ORLANDI, Nazareno. - Sacerdote, giornalista, organizzatore, n. a Siena il 7 febbr. 1871, m. ivi il 7 ag. 1945. Ancor giovane sacerdote, il 5 giugno 1897 fondò Il popolo di Siena (settimanale cattolico per la provincia di Siena), che diresse per 26 anni e nel genn. 1919 potenziò L'amico del clero trasformatando da organo diocesano di Vicenza, dove era
ORLÉANS, Diocesi di. - Diocesi e città sede di prefettura del dipartimento del Loiret, sulla riva destra della Loira, alla confluenza del canale d'O.
(II. A. Ferri, Cagliari)
Ha una superfice di 6722 kmq. con una popolazione di 348.865 ab. dei quali oltre 300.000 cattolici distribuiti in 340 parrocchie, servite da 388 sacerdoti diocesani e 31 regolari; ha 2 seminari, 5 comunità religiose maschili e 76 femminili (Ann. Pont., 1932, p. 303).
« Cenabum », conquistato da Giulio Cesare nel 52 a. C., fu centro religioso commerciale e stradale assai antico; dopo aver fatto parte della civitas Carnutum, alla fine del sec. III o all'inizio del sec. IV d. C. divenne la civitas Aurelianorum.
La lista dei vescovi di O. è tramandata dalla prima raccolta di s. Albano di Angers (cod. Vat. Reg. 465); essa termina con Raniero (ca. il 1066-82). L. Duchesse, ritenne che l'elenco in origine giungesse fino ad Odolrico. Primo vescovo fu Diclopitus che firmò nel 346 l'atto di assoluzione di s. Atanasio: a lui seguirono Alitus e Désianus; poi venne Enrutus o Fortius che fu al Concilio di Valenza nel 374 (è indicato al 7 sett. nel Martirologio geronimiano; ma la sua biografia è della prima metà del sec. IX); il suo successore Aniano salvò O. da Attila (il Geronimiano ricorda la sua deposizione al 17 nov. e al 14 giugno una traslazione; il manoscritto di Berna vi aggiunge: « et liberatio civitatis ipsius a Chunis »); quindi Prospero e Floscolo che si trovano pure nel Geronimiano al 29 giugno e al 2 febbr.; Eusebio, Leonzio, Antonino e Marco assisterono rispettivamente ai Concilii di O. degli anni 511, 533, 538 e 541, in quello del 549 fu riconosciuta l'innocenza di Marco. Ricomero fu al Concilio di Parigi del 573; Namazio a quelli di Màcon del 581 e 585; Anolo a quelli del 627 a Clichy e nel 650 a Chalon-sur-Saône; Eucherio morì in esilio a St-Frond nel 739. Al tempo di Carlomagno fu vescovo Teodolfo, anche poeta, poi Gioma dall'818 all'843 (J. Reviron, Les idées politico-religieuses d'un évêque du IXe siècle, Jonas d'O. et son De institutione regia, Parigi 1930); poi Agius (843-67) e Valterius (868-891); s. Teodorico ca. il 1016-22; più tardi i card. Reginaldo di Chartres (1439-49) e Giovanni d'O. (1521-1533); A. Sanguin (1535-50), poi arcivescovo di Tolosa; P. du Cambout de Coislin (1666-1706); Merlot (1839-43), poi arcivescovo di Tours e di Parigi; P.-H. Coullé (1878-1893) poi arcivescovo di Lione, e A.-St. Touchet (1894-1926) propagatore del culto di s. Giovanna d'Arco. Clodoveo occupò O. nel 498, poi si ebbero i Regni di Clodomiro e di Gontranno; nel 612 Clotario II riunì il Regno di O. a quello di Neustria. Da allora fiorì sempre più la città, dove i re spesso furono consacrati e dimorarono. Nel 1344 Filippo di Valois crea il Ducato di O. per il figlio Filippo e Carlo VI lo dona al fratello Luigi, ucciso nel 1407; poi O. subì l'assedio degli Inglesi in cui rifulse l'eroica s. Giovanna d'Arco (v.). Luigi XII nel 1499 riunì O. alla corona di Francia. Nel 1562 O. divenne il quartiere generale degli ugonotti e si sottomise nel 1594 a Enrico IV. Luigi XIII creò duca di O. il fratello Gastone, poi fu duca di O. Filippo, fratello di Luigi Filippo, divenuto re di Francia nel 1830.
Durante la Rivoluzione O. fu sede dell'Alta Corte nazionale che giudicava i processi politici; vi inferirono Collot d'Herbois e Barrère. O. fu occupata dalla Germania nel 1815 e nel 1870 fino al marzo 1871. Soffrì molto per i bombardamenti del giugno 1940 e negli anni 1943-44.
La cattedrale di S. Croce si eleva sopra due edifici anteriori, il primo del sec. IV, ingrandito da una rotonda carolingia, bruciato nel 989; il secondo edificio romanico tra la fine del sec. X e il sec. XI trasformato in gotico nel 1287 dal vescovo Gilles Gasté, incompiuto e incendiato dagli ugonotti nel 1562. Ne sussistono le nove cappelle del coro (fine del sec. XIII) e altri elementi del sec. XIV. Enrico IV nel 1601 pose la prima pietra dell'attuale Basilica; i lavori continuarono fino al 1820 e vi collaborarono vari architetti, tra i quali il p. gesuita S. Martillange; la facciata è opera del Trouard; l'interno, a cinque navate, misura m. 13 x 41; il transetto m. 53 x 27 e le vòlte sono alte m. 32. Vi sono i monumenti funebri dei vescovi di O. card. De Coislin (1666-1706) e Touchet (1926) e di mons. Dupanloup. Sotto al coro è l'ampia cripta esplorata nel 1937-38, rimettendo in luce la basilica romana della fine del sec. X con rifacimenti del sec. XI; aveva un deambulatorio; ad un livello inferiore sono i resti della basilica primitiva rettangolare e i frammenti d'una rotonda con grande musica dell'età carolingia con relative iscrizioni. Si trovarono tre tombe di vescovi, due del sec. XIII e una del principio del sec. XIV, con oggetti artistici ora conservati nel tesoro della Cattedrale (G. Chenesseau, Les fouilles de la cathédrale d'O., in Bulletin monumental, 97 (1938), pp. 73-94; id. Fouilles faites dans la cathédrale d'O. en juillet et octobre 1942, in Bulletin des antiquaires de France, 1942, pp. 218-25). In O. furono tenuti Concili negli anni 511 (10 luglio); 533 (23 giugno); 538 (7 maggio); 541 (14 maggio); 549 (28 ott.); tra il 639 e il 641 e nel 1022.
L'antico episcopo (sec. XVII) è ora occupato dalla Biblioteca municipale fondata nel 1714; essa possiede una serie di preziosi manoscritti dal sec. VII al sec. XV; provenienti in parte dall'abbaia di St-Benoît-sur-Loire e molti incunaboli; inoltre il fondo Desnoyers che comprende oltre 10.000 volumi relativi a O.
St-Aignan, abbazia benedettina fondata nel 617 presso la tomba del Santo vescovo, restaurata più volte, dopo incendi e distruzioni (865, 999, 1370, 1428, 1562), profanata durante la Rivoluzione Francese; dell'antico edificio restano il transetto e il coro; la sala capitolare e la sacrestia sono del sec. XV; tre cappelle a sinistra del sec. XVI. La cripta è del sec. XI.
St-Euverte, chiesa eretta tra il sec. IX e il sec. XII, abbattuta durante la guerra dei Cento anni, rifatta nel 1445; devastata dagli ugonotti nel 1562, riparata fino al 1655, chiusa e abbandonata con la Rivoluzione, ripartita poi al culto e oggi cappella d'un pensionato (C. Berrois, Histoire de l'abbaye de St-Euverte, Orléans 1919). Dove è la parrocchia di S. Marco fu fondato nell'817 il priorato benedettino di St-Gervais poi dedicato sullo scorcio del sec. XV da Carlotta di Savoia a S. Faverzio (Phallier), demolito dagli ugonotti nel 1562 (Cottineau, II, col. 2140).
