OSEA (ebr. Hôsêa'). - Ultimo sovrano del Regno
d'Israele (732-724 a. C.), del quale accelerò lo sfa-
celo finale. Quando ascese al trono, il Regno era fa-
talmente sulla via del declino. Perduta la Galilea
e la Transgiordania, per opera del potente re degli
Assiri Theophthalmasari III (v.), dell'antico Regno
d'Israele restava solo il territorio montagnoso in-
torno a Samaria (II Reg. 15, 29; cf. I Par. 5, 26).
Nel crescente malcontento contro la potenza assira,
O. figlio di Ela congiurò contro il re Phacee suo pre-
decessore, e, avendolo ucciso, usurpò il trono (II
Reg. 15, 30).
È probabile che questa congiura contro Phacee, di
noti sentimenti antissiri, fosse istigata dallo stesso The-
ophthalmasari, che ne mena vanto nella sua iscrizione, ove
il fatto così è narrato: «Il casato di Omri, tutta la sua
gente insieme con i suoi possedimenti io deportati in As-
sira; allorché essi rovesciarono il loro re Pakaha (Phacee),
io posi Ausia (O.) sul trono sopra di loro». Era l'anno 732.
Come si deduce da queste parole, la posizione di O. di
fronte all'Assiria era quella di un re vassallo, tanto che,
secondo il documento assiro, dovette sborsare a Theglath-
phalasar un tributo di 10 mila talenti d'oro e altri impre-
cisati d'argento.
Ma succeduto a Theglathphalasar il figlio Salma-
nasar V (726-722), O. cambiò politica e rifiutò all'Assiria
l'annuo tributo, mentre in Fenicia e in Siria si riaccendeva
la rivolta contro il giogo assiro. Ma fu ricondotto all'obbe-
dienza, al primo apparire di Salmanasar nei pressi di
Tiro. In seguito sospese nuovamente il tributo, ed essendo
state scoperte dal re assiro le sue relazioni segrete con
l'Egitto, secolare antagonista della potenza assira (in
II Reg. 17, 4 il re d'Egitto che entrò in rapporti con
O. è chiamato Sua [ebr. Sô']: è difficile individuarlo,
essendo questo periodo della storia d'Egitto, dalla XXIII
alla XXIV dinastia, molto oscuro; pare che si tratti di un
generale del Faraone chiamato, nei documenti assiri,
Sô' e o Sô'u, e detto turtannu, ossia generale del re di
Egitto: cf. A Vaccari [V. BIBLICA.], p. 449), fu chiaro il suo
tradimento.
La vendetta del re d'Assiria non si fece attendere:
il ribelle re d'Israele fu incatenato e tratto in pri-
gione (II Reg. 16, 4). In tal modo O. scompare dalla
storia, e con lui terminò il Regno d'Israele dopo 220
anni dalla secessione dal Regno di Giuda (931 a. C.).
Alla sua deposizione seguì il triennale (724-722 a. C.)
SAMALIA (v.).
OSER, Irmhart (Fremhart, Vrinhart, Lie-
hart). - Teologo, n. ad Augusta ca. il 1310-15;
studió nel 1335 a Bologna, fu parroco a St. Marein
(Stiria) e poi a Strassgang presso Graz (1340), ca-
nonico ad Augusta (1358), dove probabilmente morì.
Verso il 1350 tradusse in tedesco il Trattato di Rabbi
Maule (sec. XI) sul vero Messia, dalla traduzione latina
del domenicano spagnolo Alfonso Bonihominis (1339);
quest'opera si diffuse rapidamente in tutta la Germania,
se ne conoscono più di trenta manoscritti; fu stampato
ad Augusta nel 1475, Zwickau 1524, Marburgo 1600.
Una sua lettera latina a Egidio di Graz si trova nel cod.
Vat. lat. 724, f. 100v. Vi è indicato come professore di
diritto canonico.