PÁLEČ, ŠTĚPÁN

PÁLEČ, ŠTĚPÁN. - Teologo, n. tra il 1360 e il 1370 a Větší Páleč in Boemia, m. dopo il 1422 in Polonia.
PÁLEČ, ŠTĚPÁN. - Teologo, n. tra il 1360 e il 1370 a Větší Páleč in Boemia, m. dopo il 1422 in Polonia.

Nell'Università di Praga prese la laurea nelle Arti (1390) ed anche quella in Teologia (1410). Nel 1400 coprì la carica di rettore dell'Università. Nel 1408 P. si recò in Italia come membro dell'ambasciata del re Venceslao IV al Concilio di Pisa. Imprigionato dal legato B. Cossa, fu rilasciato in libertà solo dopo l'intervento del Re e della Università. P. CHUS (v.) e insieme con lui si interessò degli scritti di Wickel, ma piuttosto per le sue tendenze riformatrici che per le sue dottrine dogmatiche. Quando nel 1412 Hus attaccò le bolle d'indulgenza, pubblicate dal papa Giovanni XXIII, P. le difese fermamente. Di quel periodo sono le sue opere principali: Tractatus gloriosus, Replicatio contra Quidamistas, De Ecclesia, Antihus. Nel 1414 P. si recò al Concilio di Costanza, dove fu il principale avversario di Hus, ma anche un fervido sostenitore delle riforme ecclesiastiche. Non potendo rientrare in patria per le guerre hussite, P. si recò in Polonia, dove insegnò all'Università di Cracovia e combatté le infiltrazioni del movimento hussita. L'anno e luogo della morte di P. non sono noti; l'ultima notizia di lui è del 1422. Come teologo P. difese particolarmente il culto delle immagini e dei santi, le indulgenze, l'efficacia dei Sacramenti, il valore dogmatico della tradizione sacra, la costituzione gerarchica della Chiesa con il Papato, benché alla fine si mostrasse favorevole al conciliarismo.

BIBL.: J. Sedlák, M. Jan Hus, Praga 1915, passim; L. Matyáš, M. Š. P., in Časopis katolického duchovenstva, 1931, pp. 111 sgg.; 1932, pp. 235 sgg.