Militò fin da giovane nelle opere di Azione Cat-
tolica, e soprattutto nella Società cattolica italiana per la difesa della libertà della Chiesa in Italia, che risale al 1865.
Nel 1868 fu eletto presidente del Circolo della gioventù cattolica intitolato a s. Francesco di Sales. D’intesa con altre opere similari, egli fu tra gli organizzatori del primo Congresso Cattolico, deliberato nel 1871 e adunato a Venezia dal 12 al 16 giugno 1874, per commemorare la vittoria di Lepanto. Come avvocato ebbe larga e meritata fama, specialmente dopo la strenua difesa di clienti qualificati, e si acquistò notevole reputazione di giurista con la sua memoria sul Diritto di nomina alla Sede patriarcale di Venezia. Dal punto di vista politico, il P. fu soldato disciplinato. Accettò la norma dell’astensione dalla vita politica e parlamentare, e propugnò con ogni impegno l’intervento alle lotte amministrative nei comuni e nelle province, riuscendo eletto fino dal 1881 nel consiglio comunale di Venezia e facendo parte poi della lista cattolico-moderata del conte Grimani. Ma la fama del P. è legata principalmente all’Opera dei congressi (v.) e comitati cattolici, della quale fu presidente dal 22 sett. 1889 al 1902, con operosità e zelo esemplari. Egli adottava il concetto di Luigi Windthorst sui congressi generali: le grandi manovre dell’esercito dell’Azione Cattolica, che servono ad unire, ordinare e orientare. Preso dalla eccellenza della organizzazione a lui affidata, il P., carattere ferreo e totalitario, fu quasi sempre riluttante ad ammettere innovazioni sia di forma che di sostanza, per cui molte iniziative anche opportune non trovarono talvolta presso di lui accoglienza benevola. Si aggiunge la tattica errata di alcuni giovani, ansiosi di conquista, che ne aumentò e riluttanze, e fra questi va annoverato d. Murri (v.), il quale gli fu sistematicamente ostile. Fu questa ostilità che lo costrinse a dare definitivamente le dimissioni da presidente dell’Opera e a ritirarsi a vita privata, pur dando il nome alle forme organizzative cattoliche venute dopo, come l’Unione popolare affidata a Giuseppe Toniolo, e persino al Partito popolare italiano, fondato in seguito da d. Luigi Sturzo, aderendo peraltro ad un’ala destra del Partito.