ORLÉANS, DIOCESI di. - Diocesi e città sede di prefettura del dipartimento del Loiret, sulla riva destra della Loira, alla confluenza del canale d'O.

(fot. A. Ferri, Cagliari)
« Cenabum », conquistato da Giulio Cesare nel 52 a. C., fu centro religioso commerciale e stradale assai antico; dopo aver fatto parte della civitas Carnutum, alla fine del sec. III o all'inizio del sec. IV d. C. divenne la civitas Aurelianorum.
La lista dei vescovi di O. è tramandata dalla prima raccolta di s. Albano di Angers (cod. Vat. Reg. 465); essa termina con Raniero (ca. il 1066-82). L. Duchesne ritenne che l'elenco in origine giungesse fino ad Odolrico. Primo vescovo fu Diclopitus che firmò nel 346 l'atto di assoluzione di s. Atanasio: a lui seguirono Alitus e Desianus; poi venne Enurtius o Fortius che fu al Concilio di Valenza nel 374 (è indicato al 7 sett. nel Martirologio geronimiano; ma la sua biografia è della prima metà del sec. IX); il suo successore Aniano salvò O. da Attila (il Geronimiano ricorda la sua deposizione al 17 nov. e al 14 giugno una traslazione; il manoscritto di Berna vi aggiunge: « et liberatio civitatis ipsius a Chunis »); quindi Prospero e Floscolo che si trovano pure nel Geronimiano al 29 giugno e al 2 febbr.; Eusebio, Leonzio, Antonino e Marco assisterono rispettivamente ai Concili di O. degli anni 511, 533, 538 e 541, in quello del 549 fu riconosciuta l'innocenza di Marco. Ricomero fu al Concilio di Parigi del 573; Namazio a quelli di Mâcon del 581 e 585; Ando a quelli del 627 a Clichy e nel 650 a Chalon-sur-Saône; Eucherio morì in esilio a St-Frond nel 739. Al tempo di Carlomagno fu vescovo Teodolfo, anche poeta, poi Giona dall'818 all'843 (J. Reviron, Les idées politico-religieuses d'un évêque du IXe siècle, Jonas d'O. et son De institutione regia, Parigi 1930); poi Agius (843-67) e Valterius (868-891); s. Teodorico ca. il 1016-22; più tardi i cardd. Reginaldo di Chartres (1439-49) e Giovanni d'O. (1521-
1533); A. Sanguin (1535-50), poi arcivescovo di Tolosa; P. du Cambout de Coislin (1666-1706); Merlot (1839-43), poi arcivescovo di Tours e di Parigi; P.-H. Coullie (1878-1893) poi arcivescovo di Lione, e A.-St. Touchet (1894-1926) propagatore del culto di s. Giovanna d'Arco. Clodoveo occupò O. nel 498, poi si ebbero i Regni di Clodomiro e di Gontranno; nel 612 Clotario II riunì il Regno di O. a quello di Neustria. Da allora fiorì sempre più la città, dove i re spesso furono consacrati e dimorarono. Nel 1344 Filippo di Valois crea il Ducato di O. per il figlio Filippo e Carlo VI lo dona al fratello Luigi, ucciso nel 1407; poi O. subì l'assedio degli Inglesi in cui rifulse l'eroica s. Giovanna d'Arco (v.). Luigi XII nel 1499 riunì O. alla corona di Francia. Nel 1562 O. divenne il quartiere generale degli ugonotti e si sottomise nel 1594 a Enrico IV. Luigi XIII creò duca di O. il fratello Gastone, poi fu duca di O. Filippo, fratello di Luigi Filippo, divenuto re di Francia nel 1830.
Durante la Rivoluzione O. fu sede dell'Alta Corte nazionale che giudicava i processi politici; vi infierirono Collot d'Herbois e Barrère. O. fu occupata dalla Germania nel 1815 e nel 1870 fino al marzo 1871. Soffrì molto per i bombardamenti del giugno 1940 e negli anni 1943-44.
La cattedrale di S. Croce si eleva sopra due edifici anteriori, il primo del sec. IV, ingrandito da una rotonda carolingia, bruciato nel 989; il secondo edificio romanico tra la fine del sec. X e il sec. XI trasformato in gotico nel 1287 dal vescovo Gilles Gasté, incompiuto e incendiato dagli ugonotti nel 1562. Ne sussistono le nove cappelle del coro (fine del sec. XIII) e altri elementi del sec. XIV. Enrico IV nel 1601 pose la prima pietra dell'attuale Basilica; i lavori continuarono fino al 1829 e vi collaborarono vari architetti, tra i quali il p. gesuita S. Martillange; la facciata è opera del Trouard; l'interno, a cinque navate, misura m. 13 x 41; il transetto m. 53 x 27 e le volte sono alte m. 32. Vi sono i monumenti funebri dei vescovi di O. cardd. De Coislin (1666-1706) e Touchet (1926) e di mons. Dupanloup. Sotto al coro è l'ampia cripta esplorata nel 1937-38, rimettendo in luce la basilica romanica della fine del sec. X con rifacimenti del sec. XI; aveva un deambulatorio; ad un livello inferiore sono i resti della basilica primitiva rettangolare e i frammenti d'una rotonda con grande musaico dell'età carolingia con relative iscrizioni. Si trovarono tre tombe di vescovi, due del sec. XIII e una del principio del sec. XIV, con oggetti artistici ora conservati nel tesoro della Cattedrale (G. Chenesseau, Les fouilles de la cathédrale d'O., in Bulletin monumental, 97 [1938], pp. 73-94; id., Fouilles faites dans la cathédrale d'O. en juillet et octobre 1942, in Bulletin des antiquaires de France, 1942, pp. 218-25). In O. furono tenuti Concili negli anni 511 (10 luglio); 533 (23 giugno); 538 (7 maggio); 541 (14 maggio); 549 (28 ott.); tra il 639 e il 641 e nel 1022.
L'antico episcopio (sec. XVII) è ora occupato dalla Biblioteca municipale fondata nel 1714; essa possiede una serie di preziosi manoscritti dal sec. VII al sec. XV; provenienti in parte dall'abbazia di St-Benoît-sur-Loire e molti incunaboli; inoltre il fondo Desnoyers che comprende oltre 10.000 volumi relativi a O.
St-Aignan, abbazia benedettina fondata nel 617 presso la tomba del Santo vescovo, restaurata più volte, dopo incendi e distruzioni (865, 999, 1370, 1428, 1562), profanata durante la Rivoluzione Francese; dell'antico edificio restano il transetto e il coro; la sala capitolare e la sacrestia sono del sec. XV; tre cappelle a sinistra del sec. XVI. La cripta è del sec. XI.
St-Euverte, chiesa eretta tra il sec. IX e il sec. XII, abbattuta durante la guerra dei Cento anni, rifatta nel 1445; devastata dagli ugonotti nel 1562, riparata fino al 1655, chiusa e abbandonata con la Rivoluzione, riaperta poi al culto e oggi cappella d'un pensionato (C. Berrois, Histoire de l'abbaye de St-Euverte, Orléans 1919). Dove è la parrocchia di S. Marco fu fondato nell'817 il priorato benedettino di St-Gervais poi dedicato sullo scorcio del sec. XV da Carlotta di Savoia a S. Faretrio (Phallier), demolito dagli ugonotti nel 1562 (Cottineau, II, col. 2140).
N.-Dame de Bonne Nouvelle (de bono nuntio) fondata nel 1026 per monache benedettine; nel 1126 priorato benedettino, passato ai Maurini nel 1653. Il monastero situato sopra un monumento romano è oggi occupato dalla prefettura (ibid., II, col. 2142). Notre-Dame de Recouvrance fu consacrata il 14 apr. 1519 nel luogo d'una cappella del sec. XI dedicata a Notre-Dame de Bon Secours. La chiesa di St-Pierre-le-Pueller, con avanzi architettonici dei secc. XII e XIII e abside romanica. La chiesa di S. Paolo a tre navate, dell'ultimo periodo gotico (sec. XVI), con chiostro e campanile del 1629, fu incendiata nel 1940. Sulla navata destra è il santuario cappella di Notre-Dame des Miracles, che risale al sec. IX; dinanzi all'antica statua bruciata nel 1562 dagli ugonotti si era prostrata riconoscente Giovanna d'Arco l'8 maggio 1429 dopo la liberazione d'O. La chiesa di St-Pierre-du-Martroi, già St-Pierre Ensentele eretta al tempo di Francesco I, fu devastata dagli ugonotti e restaurata alla fine del sec. XVI. La chiesa di S. Paterno fu ricostruita nel 1876; St-Loup («S. Lupus ad Ligerim») in origine «Vinea B. Mariae» fu un priorato di monache benedettine fondato nel 1235 a St-Jean-de-Bray da s. Luigi; nel 1639 fu trasferito in Fr. e Urbano VIII l'eresse abbazia, soppressa nel 1792 (ibid., col. 2141). La Madeleine dell'Ordine di Fontevrault, fu fondata nel 1113 da Roberto d'Arbrissel, distrutta dagli Inglesi nel 1428, ricostruita nel 1466 e soppressa dalla Rivoluzione Francese (era nell'attuale sobborgo de la Madeleine [ibid., col. 2141]). A ca. 3 km. da O. fu l'abbazia di Micy, oggi St-Mesmin, fondata da st. Euspice presbitero di Verdun (m. nel 510) e da suo nipote s. Massimino (Mesmin, m. nel 520) su terreno donato nel 508 da Clodoveo, dedicata prima a s. Stefano. Ebbe grande importanza culturale. Fu saccheggiata più volte negli anni 732, 856, 897, 1562 e restaurata a più riprese fin dal tempo di Teodolfo e di s. Benedetto d'Aniane ca. 1830; l'abate de la Rochefoucauld vi chiamò nel 1608 i Feuillants. Fu soppressa nel 1790 dalla Rivoluzione Francese; l'ultimo abate Chapt de Rastignac fu a Parigi una delle vittime nella prigione dell'Abbaye nel sett. 1792 (E. Jarossay, Histoire de l'abbaye de Micy-St-Mesmin-lez-Orléans, son influence religieuse et sociale, d'après les archives et les documents originaux, pièces justificatives et gravures, Orléans 1902; Cottineau, II, coll. 1845-46). La casa dove s. Giovanna d'Arco dimorò dal 29 apr. al 9 maggio 1429 fu danneggiata nel 1940 dai bombardamenti.
Notevole importanza ebbero le scuole d'O. dove furono educati il re Gontranno di Borgogna e suo figlio Gondebaldo; esse fiorirono all'età carolingia col vescovo Teodolfo e ancor più dall'XI al XIV sec. Docenti di O. scrissero trattati di retorica intitolati Ars o Summa dictaminis; nel 1230 non pochi alunni dell'Università di Parigi passarono ad O.; nel 1298 Bonifacio VIII incaricò anche i dottori di O. di commentare le Decretali. Clemente V fu allievo di O. e con una bolla del 27 genn. 1306 le conferì il titolo e i privilegi di un'università. Dei grandi edifici universitari non resta che la cosiddetta «Salle des Thèses» della fine del sec. XV che contenne la prima biblioteca pubblica della città; oggi è sede della «Société archéologique et historique de l'Orléanais». S. Lifardò abate di Meung-sur-Loire è ricordato al 3 giugno nel Martirologio geronimiano. Molti i santi della diocesi; tra questi s. Nîmes (v.); s. Lucano patrono di Loigny; s. Donato, l'abate di May; s. Mesma sorella di s. Massimino; s. Felicola patrona di Gien; il re dei Burgundi, s. Sigismondo, e s. Gontranno; s. Lupo vescovo di Sens; s. Guglielmo abate di Fontainjean e poi arcivescovo di Bourges; i bb. Odo vescovo di Cambray e Reginaldo decano della collegiata di St-Aignan; di O. Goyau (v.). Nel 1130 furono ad O. s. Bernardo e Innocenzo II.
environs, Grenoble-Parigi 1942; Guide de la France chrétienne et missionnaire 1948, ivi 1948, pp. 368, 667-71, 1071-72. Enrico Josi