NICCOLÒ III, PAPA. - Giovanni Gaetano, figlio di Matteo Rosso Orsini e di Perna Caetani, cardinale diacono di S. Nicola in Carcere. N. nel secondo decennio del sec. XIII, eletto papa il 25 nov. 1277 a Viterbo, successore di Giovanni XXI. Si propose di tener alta l'autorità della Chiesa romana, tenendola al di sopra delle opposte fazioni che straziavano le città italiane e mirò a condurre una politica nazionale per dar ordine e pace a tutta la penisola.
Perché l'inframmettenza di Carlo d'Angiò era causa di rivalità, fece in modo che a questo fosse tolto il vicariato di Toscana che teneva a nome dell'Impero e per mezzo del card. Latino Malabranca, suo nipote, mise pace in Firenze (1280). Da Rodolfo d'Asburgo fece riconoscere i diritti che la Chiesa romana aveva sulla Romagna e vi mandò come rettore il nipote Bertoldo Orsini. Favorì il matrimonio fra Carlo Martello (cf. Dante, Paradiso, VIII, 49 seg.; IX, 1-12), nipote di Carlo d'Angiò, con Clemenza, figlia di Rodolfo d'Asburgo, allo scopo di eliminare ogni ragione di gelosia fra i due sovrani. Per mettere stabile ordine nelle contrastanti tendenze delle famiglie e del popolo romano, non volle che al termine del decennio fosse rinnovato al re Carlo l'ufficio di senatore, ma volle che fosse conferito a lui stesso, e stabilì che in avvenire fosse esercitato da uno o da due senatori ogni anno (16 sett. 1278). Amò costruire sia nella Basilica Vaticana, dove era stato arciprete, sia al Laterano, dove restaurò il
patriarchio e riedificò la cappella del Sancta Sanctorum. Il favore verso i suoi nel distribuire loro uffici ecclesiastici e civili, per servirsene nell'esecuzione dei suoi disegni, gli procurarono l'accusa di nepotismo e di simonia, di cui si fece Dante eco non imparziale (Inferno, XIX). Mi di apporessi a Soriano il 22 ag. 1280.