Ha una superficie di 4000 kmq. con una popolazione di 130.000 ab. tutti cattolici; conta 77 parrocchie servite da 116 sacerdoti diocesani e 26 regolari; ha un seminario, 3 comunità religiose maschili e 36 femminili (Ann. Pont., 1952, p. 302).
La diocesi fu creata nel sec. XI. Bonifacio VIII la elevò a metropolitana il 24 apr. 1296. Il vescovo G. Serra, creato cardinale nel 1500, ritenne la diocesi fino al 1510. Il 15 luglio 1515 vi si unì la diocesi di S. Giusto che ebbe per ultimo vescovo mons. G. Toreglia. L'arcivescovo ha i titoli di vescovo di S. Giusto e abate di S. Michele in Thomis. La Cattedrale è dedicata all'Assunta; protettore della diocesi è s. Archelao.
O. fu sede dei giudici di Arborea, uno dei quattro giudicati della Sardegna nel sec. XI. O. ebbe le curatrici di Simaghis, Milis, Barbagia, Ololai e Gilciber. Con la dominazione della signoria di Aragona vi continuò l'infusso dell'arte toscana, specialmente di Pisa.
La Cattedrale fu eretta dall'arcivescovo Torgotorio e da Mariano giudice di Arborea nel 1228. Ebbe allora forma basilicale e vi furono impiegate colonne e capitelli romani presi dalla vicina Tarrò; restano iscrizioni che documentano tale costruzione. D. Scano identificò due lastre con bassorilievi del sec. VIII-IX forse prove.
ORIONE, LUIGI. - Sacerdote, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, n. a Pontecurone (Alessandria) il 23 giugno 1872, m. a S. Remo il 12 marzo 1940. Entrato ragazzetto dai Frati Minori di Voghera e dimesso per poca salute, fu accolto nell'Oratorio Salesiano di Torino, dove conobbe d. Bosco e assistette alla sua santa morte. A 18 anni ritornò in diocesi: fungendo da custode del duomo di Tortona, poté completare gli studi in seminario e nel 1895 venne ordinato sacerdote.
Ancora chierico, diede vita al primo Oratorio festivo e gettò le basi della « Piccola Opera della Divina Provvidenza » (v.) votandosi interamente alla causa della Chiesa, dei poveri, dei derelitti e dei bisognosi. Istituì a questo scopo i Figli della Divina Provvidenza, le Piccole Suore Missionarie della Carità, gli Eremiti della Divina Provvidenza, ciechi e veggenti, le Suore Sacramentine cieche. Nei terremoti calabro-siculo e marsicano, si prodigò oracamente per la salvezza degli orfani. Fu due volte nell'America latina (1921 e 1934), suscitando ovunque iniziative di
sorto, in bollettino ufficiale mensile della Federazione tra le associazioni del clero in Italia, e mantenendo la direzione fino agli ultimi giorni della sua vita.
L'8 maggio 1915 fondò il primo nucleo degli Esploratori Cattolici aderenti al Corpo nazionale, con la garanzia che gli sarebbe stata lasciata piena libertà religiosa. L'opera più grande e costruttiva di mons. O. è la Federazione tra le associazioni del clero in Italia (F. A. C. I.), che egli fondò in Siena il 17 nov. 1916. Tentativi del genere erano stati fatti a Lucca, a Torino, Bologna, Lecce ed in Sicilia. Le realizzazioni più concrete di tale attività furono la Cooperativa del clero (fondata a Roma il 10 luglio 1920), con sede a Siena, l'azione svolta per le revisione delle congrue, il Segretariato internazionale, la difesa del clero contro l'enorme aggravio di tributi, le case per il clero di Massa e Montecatini, la Fraternitas, la Charitas per la costituzione di case per il clero (1931), poi assorbita dall'E. M. Istituto Fides, costituito nel 1935. Uomo dalla fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza, inesausto ed inesauribile nelle iniziative, irremovibile di fronte agli ostacoli, tutto donò ai suoi fratelli nel Signore. Scrisse: A manual of italian reading (Siena 1907); Italian grammar (ivi 1910); Key to O.'s italian grammar (ivi 1911); Richiami all'Opera e alle istituzioni della Federazione tra le associazioni del clero in Italia nel primo ventennio della sua fondazione (sett. 1936; ivi 1936). Fece un'edizione dei Discorsi di S. Bernardino da Siena, scelti (ivi 1920; trad. inglese di H. J. Rolins, ivi 1920). Scrisse ancora un manuale di Giuochi ginnastici (ivi 1913), altri manuali per gli scouts, lavori per teatro, opuscoli e articoli su varie riviste. Le sue opere furono edite dalla Tipografia sociale, altra sua creazione, alla cui direzione rimase per molti anni.
