PACIO E GIOVANNI DA FIRENZE

PACIO e GIOVANNI da FIRENZE. - Scultori fiorentini, che si trovano attivi a Napoli, nel 1343, intenti al mausoleo di Roberto I d'Angiò il Savio, nella chiesa di S. Chiara.
PACIO e GIOVANNI da FIRENZE. - Scultori fiorentini, che si trovano attivi a Napoli, nel 1343, intenti al mausoleo di Roberto I d'Angiò il Savio, nella chiesa di S. Chiara.

Il mausoleo, di impareggiabile solennità, consta di un ampio padiglione gotico, poggiato su pilastri a fascio, divisi da anelli poligonali, dove tra pilastrini e cuspidine sta tutta una serie di patriarche, profeti e santi. L'urna, poggiata su pilastri, cui sono addossate le statue di sei Virtù, reca di fronte e ai lati figure del Re e dei suoi familiari; su di essa, entro la camera mortuaria, di cui due angeli tengono sollevate le cortine, sta la statua giacente del Re, vestito del saio francescano, e vigilata dalle 7 Arti del trivio e del quadrivio. Al di sopra, sotto il padiglione, il Re, seduto in faldistorio, riflettente in volto la maschera mortuaria, con figure affrescate di prelati e di baroni, più in alto ancora la Vergine con S. Francesco e S. Chiara, e ai piedi di questa il Re.

L'insieme grandioso segue il tipo fissato da Tino di Camaino, arricchito, però, plasticamente, secondo la maniera di Nino Pisano.

A P. e G. si deve pure l'arca di Ludovico da Durazzo, nella stessa chiesa, e probabilmente l'antico altare della chiesa di S. Chiara; mentre non sono opera loro i rilievi della leggenda di S. Caterina.

BIBL.: Venturi. IV. pp. 304-12; Thieme-Becker. XIV. pp. 117-118 (con bibl.). *