lotaringia, fratello di Lodovico II. Lotario, voglioso di sposare Valdrada, tentò pretesti per ripudiare la legittima moglie Teutberga. Appoggiato dagli arcivescovi Guntero di Colonia e Tietgaudo di Treviri ebbe sentenza favorevole in due sinodi; un terzo, tenuto a Metz nel giugno 863, alla presenza dei legati papali, confermò le sentenze precedenti. N. annullò quelle sentenze e sottopose a penitenza i due arcivescovi ed i loro complici. Costoro ricorrono a Lodovico II che mosse dal Beneventano contro Roma; di fronte alle violenze di lui, N. non piegò e Lodovico dovette ritirarsi, dopo essersi messo in pace con il Papa. La controversia del divorzio non cessò che con la morte di Lotario (ag. 869) che era stato anche scomunicato.
Di grandissima importanza per le relazioni con l'Impero e l'episcopato bizantino furono Fazio (v.) e la celebrazione dell'VIII Concilio ecumenico.
N. si trovò pure a dovere opporsi alle prepotenze ravennati che duravano dal tempo di Leone IV, per opera di Giorgio duca dell'Emilia e di suo fratello Giovanni arcivescovo, che opprimevano soldati e pellegrini e pretendevano di non sottostare all'autorità pontificia. L'arcivescovo fu scomunicato e riparò presso Lodovico II a Pavia; ma N. si portò a Ravenna per giudicare i due fratelli e Giovanni si trovò costretto a presentarsi a Roma, dov'era stato citato e a dare ragione e soddisfazione al Papa del suo operato (861-62). Episodio clamoroso fu anche quello che pose di fronte Incmaro arcivescovo di Reims e N. a proposito di Rotado, vescovo di Soissons, che aveva appellato a Roma. N. rivolse le sue sollecitudini alle province danubiane che dipendevano dal patriarcato romano sino dall'antichità e provvide ad PORTA (v.) e Paolo di Populonia presso i Bulgari per i quali scrisse una celebre Responsio ad consulta Bulgarorum. Protesse le missioni iniziate dai ss. METODISMO (v.) presso gli Slavi della grande Moravia. E sorse a difesa di quelle della Danimarca scrivendo al re Hörik (864) che sembrava propenso per il cristianesimo (Jaffé - Wattenbach, n. 2758). M. il 13 nov. 867. Fu inserito nel Martir. romano da Urbano VIII nel 1630. Festa il 13 nov.
F. Dvornik, Le schisme de Photus. Histoire et légende, trad. franc. Y. Congar, Parigi 1930, passim. Romualdo Paolucci