ODDONE DI CLUNY, SANTO

ODDONE DI CLUNY, santo. - Secondo abate di Cluny nell'878-79, da una nobile famiglia del Maine, m. a St-Julien de Tours il 18 nov. 942. Ammesso nell'898 fra i Canonici di S. Martino di Tours, si distingue per la sua intelligenza; ritiratosi nel monastero di Baume-les-Messieux, seguì a Cluny nel 910 BENNONE (v.) a cui succede nel 927.

Con O., il movimento cluniacense s'ingrandì rapidamente, guadagnando i monasteri di Romainmoutier, di St-Géraud d'Aurillac, di St-Pierre di Tulle, di St-Sauveur di Sarlat, di St-Martial di Limoges, di St-Jean-d'Angely, di St-Allyre di Clermont e inoltre, fuori di Borgogna e d'Aquitania dove si era limitata l'influenza di Bernon, Fleury-sur-Loire, St-Pierre-le-Vif di Sens, St-Julien di Tours. L'Italia a sua volta entrò nell'orbita di Cluny. O. acquistò alla riforma i monasteri romani di S. Paolo, S. Lorenzo, S. Agnese, S. Maria sull'Aventino. La sua influenza si estese anche a Napoli, Salerno, S. Pietro di Pavia, S. Elia nella valle Suppentonice vicino a Nepi.

Non fu sempre senza difficoltà che il monaco errante propagò l'esatta osservanza benedettina. Fleury-sur-Loire osò resistergli fin con le armi. Ma O. beneficiò di solidi appoggi fra i vescovi e i principi, particolarmente la famiglia reale di Borgogna, il re Rodolfo I, la duchessa Adelaide, il re Ludovico IV, i conti di Périgord e di Mâconais, il duca Alfredo d'Aquitania, i re d'Italia, Ugo e Lotario, Alberico, principe dei romani.

Nel marzo 931, il papa Giovanni XI confermò ufficialmente a O. la missione di riformatore, accordandogli, mediante una rendita annuale di 10 soldi, la facoltà di aggregare monasteri a Cluny e di accoglierli temporaneamente i monaci attirati alla sua riforma. La stessa bolla sanzionò l'indipendenza cluniacense, la sottrasse da ogni autorità laicale e ecclesiastica, salvo quella della S. Sede, come già aveva stabilito la carta di donazione di Guglielmo il Pio (910). Il Papa gettava così le basi della Congregazione di Cluny, centralizzando alla maniera feudale un insieme di monasteri senza la protezione e la dominazione d'una abbazia-madre (Jaffé-Wattenbach, 3584; PL 132, 1055; privilegio rinnovato da Leone VII, Jaffé-Wattenbach, 3605; PL 132, 1074).

Sebbene siano di redazione posteriore, gli Statuti cluniacensi (Ordo Cluniacensis) risentono dell'influenza di O., in particolare le tradizioni d'ospitalità e di carità, la discrezione negli esercizi di penitenza e la parte predominante accordata alla liturgia.

Mediatore e consigliere molto ascoltato da papi e da grandi, O. ristabilì a più riprese la pace fra Alberico, padrone di Roma, e Ugo, re d'Italia (936, 938-39). Nel corso d'una simile missione a Roma, l'estate del 942, fu preso dalla malaria. Ma ebbe ancora forza sufficiente

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(fot. Enc. Catt.) ODDONE DI CLUNY, santo - Incipit dei Collationum libri tres. Biblioteca Vaticana, cod. Reg. lat. 247, f. 2° (sec. XI).
per raggiungere il monastero di St-Julien di Tours, dove si estinse nell'ottava di S. Martino. L'arcivescovo Teotolone lo seppellì nella cripta del monastero. Una traslazione solenne ebbe luogo nel 1407 per opera di Jean de Bernard, arcivescovo di Tours. Quanto alle reliquie, si suppone che siano state sottratte, almeno in parte, al vandalismo dei riformati e deposte nella collegiata di l'Isle-Jourdain (Gers). La santità dell'abate è attestata in un concilio romano da Gregorio VII. Festa il 19 nov., nell'Ordine di S. Benedetto il 29 apr.

L'opera letteraria d'O. è abbastanza considerevole. Moralista, egli lasciò, oltre qualche sermone, un compendio dai Moralia in Iob di S. Gregorio il Grande, opera impersonale. I Collationum libri tres offrono più interesse; l'autore ha messo in scritto e sviluppato le discussioni che ebbe con Turpione di Limoges, quando, candidato al sacerdozio (908-909), lo mise a parte delle sue apprensioni davanti alle sue responsabilità future. Il quadro che egli traccia dell'epoca è piuttosto tetro. Della medesima ispirazione è l'Occupatio, vasto poema di 7 libri e di 7000 esametri. Si compone di considerazioni morali su qualche fatto saliente della storia sacra. Vi si nota l'esegesi allegorica. L'opera storica, ispirata da preoccupazioni agiografiche, comporta una vita di S. Geraldo, conte d'Aurillac, fondatore dell'abbazia di questo luogo, ed una breve biografia di S. Martino di Tours. Liturgista e musico reputato, O. è infine l'autore d'inni e di parecchie antifone in onore di S. Martino. Dei trattati musicali a lui attribuiti, la critica moderna non ha riconosciuto che un breve frammento, i tonora per ordinem. - Vedi tav. IV.

BIBL.: scritti: le opere sono state riunite nella Bibliotheca Cluniacensis di M. Marrier, Mâcon 1915, pp. 66-263 (ristampa); PL 133, 106-858; l'Occupatio è stata pubblicata per la prima volta da A. Swoboda, Lipsia 1900. Per le opere musicali e liturgiche, V. Revue du chant grégorien, La Tribune de St-Gervais, 8 (1902) pp. 121-127; 12 (1903-1904), pp. 211-14; 15 (1906-1907), pp. 65-73; Gregoriusblatt, 30 (1905), pp. 106-108. Fonti: la Vita di O. di Giovanni da Salerno è una fonte preziosa di informazioni; ed.: Mabillon,

3. - ENCICLOFEDIA CATTOLICA. - IX.
Acta Sanct. O. S. B., V, pp. 150-86; PL 133, 43-86; Bibliotheca Cluniacensis, pp. 13-56; Neues Archiv, 15 (1890), pp. 117-26. Il monaco Nalgod, nel sec. XII, rimaneggiò e condensò la Vita di Giovanni da Salerno, lasciando un testo più ordinato, più corretto e arricchito di cronologie; ed.: Mabillon, loc. cit., pp. 186-199; PL loc. cit., 85-104. Cf. BHL, 6202-99. Letteratura: E. Sackur, Die Cluniacenser, I, Halle 1892-94, pp. 36-120; II, pp. 330-38; Dom Du Bourg, St-Odon, Parigi 1905, letterario e divulgativo, cf. Anal. Balland., 24 (1905), pp. 408-409; L. Kolner, Odo, der erste Cluniacensermagister, Deggendorf 1913; A. Fliche, La réforme grégorienne, I, Lovanio 1924, pp. 30-47; A. M. Zimmermann, Kalendarium Benedictinum, III, Metten 1937, pp. 324-27; Fliche-Martin, Hist. de l'Eglise, VII, Parigi 1940, pp. 322-24; E. Ammann, s. V. in DThC, XI, coll. 937-39; G. Antonelli, L'opera di O. di Cluny in Italia, in Benedictina, 4 (1950), pp. 19-40; cf. anche la bibliografia della voce CLUNY. Clemente Schmitt

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“ODDONE DI CLUNY, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 71. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/oddone-di-cluny-santo.