ORSO, santo. - Nel Martirologio romano sono
ricordati tre santi di questo nome: 1) s. O. compagno di s. Vittore, martiri di Solothurn (Svizzera), annoverati fra i martiri della cosiddetta Legione Tebea. Festa il 30 ott. (BHL, 8584-85; H. Quentin, Les martyrologes historiques du moyen âge, Parigi 1908, pp. 280-82; Martyr. Romanum, p. 426). 2) s. O. vescovo di Ravenna (m. tra il 424 e il 429), costruttore e consacratore della Cattedrale, l'Anastasis, detta in seguito Basilica Ursiana. Festa il 13 apr. (BHL, 8455; Lanzoni, p. 749; C. Ricci, Guida di Ravenna, Bologna [1923], pp. 37-45; Martyr. Romanum, p. 137); 3) s. O. vescovo di Auxerre tra la fine del sec. v e l'inizio del sec. VI. Festa il 30 luglio (L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, Parigi 1910, p. 445; Martyr. Romanum, p. 314).
Tra gli altri santi di questo nome è degno di ricordo s. O. di Aosta, molto venerato nelle regioni delle Alpi occidentali quale protettore delle campagne: è invocato nei pericoli delle inondazioni; per ottenere la pioggia, contro la febbre e le malattie del bestiame, ecc. Della sua vita poco si sa, ad eccezione di alcuni episodi edificanti che costituiscono la trama della breve Vita s. Ursi, conservata in due redazioni quasi identiche: la 1ª in codici del sec. ix-x e sgg. inedita (BHL, Suppl. p. 301; M. Coens, in Anal. Bolland., 52 [1934], p. 259; il sottoscritto ne ha pronta l'edizione); la 2ª, in codici del sec. xi e sgg., edita (BHL, 8453, interpolata; anon., L'Insigne Collégiale d'Aoste, Ivrea 1929, pp. 9-23 non interpolata). S. O. vi figura come sacerdote ufficiale la chiesa di S. Pietro extra moenia (chiesa cimiteriale, diventata poi la collegiata dei SS. Pietro e O.) al tempo dell'indegno vescovo di Aosta Plocano, non noto da altre fonti, che sarebbe vissuto nel sec. VI. L'origine irlandese di s. O. d'Aosta non sembra anteriore al Liber anniversariorum... (1554) del Capitolo della cattedrale di Aosta (ed. A. Gal, in Mon. Historiae Patriae. Scriptores, III, Torino 1848, p. 618); infatti i libri liturgici valdostani manoscritti e lo stesso Breviarium ad Alme Augusten.

(fot. Anderson)