ODDONE di CAMBRAI, beato. - Teologo e vescovo benedettino, n. a Orléans verso la metà del sec. XI, m. nel monastero di Anchin, presso Douai, il 19 giugno 1113. Scolastico di Toul e poi di Tournai (1087), attrasse una moltitudine di discepoli, cui insegnava il *realismo* esagerato combattendo come eretico il *nominalismo*. Ritiratosi con alcuni discepoli nei dintorni di Tournai (1092), fece risorgere dalle rovine l'antico monastero di S. Martino, dove visse come chierico regolare: nel 1095 accettò la Regola di S. Benedetto con le osservanze cluniacensi e divenne abate. Eletto, nel 1105, vescovo di Cambrai, in sostituzione di Gauchero, deposto nel Concilio di Clermont (1095), non poté sloggiare l'intruso che nel 1106. Guastatosi con Enrico V, si stabilì ad Anchin, da dove governava la diocesi.
I suoi scritti filosofici: *Sophistes*; *Liber complexionum*; *De re et ente sono perduti*. Opere teologiche: *L'Expositio in canonem Missae*, è importante per la teologia eucaristica (reale presenza, ecc.); nel *De peccato originali*, dopo aver affermato che tale peccato è più una *privatio iustitiae debita* che una realtà, ne illustra la trasmissione facendo leva sul suo realismo esagerato (che chiama *doctrina orthodoxorum*): l'universale è una realtà che esiste intera nei singoli individui; in Adamo era tutta la

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**OCTAVARIUM ROMANUM** - Anteporta della ed. plantiniana con figurazioni simboliche del numero 8. Anversa, ex officina Plantiniana Balthasaris Moreti, 1661 - Roma, esemplare della Biblioteca del collegio di S. Alfonso.
queste ottave, poiché nel corpo del *Brevario* tali lezioni mancano. Per ovviare a questo difetto, il noto liturgista Gavanto, consultore della S. Congregazione dei Riti, si mise al lavoro e compose una collezione di letture patri-stiche, distribuite appositamente per i giorni di queste ottave particolari. Nacque allora il dubbio se tale raccolta dovesse entrare direttamente nel *Brevario*, o formare un libro liturgico a parte. La S. Congregazione venne nella determinazione di pubblicare un libro separato dal *Brevario*, e confermò questa deliberazione col decreto del 19 febbr. 1622, premesso al libro che ebbe il nome: *O. R.*, uscito nel 1623 a Roma e quasi subito anche fuori in varie edizioni. Il Gavanto vi premette un'erudita introduzione, nella quale si trattiene lungamente sulla storia e sul significato delle ottave, introduzione rimasta nelle edizioni moderne. Le due ultime edizioni del *O. R.* sono quelle del Pustet, curate dalla stessa S. Congregazione dei Riti, nel 1882 e nel 1902, con ampia appendice.
L'O. R. non è strettamente obbligatorio, ma, a un dubbio proposto, la S. Congregazione dei Riti ha risposto che le lezioni mancanti per le ottave particolari «demum» esauriti ex *O. R.* (Decr. auth. n. 2735; 8 ag. 1835).
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