ORSOLINE

ORSOLINE. - Nome della Congregazione religiosa fondata da s. Angela (v.) Merici, secondo cui si svilupparono molte altre congregazioni dello stesso nome, ma di abito e costumi diversi.
ORSOLINE. - Nome della Congregazione religiosa fondata da s. Angela (v.) Merici, secondo cui si svilupparono molte altre congregazioni dello stesso nome, ma di abito e costumi diversi.

I. Compagnia di S. ORSOLA. - Fondata a Brescia il 25 nov. 1535 da s. Angela Merici di Desenzano. È il primo Istituto secolare femminile sorto nella Chiesa. I suoi membri rimangono nelle loro famiglie e si dedicano a tutte le opere di carità, che sono di competenza della donna, ma soprattutto all'insegnamento della dottrina cristiana quale mezzo per controbattere gli errori e i cattivi costumi. Con la santificazione della donna al focolare domestico esso intende procurare il rinnovamento della società. La Regola, dettata da s. Angela per la sua Compagnia di vergini secolari, fu approvata dal vescovo di Brescia, mons. Cornaro, 18 agosto 1535. A sua volta, dopo la morte della fondatrice, Paolo III l'approvò il 9 giugno 1544.

La Compagnia si propagò rapidamente in Italia. Cremona fu la prima a riceverla nel 1565. Poi s. Carlo Borromeo se ne fece mandare le Regole per istituirla a Milano nel 1566, e nel Concilio provinciale del 1576 raccomandò a tutti i suoi suffragani di istituirla nella loro città, come un eccellente mezzo di riforma. Nel 1581, poi, dopo la visita apostolica fatta a Brescia, ne approvò di nuovo le Regole e ne ottenne una conferma da Gregorio XIII (24 dic. 1582). Ben presto la Lombardia e il Veneto videro fiorire da per tutto le O.

Dall'Italia l'Istituzione passò nella Svizzera e di là in Francia, grazie all'attività del ven. Cesare de Bus, fondatore dei Dottrinari. Nel 1594 il p. Romildo diede alla ven. Francesca de Bermond e alle sue compagne la Regola scritta da s. Carlo per le O. milanesi, che vivevano in comunità, e le stabili a Isle-sur-Sorgues, nel contado venosino. Questa l'origine delle O. francesi. Altre congregazioni simili sorsero ben presto in diversi punti della Francia, ma senza alcun vincolo di filiazione delle une verso le altre; di modo che originarono in seguito da esse otto differenti rami di O. monastiche (v. sotto).

(per cortesia della Superiore Generale delle O., dell'Unione Romani)
ORSOLINE - S. Angela Merici, fondatrice delle O. (1474-1540)
Ritratto di Moretto da Brescia presso dalla salma della Santa nella
1540 - Roma, Casa generalizia delle O. dell'Unione Romana.

scia), altro di artista pisano del'300 (Museo, Pisa), il dipinto del Moretto (Museo del Castello, Milano), la Pala del Tintoretto (s. Lazzaro dei Mendicanti, Venezia). I cicli in più episodi seguono le diverse redazioni della leggenda, arricchendosi anche talvolta della personale fantasia degli artisti. Le prime illustrazioni pare siano quelle incise su due coppe di bronzo per uso liturgico, di arte renana (secc. XI-XII), conservate l'una in raccolta privata, l'altra al Museo di Aix-la-Chapelle; importanti sono pure le incisioni illustrative al testo della «legenda» di Jacopo Varagine o a quello delle varie «Sacre rappresentazioni» (Bibl. Marciana, Venezia). Però gli esempi di maggior interesse si trovano soprattutto nell'arte pittorica.

Dei cicli principali tra sono dovuti alla scuola di Colonia tra la seconda metà del sec. XV e i primi del sec. XVI: le 15 tavole (ora al Kunstgewerbe Museum, Colonia), i 30 dipinti di J. e G. van Scheiven, datati 1456 (chiesa di S. O., Colonia), e le 18 tavolette (not. Il Sogno) di anonimo detto il «Maestro della leggenda di s. O.» (Museo Wallraf-Richartz ed altri musei e collezioni). Nel Belgio si ha il reliquiario di S. Odilia a Kernel, dipinto ca. il 1292 con storie che si ricollegano alla nostra leggenda; a Bruges due opere di grande importanza: otto riquadri dipinti da un maestro locale del '400 (convento delle Soeurs Noires) e la celebre cassa-reliquiario (Hôpital St-Jean), con i mirabili pannelli dipinti da H. Memling verso il 1489. Ma la leggenda s'era già nel '300 diffusa nel Veneto: così, oltre ad un palotto attri- buito a Maestro Paolo (già collezione Queiroy, Parigi) ed agli affreschi di modesto valore della chiesetta di Vigo di Cadore, due grandi pittori trattarono questo tema, seguendo la versione della Leggenda aurea e trasferendolo con estro fantastico nel loro ambiente: Tommaso da Modena, sulla metà del '300, negli affreschi della chiesa di S. Margherita a Treviso (ora al Museo della città); Vittore Carpaccio, nell'ultimo decennio del '400, nei nove teleri dipinti per la scuola di S. O. a Venezia (ora alle Gallerie dell'Accademia). Anche nella Spagna si trovano riflessi della nostra leggenda, in opere di maestri

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(per cortesia della Superiure Generale delle O. dell' Unione Romane) Orsoline - S. Angelo Merici, fondatrice delle O. (1474-1540). Ritratto di Moretto da Brescia preso dalla salma della Santa nel 1540 - Roma, Casa generalizia delle O. dell'Unione Romana.
scia), altro di artista pisano del' 300 (Mus

Fratanto, a Brescia, la Compagnia di S. Orsola si conservava nel suo stato primitivo e vi prosperò fino alla Rivoluzione Francese, quando furono proibite tutte le associazioni di suore; anche la Compagnia di S. Orsola fu allora spogliata di tutti i suoi beni. Passata la Rivoluzione, Mons. Nava, vescovo di Brescia, invitò le suore a ripopolare i conventi; alcune preferirono restare Figlie di S. Angela; ma, non avendo più nessun luogo dove raccogliersi, la Compagnia parve per qualche tempo in procinto di perdersi. Il che durò fino al giorno in cui, nel 1864, le contesse Maddalena ed Elisabetta Girelli istituirono a Brescia un gruppo di associate della «Pia Unione delle nuove O., figlie di Maria Immacolata». Le due Girelli sollecitarono dal vescovo, mons. G. Verzeri, l'erezione canonica; ma questi volle che ristabilissero piuttosto la Compagnia di S. Orsola secondo la sua forma primitiva; al che le Girelli si assoggettarono volentieri; e il 13 giugno 1866, il giorno stesso in cui il Parlamento italiano votava la soppressione di tutti gli Ordini religiosi, mons. Verzeri emanava il decreto di erezione, che risuscitava l'Istituto di S. Angela, cioè la Compagnia delle O. secolari. Si ebbe subito una fioritura meravigliosa, Leone XIII diede il breve di lode (12 luglio 1901); Pio X la favorì di un altro breve il 15 maggio 1907 e Pio XI il 12 sett. 1930. Non c'è quasi città di qualche importanza che non abbia un luogo di riunione dalle «Angeline» o Figlie di S. Angela, come oggi amano chiamarsi. Fin dai primi anni di questo secolo la Compagnia si è diffusa pure in Francia, a Monaco, nelle Indie Orientali (Mangalore), nel Messico, in Columbia, nel Venezuela. Tutte queste fondazioni dipendono dalla superiora generale, che risiede a Brescia. Solo in Italia la Compagnia conta ca. 16.000 suore, distribuite in 46 diocesi.

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Bibl.:** V. COMPOSTELLA, Hist. de st Angèle Merici et de tout l'ordre des Ursulines, 2 voll., Parigi 1878; P. Guerrini, S. Angela Merici e la Compagnia di S. O., Brescia 1936; B. Delcampo, S. Angela Merici fondatrice delle O., 2a ed., Alba 1937.

II. O. DI S. CARLO (Milano). - S. Carlo Borromeo si procurò nel 1566 la Regola primitiva della Compagnia di S. Orsola e la diede ad un gruppo di pie giovani e donne della sua città, introducendovi qualche modificazione richiesta dall'ambiente milanese. Queste O. secolari si moltiplicarono presto nella diocesi e fecero un bene immenso, tanto che nel Concilio provinciale, tenutosi nel 1576, il santo arcivescovo esortò tutti i suoi suffraganei ad adottare la Compagnia di S. Orsola come mezzo principale di organizzazione catechistica parrocchiale e di educazione femminile. Nel 1582 furono approvate da Gregorio XIII.

Vari infissi, tuttavia, subentrarono, che spinsero queste orsoline verso monasteri regolari e s. Carlo dovette parecchie volte arrendersi ai loro desideri e fare di esse altrettante cappuccine o clarisse o agostiniane. E allora per conservare orsoline, eresse, con decreto del 5 sett. 1584, i quattro primi conventi dove potessero vivere in comunità, e redasse le regole convenienti. Queste, però, non furono consegnate alle O. «congregate», che dopo la morte del Santo, avvenuta il 4 nov. 1584. Esse non aggiungono alla Regola di s. Orsola né voti né clausura, ma fissano l'organizzazione delle case in vista della perfezione dei loro membri. Tuttavia a Milano continuò a fiorire anche la primitiva forma bresciana.

La Regola di s. Carlo fu 17 dieci dalla card. Monti nel 1643. Un elenco del 17 diec. 1789 cita il nome di 14 case di O. congregate operanti nel Milanese. Tutte furono disperse dalla Rivoluzione. Nel 1844 il card. Gaisruch, arcivescovo di Milano, diede ad un gruppo di terziarie francescane, capeggiata da Maria Maddalena Barioli, le Regole delle Congregate di S. Carlo e un convento in Via Lanzone. Da allora esse presero il nome di O. di S. Carlo. Le case, fondate in seguito e da principio autonomie, si raggrupparono poi sotto l'autorità di una superiora generale, residente a Milano. Le O. di S. Carlo hanno ora due case a Milano, una a Roma e altre otto in altre città d'Italia, dove impartiscono l'istruzione secondo tutti

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**Orsoline - Particolare del cortile interno dell'Istituto di S. Orsola delle O. di S. Carlo in Roma.**

I gradi, dalla scuola materna al liceo classico e alle magistrali superiori. Le religiose sono in tutto ca. 600.

III. ORDINE DI S. ORSOLA. - In Francia s'erano fondati otto differenti rami di O. congregate, secondo il tipo milanese (v. SORA), indipendenti l'uno dall'altro, pur riconoscendo la stessa origine bresciana. Il gruppo di Parigi, fondato da Francesca da Bernond, «la prima orsolina di Francia», domandò ed ottenne con una bolla di Paolo V, del 1612, di essere eretto in Ordine monastico. Lo stesso conseguirono ben presto gli altri gruppi originari: Tolosa nel 1616, Bordeaux nel 1618, Lione e Digione nel 1618, Tulle nel 1621, Arles nel 1624, Avignone nel 1632.

L'Ordine si propagò in queste otto forme, alquanto differenti le une dalle altre, ma tutte unite di spirito, e visse, così diviso, in otto congregazioni monastiche, per quasi tre secoli. Le più numerose furono le suore originarie di Parigi, Bordeaux, Lione e Tolosa. Nel 1639, la ven. Maria dell'Incarnazione Guyart (v.), della comunità di Tours (osservanza di Bordeaux) partì con alcune compagne di Tours e di Parigi, per il Canada, dove fondò la prima opera di educazione femminile in paese di missione. I monasteri di O. non tardarono a diffondersi per tutta l'Europa, ma specialmente in Francia, dove al momento della Rivoluzione salivano a 350. Il primo monastero dell'Ordine in Italia fu fondato a Roma (via Vittoria) nel 1688, da Orsolina delle Fiandre, chiamata da Laura d'Este, duchessa di Modena, e da sua figlia, Maria d'Este, sposa di Giacomo II, re d'Inghilterra. La Rivoluzione Francese doveva poi distruggere i due terzi dei monasteri dell'Ordine in Francia, i quali, in compenso, si svilupparono nel sec. XIX in maniera considerevole negli altri paesi e nelle Americhe.

Attualmente, non contando quelli numerosi aggregati

all’« Unione romana» (v. sotto), i monasteri dell’Ordine sono ripartiti in case autonome (ca. 65) e in gruppi di filiali intorno ad una casa centrale, di cui la superiora porta il titolo di madre generale; tale è, p. es., il gruppo derivato da Québec e organizzato da poco tempo sotto il nome di « Unione delle O. canado-francesi », e quello di Chatham (Ontario) fondato nel 1860 dalle O. di Faouët (Bretagne), che raccoglie sotto una superiora generale quasi 300 re- ligiose del Canadà inglese e possiede una trentina di scuole e pensionati nelle diocesi di Londra, Toronto, Calgary (Alberta).

IV. O. DI DÔLE. — Fondate a Dôle in Borgogna nel 1616 dalla ven. madre Anna di Xaintonge per l’educazione delle fanciulle; non furono mai clau- strate.

Le loro Costituzioni furono approvate da Innocenzo X nel 1648 e da Innocenzo XI nel 1678. La Rivoluzione Francese chiuse le loro case, ma la madre de Vers ristabilì poi il convento di Dôle e la madre Rolando de Bussy fondò quello di Tours. Nel 1898 questa casa ottenne l’approvazione delle Costituzioni rivedute e la propria eruzione a casa-madre di tutto l’Istituto. Scacciate da Tours, nel 1903, dalle leggi esterne francesi, le religione trasferirono la loro casa-madre ad Haverloo-les-Bruges, in Belgio, dove si trova ancora. Furono fondate poi case a Nuova-York (1902), a Roma (1904), a Sluis in Olanda (1911); dirigono un fiorente collegio a Friburgo in Svizzera ed hanno case in Germania e in Inghilterra. Il loro metodo di educazione è quello dei Gesuiti. Nel 1902 al titolo originario di O. aggiunsero la denominazione « della Santa Vergine », per distinguersi dalle Figlie di S. Angela Merici, con le quali altro non hanno in comune, che il patrocinio di S. Orsola.

V. O. DI MARIA IMMACOLATA. — Fondate a Pia-cenza nel 1649 dalla madre Brigida di Gesù, al secolo Brigida Morello, vedova Zancani.

L’Istituto fu approvato fin dall’inizio dal vescovo mons. Alessandro Scapi. Ai nostri tempi, ne fu, per una ventina d’anni, proria generale la contessa Radini-Te-deschi, che lo portò a grande prosperità. Conta fiorenti case a Roma, Rapallo, Fidenza, La Spezia; il castello Rezzanello è un centro di esercizi spirituali per signor- rine. Dal 1934 ha tre case di missione nella diocesi di Calicut (India).

VI. O. DI GESÙ. — Dette Figlie della Incarnazione e anche O. di Chavagnes.

Fondate a Chavagnes-en-Pallier (Vandea, Francia) nel 1802 dal ven. servo di Dio Luigi Maria Baudouin, presero il nome di O. per ottenere il riconoscimento uffi- ciale delle loro case di educazione, perché Napoleone allora non concedeva quel riconoscimento che alle O. Però esse non hanno alcuna relazione con le O., discen- denti da S. Angela Merici. Contano case in Francia, Italia, Algeria, Inghilterra, Scozia, Olanda.

VII. O. GEROSOLIMITANE DI MARIA IMMACOLATA, DETTE DI GANDINO. — Provengono da una gruppo di giovani brianzole, nel milanese, raccolte nel 1818 da don Francesco della Madonna, anch’egli brianzolo.

Canonicamente erette dal vescovo di Bergamo nel 1858, fondarono la prima filiale nel 1864. Fino al 1858 avevano osservato le Regole di S. Carlo Borromeo; ma il vescovo di Bergamo ne diede loro di nuove, conservate manoscritte fino al 1889, indi stampate con un’appendice concernente le opere assunte a Gandino: ospedale nel 1864; asilo infantile nel 1886; orfanotrofio nel 1888.

Nel 1921, l’Istituto contava: 34 case: asili, convitti operai, educandati, pensionati, ospedali, ricoveri per vecchi e sordomuti, scuole elementari, assistenza a case apostoliche di missionari, orfanotrofi, scuole per sordo- muti. Dal 1921 al 1934 sorsero altre 48 case. Al presente le religiose sono ca. 500; le persone istruite 6000, quelle assistite 7000. La casa-madre è a Bergamo.

VIII. O. DI THILDONCK. — Sotto questa de-nominazione vengono comprese tutte le case di O. sciamate da quella di Thildonck, la quale fu fon- data nel 1818 dal curato del luogo, il ven. Jan Cor- nelius Lambertz, per essere coadiuvato nelle sue opere. Egli pose le prime suore sotto la protezione di S. Orsola e diede loro Regole derivate dalle costi- tuzioni monastiche di Bordeaux, senza però la clau- sura. Durante la sua vita egli fondò non meno di 90 case, in Belgio, Olanda, Inghilterra e Germania.

Nel 1899 le case del Belgio si riunirono in due Unioni diocesane centralizzate, con a capo una superiora gene- rale: quella della diocesi di Malines con Thildonck come casa-madre: quella della diocesi di Liegi, con la casa-madre a Maesyk. Due comunità rifiutarono di affilarsi: Saventhem, che si aggregò all’Unione romana e Wavre-Notre-Dame, che si sviluppò per conto proprio, fondando più tardi 8 filiali, di cui una nel Congo Belga.

Altre Unioni di case di O., uscite da Thildonck, si formarono anche in Olanda; p. es. l’Unione di Ruremonde, aggregata come tale all’Unione romana nel 1929. Questa Unione olandese ha fondato case fiorenti nell’isola di Giava, che formano ora una provincia dell’Unione ro- mana.

Attualmente l’Unione di Maesyk conta 500 religiose, 11 case e una missione nel Congo belga.

Quella di Malines, la sola che mantenga il titolo di O. di Thildonck conta più di 800 religiose, 17 case, 4 posti di missione nel Bengala e due filiali nell’America del Nord.

IX. O. DI SOMASCA DI VERCURAGO (Bergamo). — L’Istituto fu fondato nel 1822 a Somasca.

Approvato dal vescovo il 4 dic. 1857, fu confermato dalla S. Sede il 5 ag. 1917. Conta 37 case in Italia, dove 300 religiose lavorano per il bene di 3000 fra bambini, giovanette, apprendiste, e si occupano dell’assistenza religiosa e sociale nelle parrocchie.

X. O. DI CALVARIENBERG. — Furono fondate nel 1838 per trasferimento a Calvarienberg (diocesi di Treviri) di un antico convento, originario di Bordeaux, ristabilito nel 1828 a Monschau, presso Colonia.

Le O. vi prosperarono tanto da fondare parecchi altri monasteri, che restarono amministrativamente rag- gruppati intorno alla casa-madre, sotto forma di con- gregazione diocesana, approvata dal vescovo di Treviri. Espulse dal paese durante il Kulturkampf, fondarono case fiorenti in Olanda e nel Belgio; tornarono in Ger- mania appena ebbe termine la persecuzione. Il 21 dic. 1909 furono approvate da Pio X e diventarono un’Unione di diritto pontificio. Hanno quattro filiali in America. Attualmente contano 560 religiose in 14 case.

XI. O. FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA. — L’Istituto nacque a Mornese, diocesi di Acqui, per opera della pia giovane Angela Maccagno, che si era associata cinque compagne per praticare la perfezione religiosa nel mondo (1854). Il servo di Dio Giuseppe Fras- sinetti compose per loro una regola di vita, sotto il titolo di « La Pia Unione delle Figlie di Maria Im- macolata ».

Nel 1859 si accorsero che la Regola era pressoché identica a quella che S. Angela Merici aveva dato alla sua Compagnia; la nuova associazione prese allora il nome di « Pia Unione delle Nuove O. Figlie di Maria Immacolata, sotto la protezione di S. Orsola e di S. An- gela Merici ». La Regola fu approvata sotto questo titolo dal vescovo di Novara, mons. Giacomo Filippo de’ Gen- tile. In seguito, in parecchie località, dove s’erano stabi- lite, le associate ripresero semplicemente la Regola pri- mitiva di S. Orsola, con il nome di « Compagnia di S. Or- sola ». Degno di nota è che S. Maria Mazzarello, confon- datrice con S. Giov. Bosco delle Figlie di Maria Ausi- litrice, è uscita dalla Pia Unione di Mornese.

XII. O. DI VELTEVREDEN. — Questa casa, fondata nel 1859 da quella di Batavia-Nordwyck, filiale a sua volta di Thildonck (1856), si aggregò per qualche tempo all'Unione di Ruremonde, poi nel 1922 diventò autonoma sotto la giurisdizione del vicario apostolico di Batavia e fu casa-madre di una congregazione, le cui Costituzioni vennero approvate dalla S. Sede nel 1929. Questa Unione di Veltevrëden si aggregò nel 1939 all'Unione romana.

XIII. O. DI VERONA, dette FIGLIE DI MARIA IMMACOLATA DI VERONA. — Furono fondate nel 1860 da d. Zeffirino Agostini, curato dei SS. Nazario e Celso, che ne scrisse le Regole, ispirandosi alle Costituzioni e alla vita di s. Angela Merici.

Il vescovo le approvò il 28 nov. 1860. Le suore tennero fin dal principio scuole, prestarono assistenza a tutte le opere parrocchiali comprese quelle per i vecchi. Cresciute di numero, si sparsero nella diocesi di Verona e in dodici altre, con 85 case filiali, ca. 300 religiose e una media, per ogni casa, di 150 alunni. L'Istituto fu definitivamente approvato dal card. Bacilieri nel 1917, nel 1932 ottenne da Pio XI il decreto di lode e la definitiva approvazione nel 1940.

XIV. O. DELL'UNIONE ROMANA. — Per venire incontro al monastero di Roma, ridotto alla miseria dalle leggi eversive del governo italiano, le O. di Blois, a partire dal 1878, accolsero per conto di quel monastero le novizie che le leggi italiane impedirono di accettare. Ma ben presto dovettero esse medesime venire a Roma per collocare in un'altra casa le O., perché il monastero era stato a poco a poco occupato dall'Accademia reale di musica (che vi si trova tuttora).

Frattanto anche un altro monastero, quello di Calvi nell'Umbria, chiamò in suo soccorso le O. di Blois, che nel 1896, inviarono tre religiose. Nel 1898, le due case di Roma e di Calvi, per rendere sicura la loro restaurazione, domandarono ed ottennero dalla S. Sede di formare con la casa di Blois una Unione canonica, con superiora generale residente a Blois. Ma s'era appena costituita l'Unione Blois-Roma-Calvi, che Leone XIII, per mezzo della madre St Julien Aubry, superiora generale, fece conoscere ufficialmente a tutto l'Ordine il suo desiderio di vedere questa Unione diventare generale fra tutte le case autonome di O. Inoltre il Papa fece scrivere ufficialmente ai vescovi (29 luglio 1899) di proporre questa unione a tutte le O. delle loro diocesi (lettere del card. S. Van-nutelli, prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari). La proposta, tuttavia, garantiva la piena libertà alle religiose.

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Obsoline - Missione delle O. dell'Unione Romana. Scuola S. Giuseppe. Comitato di alunni (luglio 1948) - Swatow (Cina meridionale).

a tutte le O. delle loro diocesi (lettere del card. S. Van-nutelli, prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari). La proposta, tuttavia, garantiva la piena libertà alle religiose.

Il 15 nov. 1900 si aprì a Roma il primo Capitolo generale dell'Ordine con le rappresentanti di 70 case di tutti i paesi e di tutte le Congregazioni. Il 21 venne votata l'unione che il 28 Leone XIII approvò verbale, riserbando il decreto per più tardi, a cagione della persecuzione in Francia. La prima superiora generale, nominata dal Papa su presentazione unanime del Capitolo, fu la madre St Julien Aubry, professa di Blois. Il 17 luglio 1903 Leone XIII promulgò il decreto di approvazione; il 17 sett. dello stesso anno Pio X ne approvò, a titolo di esperimento, le prime Costituzioni; e finalmente, nel 1926, per desiderio della Chiesa e sotto l'impulso efficace della terza madre generale, l'Istituto fu perfezionato secondo le norme ecclesiastiche e totalmente centralizzato. Le Costituzioni, rimaneggiate, furono definitivamente approvate il 17 marzo 1936.

Dalla sua fondazione, l'Unione romana non cessò mai di veder venire a lei monasteri autonomi di diversi paesi, anche intere Unioni regionali, come quelle di Ruremonde e di Polonia (1929 e 1936); e in 50 anni è passata da 63 a 240 case, raccogliendo sotto l'obbedienza romana più di 7000 religiose. L'Unione romana è solidamente costituita con un governo centralizzato e gerarchico. Ogni provincia (sono ora 20), o almeno ogni paese ha il proprio nodo di quale le giovani religiose passano per tre anni almeno nelle case di studio, fino alla loro professione perpetua. Dopo altri 10 anni di apostolato in mezzo alla gioventù, compiono una terza probazione, puramente religiosa, per il corso di sei mesi; indi occupano altri 4 mesi in studi complementari di teologia, filosofia, storia dell'Ordine e arte. L'educazione impartita dalle O. è improntata ad uno spirito di famiglia: i fanciulli vi sono raggruppati secondo la loro età, per ricevere una formazione umana e religiosa adatta, sotto la direzione immediata delle «direttrici di divisione» e la sorveglianza della «direttrice generale» in dipendenza della priora (cf. M. de St-Jean Martin, L'éducation des Ursulines, Roma 1947). L'Unione romana lavora anche in parecchie missioni: Alaska, Brasile, Cina, Guiana inglese e Antille, Grecia, Indonesia, Manciuria, Stato di Montana (Pellerossa), Siam, Transvaal.

La casa generalizia è a Roma.

BIBL.: M. de St Jean Martin, Lo spirito di s. Angela Merici, vers. it., Roma 1949; anon., L'educazione delle O., vers. it., Roma 1950; M. M. Vianney Boschet, Histoire des origines de l'Union romaine, ivi 1950; id., Les origines de l'Union romaine jusqu'à sa fondation (1900), Roma 1951; J.-L. Beaumier, L'Union romaine des Ursulines, Trois Rivières (Canada) 1951.

XV. O. DI FRANCOFORTE SUL MENO. — Sono chiamate anche Suore della Congregazione di Orsola. Vennero fondate il 29 sett. 1879 da tre Orsoline di Venray (Olanda), della Congregazione di Thildonck, per dirigere la scuola femminile superiore.

Parrocchie servite da 25 sacerdoti diocesani; ha 2 comunità religiose maschili e 3 femminili.

O. fu unita nel 1437 alla diocesi di Civitacastellana (v.) dal papa Eugenio IV con la bolla Sacro-sancta Romana Ecclesia. O. (Horta dei Romani), è ben conosciuta per la sua organizzazione municipale fin dal principio dell'Impero romano, come è attestato da Plinio il Vecchio (Nat. Hist., 3, 52) e da alcune iscrizioni romane (CIL, VI, 238; VIII, 4194 e 4249). Ma il primo suo vescovo non si incontra che nell'anno 502.

La Cattedrale è dedicata a Maria S.ma Assunta.

BIBL.: P. Gams, Series episcoporum, Regensburg 1873, p. 685; Cappelletti, VI, p. 23; L. Duchesne, Le sedi episcopali nell'antico Ducato di Roma, in Arch. della Soc. rom. di storia patria, 15 (1892), p. 491; Lanzoni, I, pp. 546-47.

Enrico Josi